Bici

I benefici di andare in bici

L’emergenza sanitaria che stiamo affrontando ha reso ormai palese la correlazione tra mobilità e inquinamento atmosferico, motivo per cui le principali associazioni ambientaliste  hanno richiesto a gran voce, in questi mesi, misure governative che guardassero a un futuro più green, a favore di forme di mobilità più sostenibili. Un’occasione, questa, da non lasciarsi sfuggire, per incentivare l’uso di mezzi di trasporto non inquinanti, come le biciclette elettriche, e la realizzazione di piste ciclabili e altri servizi che permettano una mobilità alternativa più sicura.

Basti pensare che i livelli di inquinamento atmosferico sono scesi del 50% in molte città europee durante l’emergenza, secondo i dati dell’Agenzia Europea dell’Ambiente pubblicati a marzo 2020 e riportati dalla European Cyclists’ Federation. Una riduzione delle emissioni dovuta principalmente alla riduzione del traffico nelle città colpite dal Covid-19, a seguito delle limitazioni imposte per contenere il contagio. Durante il lockdown, sempre secondo i dati di marzo 2020, nella città di Milano, una delle aree più colpite da COVID19, la concentrazione media di NO2 (biossido di azoto) è diminuita di almeno il 24%. Anche l’inquinamento è diminuito del 47% a Bergamo, in Lombardia, e del 35% a Roma.

Il “bonus biciclette”

Si ricorda che in Italia il Governo ha predisposto con il Decreto Rilancio il cosiddetto bonus biciclette, un contributo fino a 500 euro per l’acquisto di biciclette, anche a pedalata assistita, e di veicoli per la micromobilità elettrica quali monopattini, hoverboard e segway, o per l’utilizzo dei servizi di sharing mobility. E proprio per agevolare l’utilizzo delle biciclette si modificherà il Codice della Strada prevedendo la realizzazione di apposite bike lane.

In questa Fase 2 le biciclette potrebbero, quindi, diventare la prima scelta dei cittadini come alternativa all’automobile per muoversi in città, ma anche come mezzo di trasporto per viaggi alternativi. Secondo Legambiente, infatti, il cicloturismo si adatta perfettamente alla fase di superamento dell’emergenza coronavirus, avendo le caratteristiche della “Low Touch Economy”, ossia sicurezza, salute, distanziamento, corto raggio.

 

Biciclette elettriche
Biciclette elettriche

Le biciclette elettriche in Italia

Secondo un’indagine condotta da ANCMA (Associazione Nazionale Ciclo Motociclo Accessori), “la bicicletta ha scenari di sviluppo molto ampi”. La vendita (in pezzi) di biciclette ed e-bike nel 2019 è stata di 1,713 milioni di unità, il 7% in più rispetto all’anno precedente mentre la vendita di biciclette elettriche è cresciuta del 13% passando da 173 a 195mila pezzi venduti.

Secondo quanto rilevato da ANCMA, sondaggi e statistiche mostrano che le biciclette e le e-bike in Italia sono utilizzate non solo per scopi sportivi o ricreativi, ma anche per gli spostamenti giornalieri. Per andare a lavorare, a scuola, per commissioni o come mezzo per arrivare alle stazioni ferroviarie o di trasporto pubblico, grazie ai numerosi parcheggi sicuri predisposti nelle stazioni.

Un nuovo modo di pedalare

“La popolarità delle e-bike, in particolare, sta crescendo in modo dinamico coprendo, ormai, tutti i segmenti di mercato delle bici tradizionali – spiega ANCMA – Consentono distanze più lunghe e velocità medie più elevate e aprono nuove opzioni di mobilità nelle città e nel paese. Un nuovo modo di pedalare”.

Secondo ANCMA le ragioni che spiegano l’aumento della vendita delle biciclette è da ricercare nella consapevolezza di una fascia di consumatori.

“Le innovazioni tecniche e tecnologiche – spiega – l’elevata attrattività dei veicoli, ma anche la crescente importanza delle biciclette e delle e-bike per la mobilità quotidiana e in particolare i nuovi scenari politici e sociali sul cambiamento climatico sono elementi che portano sempre più persone a decidere di cambiare comportamenti e abitudini rispetto al passato”.

Scrive per noi

Francesca Marras
Francesca Marras
Mi sono laureata in Scienze Internazionali con una tesi sulle politiche del lavoro e la questione sindacale in Cina, a conclusione di un percorso di studi che ho scelto spinta dal mio forte interesse per i diritti umani e per le tematiche sociali. Mi sono avvicinata al mondo consumerista e della tutela del cittadino nel 2015 grazie al Servizio Civile. Ho avuto così modo di occuparmi di argomenti diversi, dall'ambiente alla cybersecurity e tutto ciò che riguarda i diritti del consumatore. Coltivo da anni la passione per i media e il giornalismo e mi piace tenermi sempre aggiornata sui nuovi mezzi di comunicazione. Una parte della mia vita, professionale e non, è dedicata al teatro e al cinema.

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