Spese scolastiche, Adoc: costi insostenibili per le famiglie (Foto Pixabay)

Prossima tappa, le spese scolastiche. Con l’avvicinarsi del nuovo anno scolastico le famiglie dovranno fare i conti con i costi dei libri di testo e del corredo per la scuola. Le proiezioni del 2025 mostrano che la spesa continua ad aumentare e a erodere il potere d’acquisto. Di spese scolastiche insostenibili parla Adoc nazionale, che in vista del ritorno a scuola stima i costi per l’acquisto dei libri nella prima classe delle medie (secondarie di primo grado) e delle superiori.

“Il carovita non deve mettere a rischio il diritto allo studio”, dichiara Anna Rea, presidente di ADOC Nazionale.

Le spese scolastiche per il primo anno di medie e superiori

Le stime Adoc per l’anno scolastico 2025/2026 evidenziano aumenti che peseranno gravemente sui bilanci familiari.

Il costo medio dei libri per il primo anno di scuola media si attesta intorno ai 355 euro, mentre per il primo anno delle superiori il costo medio è di circa 553 euro.

A queste spese si aggiunge il costo del corredo scolastico, stimato intorno a 132 euro.

Adoc stima che per uno studente al primo anno di prima media, la spesa nel 2025 raggiungerà circa 487 euro, che diventano 685 euro per un figlio che frequenta il primo superiore.

A queste spese scolastiche vanno poi aggiunti i costi dei dizionari specifici per alcuni indirizzi di studio. Un dizionario di latino può costare tra 75 e 100 euro, mentre un dizionario di greco tra 100 e 133 euro.

Se si guarda la spesa complessiva per otto anni di scuola dell’obbligo, la spesa totale dei soli libri di testo supera i 2500 euro. A queste cifre si aggiungono i costi dei dizionari e del materiale tecnico specifico dei vari indirizzi di studio.

Stangata per le famiglie, i bonus non bastano

“Ogni anno, con l’avvicinarsi della riapertura delle scuole, migliaia di famiglie si trovano di fronte a un’autentica stangata – spiega Anna Rea – I prezzi dei libri di testo continuano a crescere, mettendo a dura prova i bilanci familiari, soprattutto quelli delle fasce meno abbienti. Sempre più genitori sono costretti a barcamenarsi tra gruppi WhatsApp, chat di quartiere e mercatini dell’usato nel tentativo di recuperare libri scolastici usati a prezzi accessibili, pur di non svenarsi all’inizio dell’anno. Siamo consapevoli degli sforzi compiuti da Stato, Regioni e Comuni attraverso bonus e agevolazioni, che rappresentano un tentativo di alleviare questo carico economico e garantire il diritto allo studio. Tuttavia, queste misure, seppur importanti, sono spesso insufficienti a colmare il divario e a garantire pari opportunità per tutti. Serve di più”.

Caro libri e caro scuola rischiano di ostacolare il diritto all’istruzione.

Aggiunge la presidente Adoc: “Non possiamo permettere che si creino studenti di ‘serie A’ e di ‘serie B’, dove le possibilità di ‘riuscire nella vita’ siano condizionate dalla capacità economica delle famiglie. Tutti i ragazzi e le ragazze devono avere le stesse opportunità di formazione e crescita, indipendentemente dal reddito familiare.”

Le proposte dell’Adoc contro il caro scuola

Da qui una serie di proposte per affrontare il tema del caro scuola e le sue ripercussioni sui bilanci familiari.

Adoc chiede la detrazione fiscale del 19% per l’acquisto dei libri di testo.

“Chiediamo che venga introdotta la possibilità di detrarre il 19% delle spese sostenute per i libri di testo, esattamente come avviene per le spese sanitarie. Sarebbe un segnale forte e tangibile di vicinanza alle famiglie e un aiuto concreto per ridurre il peso economico”.

Oltre a questo, l’associazione sostiene la promozione del riuso e della condivisione dei libri, l’adozione – dove possibile e appropriato – dei materiali didattici digitali e l’ampliamento delle biblioteche solidali, nelle quali i libri possono essere presi in prestito gratuitamente o a costi simbolici.

Aggiunge poi l’Adoc: “Rivolgiamo un appello alle case editrici affinché mostrino responsabilità sociale evitando di rivedere al rialzo, ogni anno, i listini. È essenziale che il costo dell’educazione non diventi un privilegio.”

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