Voucher, la Commissione Europea avvia procedura di infrazione

Voucher, la Commissione Europea avvia procedura di infrazione

Sono 20.500 le firme raccolte da Confconsumatori con la petizione sulla piattaforma Change.org indetta per chiedere il rimborso in denaro al posto dei voucher emessi dalle compagnie aeree e dalle agenzie di viaggio a seguito delle cancellazioni delle vacanze a causa del Coronavirus.

Un risultato importante che conferma l’ingiustizia delle disposizioni legislative di fine aprile. Fin da subito, Confconsumatori aveva sostenuto che si trattava di una soluzione scellerata che chiudeva totalmente alla possibilità di rimborso in denaro e aveva fatto presente la questione anche nel corso di alcune audizioni parlamentari sull’argomento.

Il parere di Antitrust e Commissione UE

Gli interventi dell’Antitrust e della Commissione Europea hanno confermato che si trattava della contestazione di una soluzione ingiusta da molti punti di vista.

L’associazione ribadisce che il voucher al posto del rimborso in denaro, oltre che non condivisibile, é oggettivamente ingiusto perché non garantisce al consumatore la restituzione effettiva del servizio acquistato. Infatti, nel momento in cui il turista sceglierà di utilizzare il voucher per l’acquisto di un nuovo pacchetto turistico, si potrebbe trovare di fronte ad una lievitazione dei prezzi che lo costringerebbe ad un ulteriore esborso per garantirsi un pacchetto turistico di qualità equivalente a quello annullato.

Anche per i titoli di viaggio si pone la stessa questione perché nel momento in cui il passeggero sceglierà di utilizzare il voucher per l’acquisto di un nuovo biglietto si potrebbe trovare anche in questo caso di fronte ad una lievitazione dei prezzi, che lo costringerebbe ad un ulteriore esborso per garantirsi la stessa tratta del titolo di viaggio annullato. Ed anche in questo caso la legge nulla prevede a tutela della effettività del servizio.

Stessa sorte é riservata ai soggiorni perché nel momento in cui il turista sceglierà di utilizzarlo per l’acquisto di un nuovo soggiorno, si potrebbe trovare di fronte ad una lievitazione dei prezzi che lo costringerebbe ad un ulteriore esborso per garantirsi lo stesso periodo di vacanza e di qualità equivalente a quella annullata.

La soddisfazione dell’associazione

«Aver superato le ventimila firme costituisce un primo risultato importante che ci dà molta soddisfazione. Ci fa capire che abbiamo interpretato una legittima domanda dei cittadini alla quale dobbiamo rispondere con grande senso di responsabilità proseguendo nella battaglia perché non riteniamo la questione chiusa. Continueremo la nostra battaglia a tutela dei consumatori, purtroppo frettolosamente dimenticati da questi provvedimenti legislativi. Chiediamo ai consumatori di dare ulteriore forza alla nostra battaglia, che è anche la loro battaglia, continuando a sottoscrivere e a far sottoscrivere la petizione on line», dichiarano dall’associazione.

Confconsumatori proseguirà nella sua battaglia continuando, innanzitutto, a chiedere il sostegno alla sua posizione, proseguendo con la petizione online su “Change.org”, affinché altre firme vadano ad aggiungersi alle già 20.581 risultanti ad oggi.

 

 

Scrive per noi

Elena Leoparco
Elena Leoparco
Non sono una nativa digitale ma ho imparato in fretta. Social e tendenze online non smettono mai di stuzzicare la mia curiosità, con un occhio sempre vigile su rischi e pericoli che possono nascondersi nella rete. Una laurea in comunicazione e una in cooperazione internazionale sono la base della mia formazione. Help Consumatori è "casa mia" fin dal praticantato da giornalista, iniziato nel lontano 2012.

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