scuola pandemia

Scuola in presenza, EducAzioni: unica opzione a settembre

La sicurezza a scuola non è un optional. Ma la sicurezza a scuola è ancora lontana. Nell’ultimo anno ci sono stati 50 crolli nelle scuole o nelle vicinanze fra distacchi di intonaco, caduta di finestre, muri di recinzioni o alberi. Sono stati censiti fra agosto 2019 e novembre di quest’anno. Dal 2013 a oggi si contano 326 crolli, da settembre 2020 a oggi ce ne sono stati già 11.

La sicurezza a scuola, il rischio sismico e gli interventi di prevenzione, i servizi scolastici cancellati in pandemia sono al centro dell’Osservatorio civico sulla sicurezza a scuola presentato oggi da Cittadinanzattiva in diretta streaming.

La scuola in pandemia e in emergenza sanitaria manca di docenti e collaboratori. E soffre il taglio di diversi servizi. Sono stati tagliati soprattutto il servizio pre e post scuola (nel 65% dei casi). Nel 39% dei casi le forbici si sono abbattute sul servizio mensa. Nel 26% è venuto meno il tempo pieno.

«La crisi pandemica non può far passare in secondo piano i problemi annosi della scuola: edilizia, digitalizzazione, qualità dell’insegnamento e dell’apprendimento, dispersione, estensione dei servizi della fascia 0-6», ha detto Adriana Bizzarri, coordinatrice nazionale Scuola di Cittadinanzattiva.

 

 

grafico scuola e pandemia
Sicurezza a scuola, le scuole e la pandemia. Fonte: Cittadinanzattiva 2020

 

La scuola in pandemia: i servizi tagliati

La sicurezza a scuola è legata quest’anno all’impatto dirompente della pandemia in termini di aperture, organizzazione, tempi, spazi, didattica. Sulla base di un questionario online che fa riferimento a 233 scuole di 17 regioni, emerge che per garantire il distanziamento gran parte delle scuole ha usato come aule aggiuntive i laboratori (32%), le aule dismesse (22%) e le palestre (12%). Ma ci sono stati anche casi di container e aule all’aperto o la sala “nanna” diventata aula.

I banchi monoposto bastano per il 56% delle scuole. Quasi una scuola su due, il 44%, segnala la mancanza dei docenti. Nel 19% mancano gli insegnanti di sostegno, nel 22% i collaboratori scolastici.

La pandemia ha provocato il taglio di diversi servizi. Il 26% ha tagliato il tempo pieno, il 65% circa ha sospeso il servizio di pre e post scuola. Quasi una scuola su quattro ha addirittura tagliato il servizio mensa: è accaduto nel 39% delle scuole.

Come si mangia a scuola? Il 45% delle scuole, poco meno della metà, continua ad utilizzare prevalentemente il refettorio, il 38% ha scelto le aule per far mangiare gli studenti, il 12% ha privilegiato una soluzione mista fra refettorio ed aule.

I pasti continuano ad esser serviti con lo scodellamento tradizionale nel 42% dei casi. Circa il 28% delle scuole ha preferito le monoporzioni e il 24% il lunch box. I pasti sono comunque un fattore critico. Il 13% delle famiglie ha rinunciato al servizio mensa e il 6% pensa che la tariffa sia un po’ aumentata.

Il 21% delle scuole indica poi che è stato tagliato il trasporto scolastico.

 

 

grafica crolli a scuola
Sicurezza a scuola, i crolli nelle scuole. Fonte: Cittadinanzattiva 2020

 

Sicurezza a scuola e rischio sismico

Sicurezza a scuola è anche prevenzione del rischio sismico. Il 43% degli istituti scolastici, dice Cittadinanzattiva, si trova in zone a rischio sismico elevato (zona 1 e 2) e qui vivono 4 milioni e 300mila bambini e ragazzi. 4.176 scuole hanno inoltrato richieste di finanziamento al Ministero dell’Istruzione per effettuare le verifiche di vulnerabilità sismica, ma le indagini finanziate sono 1.564 a fronte di 2.612 non finanziate (oltre il 60%) per mancanza di fondi.

Cittadinanzattiva è ricorsa all’istanza di accesso civico generalizzato rivolgendosi a tutti i Comuni che avevano ottenuto i finanziamenti per effettuare le verifiche di vulnerabilità sismica e sapere a che punto fossero e conoscerne gli esiti. Sono arrivate informazioni su 313 edifici. In sintesi: quasi tutte hanno fatto le verifiche di vulnerabilità sismica. Il 94% ha bisogno di interventi strutturali ma solo il 32% ha ottenuto finanziamenti ad hoc. A oggi risultano conclusi o quasi i lavori nel 10% delle scuole, il 6% li concluderà entro l’anno, il 36% nel 2021-2022, l’11% nel 2022-2023 e ben il 36% in data ancora da definire.

Circa lo stato della ricostruzione delle scuole nelle quattro regioni del Centro Italia (Abruzzo, Lazio, Marche ed Umbria) colpite dal sisma del 2016, dai dati sintetici pubblicati a giugno dall’Ufficio Ricostruzione Sisma, emerge che su 250 scuole oggetto di interventi o di ricostruzione, solo 17 sono stati conclusi.

Il 15% degli investimenti sia destinato al sistema educativo

Cittadinanzattiva torna dunque a chiedere una serie di interventi che garantiscano la sicurezza a scuola. Fra questi, quello di continuare le verifiche di vulnerabilità, estendere le indagini diagnostiche su solai e soffitti, non abbassare la guardia sulla prevenzione dai rischi naturali, alluvioni e terremoti. A ottobre dello scorso anno Save the Children e Cittadinanzattiva hanno depositato una proposta di legge sulla sicurezza a scuola per completare e riordinare la normativa e chiedono di approvarla.

C’è poi il tema della pandemia e dell’investimento necessario sulla scuola attraverso Next Generation Eu. Bisogna mettere risorse sulla scuola. Un cartello di associazione riunite in “EducAzioni” chiede dunque che al sistema dell’educazione venga destinato il 15% del totale degli investimenti per attestarsi sullo standard europeo di investimento pari al 4,5-5% sul PIL.

È l’occasione, ribadisce Cittadinanzattiva, per migliorare la qualità dell’istruzione, contrastare la povertà educativa e la dispersione scolastica, investire nell’edilizia scolastica. Investire nel futuro.


Vuoi ricevere altri aggiornamenti su questi temi?
Iscriviti alla newsletter!



Dopo aver inviato il modulo, controlla la tua casella per confermare l'iscrizione
Privacy Policy

Parliamone ;-)