Sciopero Amazon, Filt Cgil: "Ora riavviare il dialogo e arrivare a un accordo"

Sciopero Amazon, Filt Cgil: "Ora riavviare il dialogo e arrivare a un accordo"

Ieri si è svolto il primo sciopero nazionale di tutti gli addetti e le addette della filiera Amazon, con un’adesione media nazionale del 75% tra i driver, con picchi fino all’adesione totale, secondo quanto dichiarato in una nota dal segretario generale della Filt Cgil Stefano Malorgio.

La mobilitazione di 24 ore è stata proclamata unitamente dai sindacati Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltras.

“Tra i corrieri attualmente – sottolinea Malorgio – ci sono carichi di lavoro insostenibili, non compatibili con la qualità del lavoro per una multinazionale così importante. Vogliamo inoltre verificare le condizioni di lavoro dentro i magazzini, da un punto di vista della sicurezza, del numero degli interinali occupati e sapere quali sono i salari”.

Sciopero Amazon, la denuncia dei sindacati

I sindacati hanno spiegato, in una lettera agli utenti, che i drivers che consegnano materialmente la merce arrivano a fare anche 44 ore di lavoro settimanale e molto spesso per l’intero mese. Si toccano punte di 180, 200 pacchi consegnati al giorno.

Inoltre, dentro i magazzini gli addetti e le addette lavorano 8 ore e mezza con una pausa pranzo di mezz’ora.

“Nessuna verifica dei turni di lavoro, nessuna contrattazione, nessun confronto con le organizzazioni di rappresentanza sui ritmi di lavoro e per il riconoscimento dei diritti sindacali. Nessuna clausola sociale né continuità occupazionale, per i drivers, in caso di cambio fornitore. Nessuna indennità contrattata per covid-19, in costanza di pandemia”, denunciano i sindacati.

“Noi vogliamo che la ricchezza accumulata in questo periodo di grande sviluppo dell’e-commerce sia in qualche modo ridistribuita tra i lavoratori da un punto di vista della qualità del lavoro e del salario – sostiene il segretario generale della Filt Cgil – e che Amazon rispetti le regole del nostro Paese prima, fra tutte la rappresentanza dei lavoratori”.

E conclude: “Confidiamo che questo sciopero possa riaprire il dialogo e far arrivare ad un accordo sulle richieste che abbiamo avanzato da gennaio sui carichi e le condizioni di lavoro, sui salari e sulle stabilizzazioni”.

 

 

Assoutenti: invitiamo i consumatori a far sentire il proprio dissenso

Anche i consumatori scendono in campo contro il colosso dell’e-commerce. Dopo l’adesione del Codacons e di Federconsumatori allo sciopero, Assoutenti lancia l’hasthag #stopamazon.

L’associazione invita tutti i cittadini ad “astenersi, a partire da oggi, dall’utilizzo di prodotti a marchio Amazon, ed in particolare dall’utilizzo della piattaforma “Prime Video”, fino a che l’azienda non avrà attuato le necessarie misure per garantire i diritti dei propri lavoratori”.

“Invitiamo gli utenti ad esercitare il proprio potere di consumo, dando all’azienda un segnale preciso e forte di attenzione alle rivendicazioni dei lavoratori, invitando i consumatori a non utilizzare la piattaforma “Amazon Prime Video”, come segno di protesta per le inaccettabili condizioni cui sono sottoposti migliaia di lavoratori della società”, afferma il presidente Furio Truzzi.

Scrive per noi

Francesca Marras
Francesca Marras
Mi sono laureata in Scienze Internazionali con una tesi sulle politiche del lavoro e la questione sindacale in Cina, a conclusione di un percorso di studi che ho scelto spinta dal mio forte interesse per i diritti umani e per le tematiche sociali. Mi sono avvicinata al mondo consumerista e della tutela del cittadino nel 2015 grazie al Servizio Civile. Ho avuto così modo di occuparmi di argomenti diversi, dall'ambiente alla cybersecurity e tutto ciò che riguarda i diritti del consumatore. Coltivo da anni la passione per i media e il giornalismo e mi piace tenermi sempre aggiornata sui nuovi mezzi di comunicazione. Una parte della mia vita, professionale e non, è dedicata al teatro e al cinema.

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