Salute mentale, neuropsichiatri: la prevenzione inizi dall’infanzia (Foto cottonbro studio per Pexels)

Salute mentale, neuropsichiatri: la prevenzione deve iniziare dall’infanzia

La salute mentale è settore dove sono pochi gli investimenti, soprattutto su bambini e adolescenti. Ma in Europa un minore su tre non accede a cure adeguate. In Italia un minore su cinque è affetto da un disturbo neuropsichiatrico. La Società di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza chiede di fare prevenzione già dall’infanzia

La prevenzione sulla salute mentale deve iniziare già dall’infanzia. Prima dei 14 anni. La salute mentale è “parte essenziale della salute di un individuo”, come spiega l’Organizzazione mondiale della sanità, ma è anche il settore dove gli investimenti sono minori, soprattutto su bambini e ragazzi. In Europa un bambino/adolescente su tre non riesce ad accedere a cure adeguate secondo l’OMS e, proprio tra i più giovani, emergono nuovi segnali di disagio.

Solo in Italia, il 20% dei minorenni – uno su cinque – è affetto da un disturbo neuropsichiatrico: sono circa 2 milioni di bambini e ragazzi. Sono i dati ricordati oggi da Sinpia, la Società italiana di neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza, che in occasione della Giornata mondiale della salute mentale ricorda l’importanza della salute mentale e della sua tutela fra i minori.

E sottolinea l’importanza di intervenire precocemente già in età evolutiva, ben prima dei 14 anni, favorendo la continuità di cura dall’età evolutiva a quella adulta.

Unicef, un adolescente su sette con un disturbo diagnosticato

Secondo l’ultimo Rapporto Unicef in tutto il mondo 1 adolescente su 7 ha un disturbo mentale diagnosticato: sono circa 166 milioni di bambini e adolescenti fra i 10 e i 19 anni. Oltre il 50% delle patologie psichiatriche esordisce prima dei 14 anni di età e l’80% prima dei 19 anni.

Ansia e depressione sono il 40% dei disturbi mentali diagnosticati. In Europa occidentale, il suicidio è la seconda causa di morte per i ragazzi tra i 15 e i 19 anni, dopo gli incidenti stradali. Sempre più spesso si sente parlare di eco-ansia, la preoccupazione per le minacce ecologiche sperimentate dal pianeta. Fino al 43% dei bambini esposti a eventi climatici estremi – spiega l’Unicef – svilupperà un disturbo da stress post-traumatico e soffrirà di depressione, ansia o altri problemi di salute mentale in seguito a questi disastri.

Se questo è il contesto globale di un tema certamente complesso quale quello della salute mentale fra i più giovani, la società di neuropsichiatria italiana ricorda l’importanza di una prevenzione che parta dall’infanzia.

Salute mentale, la prevenzione non inizia a 14 anni

«Dobbiamo sfatare il falso mito che la prevenzione cominci a 14 anni – afferma Elisa Fazzi, Presidente SINPIA, Direttrice della U.O. Neuropsichiatria dell’Infanzia e dell’Adolescenza ASST Spedali Civili e Università di Brescia  perché alla base dei sintomi che vediamo può esserci un disturbo mascherato del neurosviluppo insorto precocemente, anche a 3-5 anni, esploso poi nell’adolescenza. I campanelli d’allarme non sempre sono segnali di un futuro disturbo psichico, ma sono comunque segni di rischio e vanno dai disturbi permanenti del sonno alla disregolazione emotiva, dal deficit di attenzione alla difficoltà nelle relazioni sociali, dal ritardo nelle funzioni comunicative ai disturbi alimentari, come l’Arfid, il disturbo evitante-restrittivo dell’assunzione di cibo che colpisce i bambini in età prescolare e scolare».

Sintomi multipli e complessi

La società scientifica ricorda anche che nel mondo, fra il 2018 e il 2022, il tasso di disturbi multipli di salute negli adolescenti è aumentato, soprattutto tra le ragazze, mentre la prevalenza di ansia e depressione tra i giovani sotto i 20 anni risulta in crescita di circa il 20%.

«L’aumento, purtroppo, è progressivo – precisa Elisa Fazzi – e rispetto al passato i sintomi sono cambiati molto: i quadri clinici sono più complessi e caratterizzati dalla manifestazione contemporanea di più problematiche: dai disturbi dell’alimentazione e della nutrizione, che vedono anticipare a 11-12 anni l’età di insorgenza, tentativi di gesto estremo o ideazione degli stessi, psicosi, disturbi del comportamento e dell’umore, depressione, disturbo borderline di personalità e manifestazioni di autolesionismo».

Bisogna essere vigili e aprire gli occhi. «Siamo tutti presi dalla nostra quotidianità – prosegue Fazzi – e non sempre riusciamo a vedere e ascoltare bambini e adolescenti. Dovremmo, invece, creare uno spazio emotivo in cui far emergere anche le cose che non vanno e che noi abbiamo paura di sentire».

La salute mentale è tema di salute pubblica. A giugno 2025 una dichiarazione congiunta, firmata a Parigi fra 31 paesi, ha chiesto che la salute mentale “sia priorità in tutte le politiche pubbliche”.

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