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Scuola e IA: entusiasmo degli studenti e diffidenza dei docenti
Uno studio di Tortuga e Yellow Tech fotografa l’impatto della GenAI nelle scuole italiane: l’84% degli studenti la usa regolarmente, ma oltre un terzo degli insegnanti pensa che non venga utilizzata affatto.
Il rapporto tra scuola e IA è ormai un dato di fatto. L’Intelligenza Artificiale Generativa è ormai entrata di prepotenza nelle aule scolastiche italiane, diventando uno strumento quotidiano per molti studenti. Ma mentre i ragazzi ne fanno largo uso, gran parte dei docenti continua a sottovalutarne la diffusione e le potenzialità. Un nuovo studio nazionale fotografa con chiarezza questo divario, evidenziando una frattura che rischia di minare il rapporto educativo.
Il primo studio nazionale realizzato da Tortuga in collaborazione con Yellow Tech ha coinvolto oltre 3.800 tra docenti, studenti delle superiori e personale ATA di 274 scuole distribuite in 18 regioni italiane.
Dai dati emerge che l’uso della Intelligenza Artificiale Generativa è ormai entrato nella quotidianità degli studenti: l’84% la utilizza con regolarità e solo il 16% dichiara di non farne uso. Tra i docenti la percentuale è più contenuta (66%), ma comunque significativa, segno che la tecnologia ha già conquistato anche parte del corpo insegnante.
La percezione distorta dei docenti
Nonostante questa diffusione, oltre un terzo degli insegnanti (36%) è convinto che i propri studenti non usino mai strumenti di GenAI. Questo divario tra realtà e percezione genera diffidenza e può compromettere il dialogo educativo.
Gli studenti, dal canto loro, usano principalmente l’IA per attività di “convenienza”, come controllare le risposte o cercare spunti (57%), senza arrivare a un vero approfondimento dei contenuti. Questa modalità superficiale alimenta nei docenti il timore di un indebolimento del pensiero critico.
Un potenziale ancora sottovalutato
Molti insegnanti mostrano interesse per l’uso didattico dell’IA — ad esempio per preparare materiali o verifiche — ma tendono a trascurarne le potenzialità nelle attività amministrative e burocratiche.
Così rinunciano a quello che gli esperti definiscono “dividendo dell’IA”: il risparmio di tempo su compiti a basso valore aggiunto, che potrebbe essere reinvestito nella didattica e nella relazione con gli studenti.
Fiducia in crisi, ma anche opportunità
Questa distanza di vedute sta creando una frattura tra docenti e studenti: il 71% dei ragazzi percepisce un calo di fiducia da parte dei propri insegnanti, mentre due docenti su tre ammettono che preferirebbero premiare un elaborato più debole ma realizzato in autonomia piuttosto che uno più valido ma supportato dall’IA.
Eppure, sia studenti che insegnanti riconoscono le potenzialità della GenAI: il 75% ritiene che possa aiutare gli studenti in difficoltà, percentuale che sale al 78% tra chi già la utilizza. Resta tuttavia diffusa la preoccupazione che un uso eccessivo possa compromettere lo sviluppo di capacità critiche e autonome.

