Agromafie, Legambiente: il disegno di legge sui reati agroalimentari non può attendere

Stop alle aste a doppio ribasso sui prodotti alimentari

«I diritti umani, più che diritti di altri, sono doveri. Di tutti». Fra gli scaffali dei supermercati si aggira un “diavolo” che accompagna i consumatori alla ricerca dell’offerta migliore e denuncia quanto pomodori o arance pagate a prezzo stracciato siano frutto dello sfruttamento di chi lavora nella filiera. Lavoro nero, lavoro grigio, caporalato. Il prezzo stracciato del cibo significa che quel cibo non rispetta i diritti umani.

 

 

 

La campagna per il cibo al giusto prezzo

Per scoprire cosa si nasconde nello scontrino del cibo che compriamo, rivendicare un cibo al giusto prezzo e chiedere alla grande distribuzione organizzata di fare di più, Oxfam Italia ha lanciato un video con la voce narrante di Alessandro Benvenuti per denunciare proprio questo: dietro al basso costo del cibo che compriamo, pensando di fare un affare, si nascondono ingiustizie e violazione dei diritti di chi lavora lungo tutta la filiera produttiva.

In occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione di domani, Oxfam rilancia così la campagna “Al giusto prezzo” per chiedere un cibo equo e giusto, libero dallo sfruttamento. La campagna invita i consumatori a essere più consapevoli delle condizioni drammatiche che i lavoratori, impiegati nella produzione di frutta e verdura, subiscono nel nostro paese.

«Una realtà fatta di lavoro nero e grigio, di caporalato, ingiustizie subite a causa di una filiera troppo spesso costruita per vendere prodotti alla migliore offerta, mantenendo alti i profitti per chi li mette negli scaffali e minimizzando il compenso per chi li ha prodotti – denuncia Oxfam – Un sistema che non fa che aumentare le disuguaglianze nel nostro paese».

Al Giusto Prezzo

Con la campagna Al Giusto Prezzo Oxfam chiede ai maggiori supermercati italiani di impegnarsi per tutelare i diritti dei lavoratori che coltivano e producono il cibo che mangiamo.

È una campagna rivolta ai cinque principali supermercati italiani – COOP, Esselunga, CONAD, Gruppo Selex, Eurospin – e in due anni ha già portato a diversi miglioramenti. C’è in ballo anche una proposta di legge contro le aste al doppio ribasso.

Si invoca la responsabilità dei supermercati della GDO perché questi controllano oltre il 75% del mercato del cibo e delle bevande in Italia.

In agricoltura sfruttamento e violazione dei diritti umani sono piaghe molto diffuse: un lavoratore su due è irregolare, le donne vengono pagate fino al 30% in meno, moltissimi braccianti si spaccano la schiena sui campi e ricevono paghe da fame. 3 o 4 euro per un cassone di 300 kg di pomodori.

«Ignorare le informazioni sui prodotti che acquistiamo si traduce in una vera e tangibile sofferenza per le persone che lavorano nella filiera del cibo, e in una crescente disuguaglianza alimentata dall’avidità e da scelte sbagliate di pochi a scapito di molti – ha detto Elisa Bacciotti, responsabile delle campagne di Oxfam Italia – Le prime vittime in questo momento in Italia sono 600 mila braccianti irregolari, di cui 130 mila privati di qualsiasi diritto e dignità».

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