Un ennesimo episodio di delinquenza e disumanità ai danni di alcuni pazienti disabili di una struttura di Cagliari. Sono stati sospesi 14 operatori per percosse agli disabili. “E’ necessario occuparsi di come prevenire questi episodi. E l’invio di ispettori o l’inasprimento delle pene da soli non sono deterrenti sufficienti. Bisogna avviare verifiche su strutture e non solo accreditamento burocratico”. E’ il commento di Tonino Aceti, coordinatore del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva.
“Quello di oggi è solo un ennesimo evento sentinella, a cui però si continua a rispondere con armi spuntate. Apprezziamo il lavoro degli inquirenti e della Magistratura, che hanno permesso l’accertamento di questi episodi vergognosi. Ma ci chiediamo anche se sia possibile ridurre il tempo a “telecamere accese” prima di intervenire, evitando il più possibile che le vittime continuino a vivere nella paura e nella violenza – ha aggiunto Aceti – Per prevenire il ripetersi di questi episodi crediamo urgente e improcrastinabile l’avvio di una reale verifica sulla gestione di strutture socio-sanitarie o di alloggio, a partire da quelle per anziani e per disabili. Non è possibile che le stesse vengano accreditate solo accertando il rispetto di criteri burocratici, ma è necessario che vengano sottoposte a verifiche periodiche per condizioni igieniche, livelli di stress e comportamenti del personale, solo per fare alcuni esempi. In generale – ha concluso Aceti – la gestione di queste strutture va resa più trasparente, anche abolendo gli orari rigidi di accesso per i familiari. Occorre incentivare la segnalazione di campanelli di allarme o pre-allarme di familiari e dipendenti delle strutture e prevedere procedure di intervento più snelle in questi casi”.

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