Come stanno le famiglie italiane? L'indagine di Bankitalia
Famiglie e Decreto rilancio, quali misure per i genitori che lavorano?
Famiglia e Decreto rilancio, quali misure sono previste per consentire ai genitori di tornarea lavoro e gestire i figli?
Il Decreto rilancio, presentato ieri dal Consiglio dei Ministri, si configura come un provvedimento economico per sostenere il Paese nella crisi provocata dalla pandemia del Covid-19. Ad poter usufruire degli aiuti saranno le imprese i singoli cittadini e lavoratori e le famiglie. Previsti bonus, incentivi, incentivi, tagli delle bollette e sussidi come il reddito di emergenza.
Nel caso specifico delle famiglie, la riapertura di gran parte delle attività e la ripresa del lavoro “in presenza”, rappresenta anche il momento in cui si dovrà fare i conti con una nuova organizzazione della vita familiare quotidiana. Primo aspetto da considerare sarà la gestione dei figli mentre si è a lavoro. Quali misure sono quindi previste dal Decreto in aiuto dei genitori?
Congedi parentali
I genitori che svolgono un lavoro dipendente nel settore privato, con figli di età inferiore ai 12 anni, potranno godere di 30 giorni di congedo parentale pagato al 50% e l’estensione del relativo arco temporale di fruizione sino al 31 luglio 2020. Tali periodi sono coperti da contribuzione figurativa.

Bonus baby sitter
I servizi di baby sitting potranno essere coperti da un bonus apposito che va da 600 a 1.200 euro. In alternativa, la stessa cifra potrà essere utilizzata per l’iscrizione ai servizi socio-educativi territoriali, ai centri con funzione educativa e ricreativa e ai servizi integrativi o innovativi per la prima infanzia.
Per genitori che lavorano nei settori della sicurezza, della difesa e del soccorso pubblico e del settore sanitario pubblico e privato il limite massimo è aumentato a 2.000 euro.
Lavoro agile
Fino alla cessazione dello stato di emergenza epidemiologica da COVID–19, resta possibile la possibilità di svolgere la prestazione di lavoro in modalità agile per i genitori lavoratori dipendenti del settore privato che hanno almeno un figlio minore di 14 anni, a condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa o che non vi sia genitore non lavoratore. Unica condizione è che siano gli obblighi informativi previsti dalle norme vigenti, e a condizione che tale modalità sia compatibile con le caratteristiche della prestazione.

