Disuguaglianza economica, UNICEF: compromette il benessere dei bambini (Foto cottonbro studio per Pexels)
Disuguaglianza economica, UNICEF: compromette il benessere dei bambini e il rendimento scolastico
La disuguaglianza economica nei paesi ricchi ha un impatto sul benessere dei bambini, sulla loro salute, sul rendimento scolastico e sulle abitudini alimentari. Quasi un bambino su cinque è in povertà di reddito
La disuguaglianza economica nei paesi ricchi compromette il benessere dei bambini. Ha un impatto forte sulle abitudini alimentari, sul rendimento scolastico, sulla salute e sul benessere dei più piccoli. In media nei paesi Ocse e ad alto reddito quasi un bambino su cinque vive in condizioni di povertà di reddito. E i bambini che vivono nei paesi dove la disuguaglianza economica è più marcato hanno una probabilità 1,7 volte maggiore di essere in sovrappeso, situazione che potrebbe essere collegata a un’alimentazione di qualità inferiore e al fatto di saltare i pasti.
Gli effetti della disuguaglianza
Secondo un’analisi dell’UNICEF Office of Strategy and Evidence – Innocenti, la disuguaglianza economica nei paesi ricchi è associata a un peggioramento delle condizioni di salute fisica e a risultati scolastici peggiori tra i bambini.
«La disuguaglianza influisce profondamente sul modo in cui i bambini imparano, su ciò che mangiano e su come vivono la vita – ha dichiarato Bo Viktor Nylund, Direttore dell’UNICEF Innocenti – Per limitare gli effetti più gravi della disuguaglianza, dobbiamo investire con urgenza nella salute, nella nutrizione e nell’istruzione dei bambini delle comunità più vulnerabili».
I dati vengono dalla Report Card 20: Opportunità disuguali – bambini e disuguaglianza economica, che esamina il rapporto tra le disuguaglianze economiche e il benessere dei bambini in 44 paesi dell’OCSE e ad alto reddito.
Nella maggior parte di questi paesi i livelli di disuguaglianza di reddito e di povertà infantile rimangono alti. In media, in tutti i paesi, le famiglie che rientrano nel 20% più ricco guadagnano oltre cinque volte di più rispetto al 20% più povero e quasi un bambino su cinque vive in condizioni di povertà di reddito, il che significa che i suoi bisogni primari potrebbero non essere soddisfatti.
Disuguaglianza e povertà in Italia
Su 37 paesi comparabili, l’Italia occupa il 12° posto nella classifica del benessere dei bambini.
La posizione dell’Italia, in relazione allo stato di bambini e adolescenti, è poi diversa a seconda di diversi aspetti. Se si guarda al benessere mentale, l’Italia è al 10° posto, quindi nel primo terzo della classifica; scende di posizione per la salute fisica (17° posto) e le competenze (25° posto).
Quasi un bambino su quattro (il 23,2%) vive sotto la soglia di povertà: l’Italia scende al 30° posto per povertà infantile.
Fra gli adolescenti la mortalità per suicidio tra i 15-19enni è di 2,82 per 100.000, uno dei tassi più bassi in Europa.
Tra i paesi con dati comparabili inclusi nel rapporto, l’Italia si colloca al 22° posto su 40 per quanto riguarda la disparità di reddito, con il quintile più ricco della popolazione che guadagna 5,35 volte il reddito del quintile più povero.
Si colloca invece al 15° posto su 41 per quanto riguarda l’entità del divario nelle competenze di base in matematica e lettura tra i bambini provenienti dalle famiglie più ricche e quelli provenienti dalle famiglie più povere: l’84% dei bambini appartenenti al quintile delle famiglie più ricche ha competenze di base in matematica e lettura, rispetto a poco meno del 45% dei bambini appartenenti al quintile più povero.
Disuguaglianza e abitudini alimentari
Il 27% dei bambini e degli adolescenti italiani di età compresa tra i 5 e i 19 anni è classificato come in sovrappeso. La disuguaglianza economica ha un impatto sulle abitudini alimentari dei bambini, che cambiano a seconda del reddito familiare. In sintesi: più è alto, più aumenta anche il consumo di frutta e verdura.
Secondo l’analisi, fra i ragazzini 11-15 anni, il 22% dei ragazzi provenienti da famiglie a basso reddito consuma verdura ogni giorno, contro il 39% di quelli provenienti da famiglie ad alto reddito: un divario di 17 punti percentuali. Il consumo giornaliero di frutta si attesta al 32% (basso reddito) contro il 40% (alto reddito). Il consumo giornaliero di bevande zuccherate riguarda invece il 18% nelle famiglie a basso reddito e il 12% di quelle a reddito elevato.
Questi divari, spiega l’Unicef, “suggeriscono che le politiche alimentari rivolte alle famiglie a basso reddito (pasti scolastici, programmi di distribuzione di frutta e verdura, regolamentazione dello zucchero) affrontano una disuguaglianza reale e misurabile”.
Il rendimento scolastico
La disuguaglianza economica incide sulla salute dei bambini. E incide anche sul rendimento scolastico. I paesi con un divario maggiore fra ricchi e poveri hanno complessivamente risultati scolastici inferiori.
Nei paesi con il più alto livello di disuguaglianza, il 65% dei bambini rischia di lasciare la scuola senza aver acquisito competenze di base in lettura e matematica, rispetto al 40% dei bambini nei paesi con il più basso livello di disuguaglianza.
La disparità si riflette anche nelle differenze fra i voti scolastici. In media, l’83% dei quindicenni appartenenti al quintile più ricco della popolazione possiede competenze di base in matematica e lettura, rispetto al 42% di quelli appartenenti al quintile più povero.
Le misure contro la disuguaglianza economica
Cosa fare per affrontare le disuguaglianze e le ripercussioni sul benessere dei bambini? Fra le misure suggerite, volte a ridurre la povertà infantile, ci sono il miglioramento delle misure di protezione sociale quali assegni familiari e i sussidi per l’infanzia e il salario minimo, per garantire che nessun bambino cresca in condizioni di povertà; il sostegno alle comunità più vulnerabili come azioni come alloggi a canone agevolato, potenziamento delle infrastrutture nei quartieri più poveri e investimenti in spazi verdi e strutture ricreative pubbliche.
Bisogna poi affrontare le disuguaglianze nell’istruzione riducendo al minimo la segregazione socioeconomica nelle scuole e garantendo alle scuole personale e attrezzature adeguate, insieme a pasti scolastici sani e nutrienti per i bambini.

