Seggi elettorali fuori dalle scuole, il Viminale ci prova
Una circolare di inizio ottobre invita le prefetture a proseguire nella ricerca di immobili alternativi per portare i seggi elettorali fuori dalle scuole. Cittadinanzattiva: mai più seggi elettorali nelle sedi scolastiche
Individuare immobili alternativi agli edifici scolastici da destinare a seggi elettorali. Ovvero: basta con i seggi elettorali a scuola. Tanto più dopo quest’anno, quando le elezioni sono cadute dopo pochi giorni dall’inizio dell’anno scolastico, dopo un lungo lockdown e la sospensione di mesi della scuola in presenza.
Il Ministero dell’Interno ci sta lavorando, in collaborazione con l’Anci, e avvierà un gruppo di lavoro per agevolare l’individuazione di immobili alternativi alle aule scolastiche da usare come seggi elettorali.
Seggi fuori dalle scuole, l’impegno del Viminale
Una circolare del 2 ottobre scorso del capo Dipartimento per gli Affari interni e territoriali Claudio Sgaraglia invita le prefetture a proseguire nella ricerca di immobili alternativi agli edifici scolastici da destinare ai seggi elettorali. Nel corso delle ultime elezioni quest’attività è in parte già partita, insieme ai sindaci, e nelle ultime votazioni ci sono state 1.453 sezioni elettorali, in 465 comuni italiani, collocate al di fuori degli edifici scolastici. Ma naturalmente non basta.
Come si legge nella circolare, occorre «dare ancora maggiore impulso a tale attività di verifica per definire soluzioni che possano, a carattere strutturale, costituire una valida alternativa all’utilizzo delle scuole. A tal fine, è in corso di costituzione, presso questo Dipartimento, un apposito Gruppo di lavoro, con la partecipazione dei rappresentanti degli Enti Interessati, che avrà il compito di approfondire gli aspetti necessari per una più ampia Individuazione delle sedi alternative» e questo per «non aggravare – sin dal turno elettorale del prossimo anno – l’ordinaria programmazione delle attività didattiche».

Cittadinanzattiva: mai più seggi elettorali nelle scuole
L’impegno a portare i seggi fuori dalle scuole è accolto positivamente da Cittadinanzattiva. Nelle scorse elezioni di settembre, ricorda l’associazione, quelle 1.453 sezioni elettorali di 465 comuni portate fuori da scuola hanno riguardato soprattutto Comuni piccoli e capoluoghi di provincia come Bergamo, Biella, Pordenone, che hanno individuato seggi alternativi alle scuole come municipi, musei, padiglioni fieristici, centri giovanili e per anziani. E questo grazie alla collaborazione fra Ministero dell’Interno, Anci e sindaci particolarmente sensibili.
«Sin da su subito abbiamo chiesto che si superasse questa pratica irrispettosa e incivile che perdura da troppo tempo nel nostro Paese e che lede il diritto costituzionale allo studio interrompendo, ad ogni tornata elettorale, l’erogazione di un servizio pubblico cruciale quale è quello della scuola – dice Adriana Bizzarri, coordinatrice nazionale scuola di Cittadinanzattiva – Tanto più che, in questo periodo di emergenza, non si può pensare di sottrarre ulteriori spazi alle scuole né di privare i ragazzi di un solo giorno in aula».
«Cittadinanzattiva – prosegue Adriana Bizzarri – è disponibile attraverso i propri rappresentanti territoriali, come già sta facendo ad esempio in alcuni Comuni della Campania e del Molise, ad interloquire con i Sindaci e a collaborare al fine di trovare soluzioni alternative a questo scopo. Occorre impegnarsi da subito perché già in occasione delle elezioni di primavera si possano utilizzare i nuovi seggi, evitando così ulteriori perdite di giorni di scuola in presenza ai nostri studenti già fortemente penalizzati».

