filari, lavoratore, foto Oxfam

Diritti umani e filiera agricola. Filari, lavoratore © foto di Rocco Rorandelli per Oxfam

Dal campo allo scaffale del supermercato, sono i lavoratori invisibili e senza diritti che permettono di portare il cibo in tavola. Anche in epoca di pandemia. Il rapporto fra diritti umani e filiera agricola è fatto spesso di diritti negati, di sfruttamento lavorativo, di condizioni abitative estremamente precarie, di povertà.

Per questo Oxfam torna a chiedere il rispetto dei diritti umani di tutti i lavoratori coinvolti nella filiera agricola. E fa appello alla Grande distribuzione organizza. Chiede di schierarsi in favore della regolarizzazione dei lavoratori stranieri senza documenti, presenti in Italia, impiegati nei campi, in condizioni di sfruttamento e di invisibilità. L’occasione è rappresentata dalla campagna “Al giusto prezzo. Gli invisibili della filiera agroalimentare”, che dopo un anno dal lancio fa il punto sui progressi fatti dai grandi gruppi della Gdo in tema di trasparenza e diritti umani.

La campagna compila una pagella per i 5 gruppi più grandi rispetto al modo in cui la GDO tratta quattro temi chiave – trasparenza e accountability, diritti dei produttori di piccola scala, diritti dei lavoratori agricoli, diritti delle donne – all’interno della propria filiera di approvvigionamento agricolo.

 

 

lavoratori agricoli
Diritti umani e filiera agricola

 

Diritti umani e filiera agricola, la campagna Al giusto prezzo

«Tra gli scaffali sempre ordinati e pieni del cibo che più amiamo, si nasconde un costo inaccettabile: la sofferenza delle persone che lo producono – dice Oxfam – Il viaggio che compie il cibo per arrivare sulle nostre tavole ci racconta troppo spesso di storie di diritti negati, di sfruttamento nei campi, di caporalato e di lavoro sottopagato».

Questo il punto di partenza della campagna Al giusto prezzo, che chiede a istituzioni politiche e ad attori influenti della Grande distribuzione organizzata di contrastare gli abusi di potere nelle filiere produttive.

«Le pagelle dei primi 12 mesi della campagna Al Giusto Prezzo – sintetizza Oxfam – dicono che i 5 più grandi gruppi che controllano più del 50% di quanto arriva sulle nostre tavole, migliorano il loro profilo, ma ancora resta molto da fare. Di fronte alla crisi generata dall’emergenza coronavirus, il ruolo della Grande Distribuzione italiana può essere decisivo nel riconoscere tutele al lavoro e alla dignità dei lavoratori agricoli, a partire dal favorire la regolarizzazione dei lavoratori invisibili. Nessun prezzo può ritenersi giusto, se ottenuto a spese del lavoro e dei diritti dei lavoratori agricoli».

Regolarizzare gli “invisibili”

I big della grande distribuzione fanno passi avanti. Ma non basta. Nel contesto della pandemia, Oxfam chiede «un maggiore sforzo della GDO per garantire condizioni di vita e di lavoro dignitose per migliaia di braccianti e operai agricoli che operano per rifornire ogni giorno i loro scaffali, a partire dallo schierarsi in favore della regolarizzazione dei lavoratori stranieri senza documenti, presenti nel nostro territorio».

Regolarizzare gli invisibili, dunque. Una richiesta che arriva da più parti e che dovrà assumere una valenza ampia: non solo proseguire in sicurezza il lavoro sui campi ma riconoscere che solo garantendo pari diritti a tutti si garantiscono salute, giustizia sociale e sicurezza per tutti. L’appello fatto alla Gdo è quello di schierarsi a fianco delle iniziative che vogliono dare dignità e tutela ai lavoratori sfruttati sui campi, a partire dalla regolarizzazione degli “invisibili”.

«A un anno dal lancio della campagna Al Giusto Prezzo, osserviamo con piacere che molti gruppi della GDO italiana hanno iniziato ad ascoltare le migliaia di consumatori che hanno chiesto loro maggiore impegno sulla tutela dei diritti umani. – ha detto Elisa Bacciotti, direttrice delle campagne di Oxfam Italia – In questi giorni, nei quali la GDO italiana sta svolgendo un lavoro enorme e prezioso per assicurare l’approvvigionamento di beni alimentari, sostenendo il sistema Italia e i cittadini maggiormente in difficoltà, chiediamo loro un ulteriore impegno per assicurare diritti e dignità a chi contribuisce a produrre cibo nel nostro paese. Questa crisi ci insegna che nessuno è al sicuro se non lo siamo tutti. E per tanti lavoratori agricoli, costretti a vivere in luoghi insalubri e fatiscenti e ad accettare condizioni di lavoro ai limiti dello sfruttamento, il rischio di veder peggiorate le proprie condizioni è molto alto».

 

pagella supermercati oxfam
La pagella dei supermercati, fonte: Oxfam 2020

 

La pagella ai supermercati

La pagella compilata da Oxfam riguarda i cinque più grandi gruppi della Gdo italiana e il loro comportamento negli ultimi 12 mesi. Sono Coop, Conad, Esselunga, Gruppo Selex e Eurospin cui è stato chiesto diadottare misure a difesa dei diritti umani di chi coltiva il cibo e maggiore trasparenza. Quasi tutti i hanno compiuto alcuni passi in avanti, spiega Oxfam, dimostrando che la voce dei consumatori (oltre 20 mila hanno aderito alla campagna) è importante per convincere le aziende a cambiare le proprie politiche.

La pagella si basa su quanto pubblicamente dichiarato dai supermercati in merito alle loro politiche e al loro operato all’interno delle filiere alimentari per assicurare il rispetto dei diritti umani di tutte le persone coinvolte nella filiera di approvvigionamento agricolo.

Passi avanti si segnalano per tutti, Coop è quella che mantiene il punteggio più alto, Eurospin nettamente indietro.

«Tra tutti, il maggior incremento relativo è di Selex, che ha messo in campo un progressivo impegno in termini di trasparenza, con la pubblicazione di policy aziendali inerenti i diritti umani nelle filiere, e l’avvio di un importante progetto di produzione agricola etica – dice Oxfam – Un lavoro che porta l’azienda dallo 0% del 2018 ad un +23% nel 2019. Mentre Coop mantiene in media punteggi più alti su tutti i parametri presi in esame, con un miglioramento complessivo del 13% delle proprie politiche. Significativi sono anche i progressi di Conad e Esselunga in tema di tutela dei lavoratori – entrambi + 25% – e di difesa dei piccoli produttori rispettivamente + 25% e + 21%. Tra i 5 big presi in esame solo Eurospin leader in Italia nel settore discount, non ha voluto cogliere l’opportunità di dialogo e miglioramento di policy offerta dalla campagna e per il secondo anno consecutivo chiude la classifica con il punteggio più basso (2%)».

Su un tema, però, sono tutti drammaticamente in ritardo: i diritti delle donne e l’integrazione di una politica di genere nelle politiche di approvvigionamento.

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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