Amazon, oggi lo sciopero nazionale. Filt Cgil: adesione al 70-75%

Amazon, oggi lo sciopero nazionale. Filt Cgil: adesione al 70-75%

Da nord a sud è iniziato stamattina lo sciopero nazionale dei lavoratori Amazon, con un’adesione media del 75%, e punte del 90% in alcuni territori, secondo i primi dati diffusi dai sindacati. Una mobilitazione di 24 ore proclamata unitamente dai sindacati Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltras , per rivendicare condizioni di lavoro più dignitose e attente alla salute dei lavoratori e una maggiore stabilità sotto l’aspetto contrattuale.

Alla base della protesta l’interruzione della trattativa tra Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti e Assoespressi, sulla piattaforma per la contrattazione di secondo livello della filiera Amazon, “a causa dell’indisponibilità dell’associazione datoriale ad affrontare positivamente le tematiche poste dal sindacato“. Era quanto comunicato dai sindacati ai lavoratori.

Lo sciopero ha coinvolto molti siti italiani. Ad esempio, si legge su Repubblica, “a Castel San Giovanni (Piacenza), dove lavorano in prevalenza addetti al magazzino con contratto del terziario, distribuzione e servizi (1.650 lavoratori), ha aderito tra il 50% e il 70% dei lavoratori del primo turno. Mentre in Toscana l’adesione allo sciopero, secondo gli organizzatori, è stata più alta, con punte oltre l’80% su Firenze e oltre il 70% su Pisa“.

“È una protesta riuscita – spiegano le tre organizzazioni sindacali in una nota – anche oltre le nostre aspettative, considerando che molte lavoratrici e molti lavoratori si sentono “ricattabili” perché hanno contratti atipici e quindi hanno visto la protesta come un rischio per il loro posto di lavoro precario. Ci aspettiamo da Amazon una convocazione in tempi brevissimi, in modo da non essere costretti a proseguire la protesta”.

 

⛔ Da Nord a Sud iniziato #scioperoamazon Lavoratrici e lavoratori #magazzini e #corrieri #driver chiedono migliori…

Pubblicato da Filt Cgil Nazionale su Lunedì 22 marzo 2021

 

Le condizioni dei lavoratori Amazon

I giorni scorsi i sindacati hanno rivolto un appello ai consumatori, chiedendo attenzione e solidarietà. “Il 22 marzo ci vogliamo fermare, ci DOBBIAMO fermare”, hanno scritto nella lettera diffusa il 18 marzo.

Ed hanno spiegato le motivazioni alla base dello sciopero, sottolineando le attuali condizioni dei lavoratori di Amazon.

“I drivers che consegnano materialmente la merce arrivano a fare anche 44 ore di lavoro settimanale e molto spesso per l’intero mese, inseguendo le indicazioni di un algoritmo che non conosce né le norme di regolazione dei tempi di vita né tanto meno quelli del traffico delle nostre città. Si toccano punte di 180, 200 pacchi consegnati al giorno”, scrivono i sindacati nella lettera.

Nessuna verifica dei turni, nessuna contrattazione.

“Dentro i magazzini – proseguono – si lavora 8 ore e mezza con una pausa pranzo di mezz’ora. Ma nessuna verifica dei turni di lavoro, nemmeno nei magazzini di smistamento. Nessuna contrattazione, nessun confronto con le organizzazioni di rappresentanza sui ritmi di lavoro e per il riconoscimento dei diritti sindacali. Nessuna clausola sociale né continuità occupazionale, per i drivers, in caso di cambio fornitore. Nessuna indennità contrattata per covid-19, in costanza di pandemia”.

Associazioni dei consumatori aderiscono allo sciopero Amazon

Dopo l’appello di Federconsumatori, che ha invitato i suoi soci a non effettuare acquisti sulla piattaforma in questa giornata, anche il Codacons esprime solidarietà e aderisce allo sciopero.

“Condividiamo le ragioni dello sciopero, tese a chiedere migliori condizioni lavorative e più sicurezza – afferma il presidente Carlo Rienzi. – In tale direzione invitiamo i consumatori a non effettuare oggi acquisti attraverso l’e-commerce, dirottando le proprie compere verso i negozi tradizionali, che possono rimanere aperti nonostante le restrizioni”.

Scrive per noi

Francesca Marras
Francesca Marras
Mi sono laureata in Scienze Internazionali con una tesi sulle politiche del lavoro e la questione sindacale in Cina, a conclusione di un percorso di studi che ho scelto spinta dal mio forte interesse per i diritti umani e per le tematiche sociali. Mi sono avvicinata al mondo consumerista e della tutela del cittadino nel 2015 grazie al Servizio Civile. Ho avuto così modo di occuparmi di argomenti diversi, dall'ambiente alla cybersecurity e tutto ciò che riguarda i diritti del consumatore. Coltivo da anni la passione per i media e il giornalismo e mi piace tenermi sempre aggiornata sui nuovi mezzi di comunicazione. Una parte della mia vita, professionale e non, è dedicata al teatro e al cinema.

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