Povertà minorile, UNICEF: riguarda oltre 1 bambino su 5 in 40 dei Paesi più ricchi (foto Pixabay)
Povertà minorile, UNICEF: riguarda oltre 1 bambino su 5 in 40 dei Paesi più ricchi
Secondo i dati pubblicati dall’UNICEF l’Italia è al 34° posto, su 39 Paesi, nella classifica della povertà minorile nei Paesi ricchi
Secondo gli ultimi dati pubblicati dall’UNICEF Innocenti – Global Office of Research and Foresight, alcuni dei Paesi più ricchi del mondo hanno registrato forti aumenti della povertà minorile tra il 2014 e il 2021.
Il rapporto “Report Card 18: Bambini poveri che vivono nei paesi ricchi” – si legge in una nota – presenta il quadro più aggiornato e comparabile sulla povertà che colpisce i bambini nei Paesi dell’OCSE e dell’UE e analizza le politiche di sostegno al reddito dei governi per le famiglie con bambini.
Secondo l’analisi, nonostante la diminuzione complessiva della povertà di quasi l’8% in 40 Paesi tra il 2014 e il 2021, alla fine del 2021 c’erano ancora oltre 69 milioni di bambini che vivevano in famiglie che guadagnavano meno del 60% del reddito medio nazionale.
Povertà minorile in Italia
Secondo il report, l’Italia è al 34° posto su 39 Paesi nella classifica della povertà minorile nei Paesi ricchi.
Più di 1 bambino su 4 (25,5%) vive in condizioni di povertà relativa legata al reddito (media tra il 2019 e il). Tra il 2015 e il 2021, l’Italia ha ridotto la percentuale di bambini che vivono in condizioni di grave privazione materiale dal 15,8% al 7,1%.Ma le cattive condizioni abitative rimangono un problema e riguardano il 18,1% dei bambini.
“Nel 2021 – osserva l’UNICEF – se non ci fossero stati trasferimenti monetari, la povertà minorile in Italia avrebbe raggiunto il 35,9%; le prestazioni in denaro per i bambini hanno portato al di sopra della soglia di povertà quasi il 30% dei bambini che sarebbero stati sotto la soglia di povertà senza i trasferimenti”.
Le conseguenze della povertà
Il rapporto denuncia l’impatto della povertà sui bambini e sulle bambine.
“Le conseguenze della povertà possono durare tutta la vita – afferma. – I bambini che vivono in condizioni di povertà hanno minori possibilità di completare la scuola e da adulti percepiscono salari più bassi. In alcuni Paesi, secondo il rapporto, una persona nata in un’area svantaggiata rischia di vivere da otto a nove anni in meno rispetto a una persona nata in un’area ricca”.
Il rapporto evidenzia anche enormi disuguaglianze nel rischio di povertà. In 38 Paesi con dati disponibili, i bambini che vivono in una famiglia monoparentale hanno una probabilità oltre tre volte maggiore di vivere in povertà rispetto agli altri bambini. Anche i bambini con disabilità e quelli provenienti da minoranze hanno un rischio superiore alla media.
Le raccomandazioni per contrastare la povertà minorile
Per contrastare la povertà minorile, quindi, la Report Card invita i Governi e le parti interessate a: espandere la protezione sociale per i bambini, anche con assegni familiari e per i figli a carico per integrare il reddito familiare; garantire a tutti i bambini l’accesso a servizi di base di qualità, come l’assistenza all’infanzia e l’istruzione gratuita, che sono essenziali per il loro benessere; creare opportunità di lavoro con retribuzioni adeguate e politiche favorevoli alla famiglia, come il congedo parentale retribuito, per sostenere i genitori e le persone che si prendono cura dei bambini nel conciliare lavoro e responsabilità di cura; garantire misure adatte alle esigenze specifiche dei gruppi minoritari, per facilitare l’accesso alla protezione sociale, ai servizi fondamentali e al lavoro dignitoso, e ridurre le disuguaglianze.

