Aumentano i morti in mare. Otto vittime al giorno fra morti e dispersi fra coloro che tentano la traversata del Mediterraneo dalla Libia. Così oggi la rete Restiamo Umani, in occasione della conferenza sulla Libia che si terrà oggi e domani a Palermo, ha organizzato una protesta nonviolenta davanti al Viminale con una trentina di attivisti che hanno messo a terra sagome di cartone, cartelli con i dati delle morti in mare, e uno striscione con la scritta “Naufragi di Stato”. L’obiettivo è denunciare le politiche del governo Conte  e del ministro dell’Interno Salvini su migrazioni e accoglienza.

Come spiega un’analisi condotta dall’Istituto per gli Studi di Politica Internazionale (ISPI), elaborando dati UNHCR, nel periodo che va dal giorno di insediamento del governo Conte (1° giugno) al 30 settembre, si è registrato un «nuovo forte aumento del numero di morti e dispersi, tornati ad aumentare fino a raggiungere le 8 persone al giorno». Sempre secondo ISPI, dunque, «a quattro mesi dall’inizio della stretta sui salvataggi in mare (…) appare come minimo dubbia l’utilità delle politiche di deterrenza nei confronti del soccorso in mare che, a fronte di una riduzione relativamente modesta degli sbarchi in Italia, ha coinciso con un forte aumento del numero di morti e dispersi». In Libia poi la situazione è drammatica. Medici per i Diritti Umani (MEDU) ha recentemente denunciato che l’85% dei migranti sbarcati in Italia e provenienti dall’Africa subsahariana è stato vittima in questo Paese di torture e trattamenti inumani e degradanti.

La vera emergenza, denuncia la Rete Restiamo Umani, non è “il fantomatico allarme invasione” ma il numero di persone che muore in mare cercando di arrivare in Europa. Sostiene Alessandro Giannì, direttore delle Campagne di Greenpeace Italia, organizzazione parte della Rete Restiamo Umani: “La nostra è un’associazione nata sul mare. E la prima regola di un uomo di mare è che non si lascia nessuno in mare. Abbandonare un naufrago è un’azione infame: ci perdi il rispetto, il sonno, l’anima. Non si fa, e basta. Più volte abbiamo ribadito che criminalizzare chi salva vite in mare è una barbarie, e a questa barbarie non vogliamo arrenderci”.

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

2 thoughts on “Migranti, Restiamo Umani al Viminale: “Naufragi di Stato”

  1. Verissimo! Facciamo entrare entrare in Italia tutti gli africani con ponte aereo – navale, cosi’ non naufragano piu’. Sono solo 1,2 miliardi.

  2. Non siamo in grado di accogliere tutti gli immigrati che vengono in Italia ed infatti molti di loro vanno a vivere in baracche lungo i fiumiciattoli in mezzo ai topi!!! Se questa è l’umanità che chiedono le associazioni umanitarie mi pare che hanno le idee confuse!.
    Dobbiamo invece aiutarli nei loro paesi di origine e soprattutto bisogna dire alle due superpotenze del mondo di non bombardare più questi paesi per loro sporchi interessi!!! Grazie.

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