bambina a scuola guarda fuori dalla finestra

Stop ai seggi elettorali nelle scuole

Ogni volta che c’è un crollo a scuola e non ci sono vittime è una tragedia sfiorata. E le tragedie sfiorate stanno aumentando. Perché fra settembre 2018 e luglio 2019 ci sono stati 70 episodi di crolli e distacco di intonaco nelle scuole italiane, il peggior dato di sempre contato da Cittadinanzattiva facendo riferimento alle notizie di stampa locale.

Fra crolli, distacchi di intonaco come pure di finestre, muri di recinzione e alberi caduti vicino alle scuole, c’è stato di fatto un episodio ogni tre giorni di scuola (29 nelle regioni del Nord, 17 nel Centro e 24 nel Sud e nelle Isole). Si contano 17 persone ferite fra studenti e adulti, 54 dal 2013.

«Dal 2013 abbiamo registrato, in totale, 276 episodi di questo genere», dice Cittadinanzattiva, che oggi ha presentato l’Osservatorio civico sulla sicurezza a scuola, giunto alla sua diciassettesima edizione.

Il focus di quest’anno riguarda gli asili nido. Sono più sicuri delle altre scuole, sintetizza l’associazione, ma a livello insufficiente. Cittadinanzattiva sottolinea poi che c’è un problema di uso delle risorse: due terzi dei fondi non sono stati ancora utilizzati.

 

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Crolli nelle scuole. Fonte: Cittadinanzattiva 2019

 

Asili nido fra luci e ombre

Gli asili nido presentano uno stato di sicurezza più adeguato rispetto al resto degli edifici scolastici – «sono stati rarissimi gli episodi di crollo registrati negli ultimi 7 anni che hanno riguardato asili nidi» – ma viene ritenuto ancora insufficiente.

«Più di due nidi su cinque sono in regola con le certificazioni (di agibilità statica, presente nel 42%, rispetto al 26% delle scuole di altro ordine gradi; di agibilità igienico-sanitaria –  47%, vs 36%; di prevenzione incendi – 41%, vs 33%). Anche meglio manutenuti visto che i nidi sono stati interessati da interventi di manutenzione ordinaria in due casi su tre, rispetto al 27% delle altre scuole. Non brillano invece dal punto di vista della “sicurezza sismica”: solo il 15% ha effettuato le verifiche di vulnerabilità (rispetto al 29% degli altri istituti), appena il 4% è stato migliorato sismicamente (vs 9%), e ancor meno, il 2%, è stato del tutto adeguato sismicamente (vs 5%)».

L’83% degli asili dispone di una mensa interna (con punte negative in Campania, solo il 25%, e in Basilicata, il 40%). Il 90% assicura le diete speciali, soprattutto nelle Regioni del Centro Nord, mentre in Calabria la percentuale scende al 25%. Il 66% dei nidi monitorati ha corti o spazi verdi attrezzati.

 

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Qualità e benessere asili nido. Fonte: Cittadinanzattiva 2019

 

Uso dei fondi in ritardo

Cittadinanzattiva denuncia «un grave ritardo nell’utilizzo dei fondi per la messa in sicurezza delle scuole» Al momento sono disponibili almeno 4 miliardi e mezzo ma soltanto 1 miliardo e 600 milioni circa sono stati effettivamente utilizzati o sono in fase avanzata di utilizzo. Troppo farraginose le procedure per arrivare all’uso dei fondi.

«Dallo stato di attuazione dei 15 principali filoni di finanziamento esaminati, emerge la quantità inusitata di passaggi tra i diversi enti e organismi di controllo e la farraginosità delle procedure per arrivare al loro effettivo utilizzo, spesso misurabile in anni – spiega Adriana Bizzarri, coordinatrice nazionale scuola di Cittadinanzattiva – Oltre che di interventi di semplificazione dei meccanismi legati ai fondi, Comuni e Province hanno bisogno di supporto tecnico costante per aggiornare i dati, accedere ai bandi, progettare, appaltare e controllare gli interventi».

L’associazione chiede al Governo di esaminare la proposta di una legge quadro sulla sicurezza a scuola avanzata da Cittadinanzattiva e Save the Children, di ampliare i fondi per le verifiche di vulnerabilità sismica, di fare a tappeto indagini diagnostici di soffitti e solai sugli edifici scolastici costruiti fra gli anni ’50 e ’70.

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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