Mai più bambini in carcere, l'appello di Cittadinanzattiva

Mai più bambini in carcere, l'appello di Cittadinanzattiva (Fonte immagine: Cittadinanzattiva)

Basta bambini in carcere! Lo ribadisce Cittadinanzattiva nel suo Manifesto-Appello per le cittadine e i cittadini attivi, lanciato in occasione delle prossime elezioni.

“Che i bambini non debbano essere rinchiusi nelle carceri, indipendentemente dal colore di chi governa, andrebbe considerata una misura da realizzare in automatico, giusta, utile e necessaria – scrive Cittadinanzattiva nel Manifesto -. Passata alla Camera, la proposta di legge in materia di tutela del rapporto tra detenute madri e figli minori è un provvedimento che avrebbe potuto essere finalizzato da un’agile approvazione in Senato. Speriamo sia recuperato dal prossimo Parlamento, e incontri lo stesso, ampio sostegno delle forze politiche”.

Mai più bambini in carcere, la campagna di Cittadinanzattiva

A maggio 2022 è arrivato il primo sì alla Camera per la proposta Siani volta alla tutela del rapporto tra madri detenute e figli minori, che promuove il modello delle case famiglia per l’accoglienza al di fuori delle strutture di detenzione. La notizia era stata accolta con soddisfazione da parte di Cittadinanzattivaimpegnata da tempo nella campagna contro il fenomeno dell’incarcerazione dell’infanzia.

Tra i punti chiave della proposta di legge: il divieto assoluto di custodia cautelare in carcere per le madri (o per i padri in via eccezionale) di bambini fino a 6 anni di età ed il ricorso alla custodia in ICAM come soluzione del tutto residuale; gli interventi in materia di rinvio dell’esecuzione della pena; la promozione delle case famiglia come modello del tutto alternativo alla detenzione e come luoghi costruiti sulla tutela della salute dei minori e del rapporto genitoriale.

 

mai più bambini in carcere
Mai più bambini in carcere

 

In questa stessa direzione si colloca anche la norma inserita nella legge di bilancio per il 2021, su iniziativa di Cittadinanzattiva e dell’associazione A Roma insieme Leda Colombini, che istituisce un fondo dedicato a finanziare l’accoglienza di genitori detenuti con bambini al seguito in case famiglia.

Cittadinanzattiva: grave l’impatto sulla salute dei piccoli

“La presenza di bambini, costretti a trascorrere i primi anni di vita negli istituti penitenziari assieme alle madri detenute, è un paradosso gravissimo del nostro sistema; un paradosso finora irrisolto ed incredibilmente trascurato – aveva affermato Cittadinanzattiva – sul quale negli ultimi anni ci siamo impegnati, in sinergia con altre organizzazioni, per richiamare l’attenzione pubblica e delle istituzioni e per formulare e sollecitare l’adozione di soluzioni di sistema idonee a risolverlo definitamente”.

Per le organizzazioni, infatti, “la tutela della salute psicofisica dei bambini deve prevalere su ogni altra ragione o interesse pubblico e deve costituire il principale, se non l’unico, criterio guida per la costruzione di misure dedicate”.

“È oramai dimostrato che i piccoli che crescono in carcere ricevano danni profondi sul piano dello sviluppo psicofisico, dai problemi nella deambulazione (visto che sono abituati a muoversi dentro spazi ristretti), a ritardi nella articolazione della parola, ad una serie di difficoltà nello sviluppo delle relazioni con gli altri, nella socializzazione, fino all’attaccamento morboso alla madre per poi subire il trauma ulteriore e profondissimo del distacco improvviso da essa, quando raggiungono i limiti di età previsti dalla legge”.

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