Giornata dell'infanzia e povertà dei bambini (Foto credit © UNICEF/UNI509965/Pantelia)
Oggi la Giornata mondiale dell’infanzia, ma 400 mln di bambini vivono in povertà
Nella Giornata mondiale dell’infanzia e dell’adolescenza, l’Unicef ricorda che la povertà dei bambini riguarda oltre 400 milioni di minori in tutto il mondo, uno su cinque nei paesi a basso e medio reddito. Il 19% dei bambini sopravvive con meno di 3 dollari al giorno
Oltre 400 milioni di bambini si trovano in grave situazione di povertà, privati di nutrizione e servizi igienici, oltre uno su cinque nei paesi a basso e medio reddito. Oltre il 19% dei bambini al mondo sopravvive con meno di 3 dollari al giorno, in condizione di estrema povertà monetaria. Nella Giornata mondiale dell’infanzia e dell’adolescenza che ricorre oggi, l’Unicef snocciola dati che mettono in evidenza quanto i bambini non siano davvero la priorità dell’agenda mondiale, o almeno non lo siano tanto da mettere al primo posto il loro futuro. Porre fine alla povertà dei bambini è obiettivo raggiungibile se si rende la lotta alla povertà infantile una priorità nazionale e si agisce per garantir accesso a servizi pubblici di qualità. I bambini hanno bisogno di istruzione, sanità, nutrizione, acqua, alloggi e spazi sicuri.
Vale la pena citare un dato, fra quelli riportati dall’Unicef: “In un momento in cui la spesa militare globale ha raggiunto il livello record di 2,72 trilioni di dollari, centinaia di milioni di bambini continuano a vivere nella privazione, senza accesso a beni essenziali come l’istruzione, l’acqua potabile e un’abitazione dignitosa. Questa realtà non è solo una questione di scarsità di risorse, ma di priorità”.
La povertà viola i diritti dei bambini
La povertà viola i diritti di bambini e adolescenti. E dunque, prosegue l’Unicef, “in un mondo in cui centinaia di milioni di minorenni soffrono la privazione, i diritti sanciti dalla Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza – istruzione, luoghi sicuri in cui vivere, salute, acqua e igiene – non sono ancora pienamente garantiti”.
Secondo il rapporto dell’Unicef pubblicato oggi per la Giornata dell’infanzia, “più di 1 bambino su 5 nei paesi a basso e medio reddito, ovvero 417 milioni, si trova in condizioni di grave deprivazione in almeno due aree fondamentali per la sua salute, il suo sviluppo e il suo benessere”.
Lo studio “La condizione dell’infanzia nel mondo 2025: porre fine alla povertà dei bambini – Il nostro imperativo comune” si basa sui dati provenienti da oltre 130 paesi a basso e medio reddito per valutare l’entità della povertà multidimensionale misurando le privazioni in sei categorie: istruzione, salute, condizione abitativa, nutrizione, servizi igienici e acqua. L’analisi mostra che 118 milioni di bambini subiscono tre o più situazioni di deprivazione e 17 milioni ne subiscono quattro o più.
La diffusione della povertà
«I bambini che crescono in condizioni di povertà e sono privati di beni essenziali come una buona alimentazione, servizi igienici adeguati e una casa, subiscono conseguenze devastanti per la loro salute e il loro sviluppo – ha affermato Catherine Russell, Direttrice Generale dell’UNICEF – Ma non deve essere per forza così. Quando i Governi si impegnano a porre fine alla povertà dei bambini attuando politiche efficaci, possono aprire un mondo di possibilità per i bambini».
La più alta percentuale di povertà multidimensionale fra i bambini si concentra nell’Africa subsahariana e nell’Asia meridionale.
I servizi igienici sono la deprivazione grave più diffusa al mondo: il 65% dei bambini non ha accesso a una toilette nei paesi a basso reddito, il 26% nei paesi a reddito medio-basso e l’11% nei paesi a reddito medio-alto.
Nei paesi a basso e medio reddito la percentuale di bambini in grave deprivazione è scesa negli ultimi anni (dal 51% nel 2013 al 41% nel 2023) in gran parte grazie alla priorità data ai diritti dei bambini nelle politiche nazionali e nella pianificazione economica ma i progressi stanno rallentando. La povertà è aggravata da conflitti, crisi climatiche e ambientali, divario tecnologico, aumento del debito pubblico. I bambini più piccoli, quelli con disabilità e quelli che vivono in situazioni di crisi sono particolarmente vulnerabili.
L’Unicef esamina anche la povertà monetaria. Secondo gli ultimi dati, oltre il 19% dei bambini nel mondo vive in condizioni di estrema povertà monetaria, sopravvivendo con meno di 3 dollari al giorno. Quasi il 90% di questi bambini si trova nell’Africa subsahariana e nell’Asia meridionale.
Bambini poveri nei paesi ricchi
Ma la povertà dei bambini è una realtà che si incontra anche nei paesi più ricchi. Su 37 paesi ad alto reddito circa 50 milioni di bambini – ovvero il 23% della popolazione di bambini in questi paesi, quasi uno su quattro – vivono in condizioni di povertà monetaria relativa. Significa, spiega l’Unicef, che il loro nucleo familiare ha un reddito significativamente inferiore rispetto alla maggior parte del reddito degli altri nel loro paese.
In diversi paesi i progressi degli ultimi anni hanno rallentato oppure c’è stata un’inversione di tendenza. In Francia, Svizzera e Regno Unito, ad esempio, la povertà dei bambini è aumentata di oltre il 20%.
“In Italia il tasso di povertà monetaria relativa dei bambini era circa al 25% fra il 2013 e il 2018, sceso al 23,2% nel 2023. Gli standard di vita fra il 2018 e il 2023 sono migliorati dell’8,6%, mentre la povertà di reddito relativa è migliorata del 5,3%. Nel 2024 i bambini nel nostro paese che vivevano in condizioni di grave deprivazione materiale e sociale erano il 5,7%, un dato in forte calo rispetto al 2015. Tuttavia, nel 2022 il 32,9% dei bambini di 15 anni in Italia non disponeva di una stanza per sé”, ha dichiarato il presidente dell’Unicef Italia Nicola Graziano.
I bambini come priorità
Il rapporto “La condizione dell’infanzia nel mondo 2025” sottolinea che porre fine alla povertà dei bambini è un obiettivo raggiungibile e sottolinea l’importanza di mettere al centro i diritti dei bambini, come delineato nella Convenzione delle Nazioni Unite sui Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza. Le strategie da seguire:
- Rendere la lotta alla povertà dei bambini una priorità nazionale;
- Integrare le esigenze dei bambini nelle politiche economiche e nei bilanci;
- Fornire programmi di protezione sociale, compreso il sostegno economico alle famiglie:
- Ampliare l’accesso ai servizi pubblici essenziali, quali istruzione, assistenza sanitaria, acqua, servizi igienici, alimentazione e alloggio;
- Promuovere un lavoro dignitoso per i genitori e coloro che si prendono cura dei bambini, al fine di rafforzare la loro sicurezza economica, strettamente legata al progresso dei bambini.
Una criticità viene dal fatto che molti Governi in tutto il mondo stanno riducendo gli aiuti esteri. Secondo The Lancet, i tagli agli aiuti allo sviluppo potrebbero causare la morte di 4,5 milioni di bambini sotto i 5 anni entro il 2030. Allo stesso tempo, secondo l’Unicef i tagli potrebbero lasciare ulteriori 6 milioni di bambini fuori dalla scuola entro il prossimo anno.

