Salute mentale, Unicef: suicidio quarta causa di morte fra gli adolescenti 15-19 anni (Foto di YasDO da Pixabay)
Salute mentale, Unicef: suicidio quarta causa di morte fra gli adolescenti 15-19 anni
Nella Settimana europea della salute mentale, l’Unicef ricorda che nel 2022 in 43 Paesi dell’OCSE e dell’UE circa un bambino/adolescente su sei di età compresa tra i 10 e i 19 anni soffriva di un disturbo mentale diagnosticabile. Cala la soddisfazione degli adolescenti per la propria vita
Salute mentale, bambini e adolescenti: il quadro è quanto mai complesso e gli adolescenti sono in genere meno soddisfatti della loro vita. Nei paesi Ocse e Ue un bambino/adolescente su sei di età compresa fra i 10 e i 19 anni soffre di un disturbo mentale diagnosticabile.
“Circa la metà dei problemi di salute mentale manifestati in età adulta insorge durante l’infanzia, con ripercussioni significative sulla qualità della vita, il benessere mentale, le relazioni, l’istruzione e l’inserimento lavorativo degli adulti. Inoltre, moltissimi adolescenti in tutto il mondo presentano sintomi di disagio psicosociale”.
È quanto si legge in un report diffuso dall’Unicef in occasione della Settimana europea della salute mentale, in corso fino al 25 maggio sul tema “Care for mental health, invest in social rights”. Ovvero “prendersi cura della salute mentale, investire nei diritti sociali”: un modo per accendere i riflettori sui legami fra salute mentale e politiche sociali. Come spiega la pagina dedicata, “la salute mentale non esiste in modo isolato. È plasmata da condizioni sociali come povertà, disuguaglianza, istruzione, occupazione e altri fattori della vita”.
Salute mentale, tassi di suicidio e insoddisfazione fra gli adolescenti
L’Unicef ha diffuso il Report Card 19 “Il benessere di bambine, bambini e adolescenti in un mondo imprevedibile” relativo ai dati di 43 paesi dell’Ocse e dell’Ue.
Secondo lo studio, il suicidio è la quarta causa di morte più comune tra gli adolescenti di età compresa tra i 15 e i 19 anni; i tassi di suicidio in questa fascia di età sono sostanzialmente più alti tra i ragazzi rispetto alle ragazze. Fra il 2018 e il 2022 i tassi di suicidio sono diminuiti in 18 paesi, sono rimasti pressoché stabili in 7 e sono aumentati in 17. L’Italia è all’8° posto su 36 Paesi sulla salute mentale e ha il 6° tasso più basso di suicidi adolescenziali (su 42 Paesi).
Per quanto riguarda la soddisfazione degli adolescenti per la propria vita, nella maggior parte dei paesi, la percentuale di chi esprime un’elevata soddisfazione per la vita è diminuita tra il 2018 e il 2022. Le ragazze hanno meno probabilità di avere una elevata soddisfazione per la propria vita rispetto ai ragazzi. In Italia tra i 15enni, la soddisfazione della vita è leggermente calata passando dal 76% (2018) al 73% (2022).
I problemi relativi alla salute mentale hanno iniziato a peggiorare già nei primi anni Novanta. Lo studio evidenzia che negli ultimi anni il tasso di suicidio è generalmente stabile.
“Al contrario, la soddisfazione degli adolescenti per la vita è in calo. Lo shock della pandemia di COVID-19, unito alle tendenze globali, come il cambiamento climatico e i conflitti, hanno rappresentato un momento particolarmente difficile nella crescita di bambine, bambini e adolescenti. Anche la rapida evoluzione delle tecnologie digitali presenta contemporaneamente rischi e benefici per la salute mentale dei minorenni”.
Il benessere dei bambini e il ricorso alla tecnologia digitale
Dal Report card emerge “un quadro contrastante in termini di tendenze nel benessere di bambine, bambini e adolescenti nei paesi OCSE/ UE”. Certamente sono soddisfatti i bisogno essenziali, la malnutrizione è ridotta, il diritto alla scuola rispettato. Ma “le bambine, i bambini e gli adolescenti nei paesi ricchi sono sempre meno soddisfatti della loro vita, tendono a essere più probabilmente in sovrappeso e obesi e non hanno un rendimento scolastico soddisfacente”.
Si iniziano a comprendere gli effetti immediati e a lungo termine della pandemia di Covid. Il report riconosce i timori legati al ricorso alla tecnologia digitale da parte di bambini, bambine e adolescenti ma evidenzia anche che questa è stata determinante nel periodo pandemico di chiusura delle scuole.
“Se utilizzata in modo strutturato, la tecnologia digitale può migliorare i risultati scolastici degli studenti e apportare una serie di vantaggi al loro benessere: un uso moderato dei social media aiuta a migliorare i rapporti sociali – si legge nel dossier – Un rapporto di prossima pubblicazione sull’uso della tecnologia digitale da parte di bambine, bambini e adolescenti mostra che chi non utilizza affatto i social media tende ad avere una minore soddisfazione della vita e ad avere rapporti deludenti con familiari e amici”.
Più che il tempo trascorso davanti allo schermo, spiega allora lo studio, “maggiore attenzione dovrebbe essere prestata alla natura delle esperienze che bambine, bambini e adolescenti vivono online. Il rapporto evidenzia inoltre le limitate competenze digitali di bambini, bambine e adolescenti, nonostante siano ormai diventate fondamentali”.
Fra i fattori che influenzano la soddisfazione di vita degli adolescenti ci sono l’incidenza della condizione socioeconomica familiare; l’esercizio fisico regolare; l’uso intenso dei social media; la frequenza delle conversazioni con i genitori; la frequenza di episodi di bullismo. Per quanto riguarda i social media, l’uso moderato sembra associato a una soddisfazione leggermente superiore sia rispetto a chi frequenta assiduamente i social sia rispetto a chi non li usa affatto. L’impiego dei social media è stato associato però a una percezione negativa della propria immagine corporea, sia per le ragazze che per i ragazzi. La diffusione del bullismo sembra in calo nella maggior parte dei paesi. In Italia il 14,3% dei quindicenni afferma di aver subito atti frequenti di bullismo.

