Sviluppo sostenibile

Il decimo Rapporto dell’Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile (ASviS), presentato oggi nell’aula dei gruppi parlamentari della Camera dei Deputati, restituisce un quadro preoccupante.
L’edizione 2025, dedicata al tema “Pace, giustizia e diritti: pilastri della sostenibilità”, fotografa un mondo attraversato da crisi multiple: guerre, disuguaglianze crescenti e instabilità geopolitiche stanno minando i progressi compiuti verso gli Obiettivi dell’Agenda 2030.

A livello globale, solo il 18% dei Target sarà raggiunto entro il 2030. In Italia, gli indicatori peggiorano per sei Obiettivi su 17, migliorano in tre e restano stabili negli altri. Rispetto al 2010, il nostro Paese arretra su povertà, disuguaglianze, acqua, vita sulla Terra, pace e partnership.

L’unico vero segnale positivo riguarda l’economia circolare, mentre l’Unione Europea, pur mostrando risultati migliori, perde la propria leadership internazionale, segnata da contraddizioni tra impegni dichiarati e politiche effettive, come l’aumento delle spese militari e l’indebolimento delle norme ambientali.

Conflitti e instabilità: il costo umano della mancata pace

Il Rapporto ASviS registra un dato drammatico: 59 conflitti attivi nel mondo, il numero più alto dalla fine della Seconda guerra mondiale.
Nel solo 2024 le vittime civili hanno sfiorato le 50 mila unità, con un aumento di quattro volte dei decessi di donne e bambini rispetto al biennio precedente, concentrati in particolare a Gaza.

La spesa militare globale ha raggiunto i 2.700 miliardi di dollari e potrebbe raddoppiare entro il 2035. Nel frattempo, oltre 123 milioni di persone sono state costrette a fuggire dalle proprie case a causa di guerre e crisi climatiche.
Parallelamente, i fondi destinati al sistema ONU si sono ridotti del 30% in due anni, aggravando le difficoltà di oltre 30 milioni di persone vulnerabili.

Eppure, nel 2024 e 2025 alcuni segnali di speranza si intravedono: il “Patto sul Futuro” e l’“Impegno di Siviglia per la finanza allo sviluppo”, sottoscritti da più di 150 Paesi, mostrano la volontà di rilanciare la cooperazione per la pace e i diritti umani.

Giovannini: “L’Italia senza strategia post-PNRR è fragile”

“La sostenibilità viene percepita più come un fastidio che come un investimento sul futuro. È un gravissimo errore”, ha ammonito Enrico Giovannini, direttore scientifico dell’ASviS.
Secondo l’economista, l’Italia “continua a non dotarsi di politiche adeguate”, mentre l’Europa “sta perdendo quel ruolo di guida che aveva faticosamente conquistato”.

Il Paese, sottolinea il Rapporto, è privo di una strategia post-PNRR, e ciò lo espone a una condizione di estrema fragilità economica, sociale e ambientale. Le politiche in corso non modificano la traiettoria su povertà, disuguaglianze ed emissioni.
Per questo, l’ASviS chiede una revisione profonda del Piano Strutturale di Bilancio (PSB) e l’avvio di riforme innovative che riportino l’Italia su un sentiero di sviluppo sostenibile.

Le proposte: cinque leve e sei aree per la trasformazione

Nel Rapporto, elaborato con il contributo di oltre 330 organizzazioni aderenti all’Alleanza, vengono individuate cinque “leve trasformative” – governance, capitale umano, finanza, cultura e partnership – e sei aree strategiche su cui intervenire con urgenza:

  • Salute e istruzione, con il rafforzamento del Servizio Sanitario Nazionale e un’educazione inclusiva;
  • Economia sostenibile e inclusiva, per ridurre disuguaglianze e favorire lavoro dignitoso;
  • Sistemi alimentari resilienti e agricoltura sostenibile, con particolare attenzione a giovani e donne;
  • Decarbonizzazione e accesso universale all’energia, incentivando le rinnovabili;
  • Città sostenibili e rigenerazione urbana, per contrastare l’emergenza climatica;
  • Tutela dei beni comuni ambientali, attuando i principi costituzionali riformati nel 2022.

Mallen e Stefanini: più fiducia ai giovani e democrazia partecipata

“La sostenibilità non è solo una questione ambientale, ma di fiducia e partecipazione”, ha ricordato la presidente Marcella Mallen, rilanciando la proposta di introdurre la Valutazione d’Impatto Generazionale (VIG), ora in discussione in Parlamento, per misurare gli effetti di lungo periodo delle politiche pubbliche sui giovani.

Il presidente Pierluigi Stefanini ha invece richiamato l’urgenza di “rafforzare la democrazia, promuovere processi partecipativi realmente inclusivi e garantire una governance multilivello”.
Tra le priorità indicate, anche l’approvazione della legge sul voto a distanza per i fuorisede, per colmare un’anomalia che rende l’Italia “l’unico grande Paese europeo ancora privo di questa possibilità”.

Verso un nuovo Piano per l’Accelerazione Trasformativa

Dalle analisi dell’ASviS emerge un punto fermo: senza una riforma complessiva della governance dello sviluppo sostenibile, l’Italia non potrà rispettare gli impegni presi con l’ONU.
Il Governo è chiamato a definire al più presto il Piano per l’Accelerazione Trasformativa (PAT), promesso nel 2023 ma ancora mancante, integrando la Strategia Nazionale per lo Sviluppo Sostenibile (SNSvS) e il PSB in un unico disegno coerente di obiettivi, risorse e tempi.

L’Alleanza propone di completare la revisione della SNSvS entro l’inizio del 2026, definire il PAT entro metà anno e approvare un nuovo PSB nel 2027. Solo così l’Italia potrà tornare a essere protagonista nella costruzione di un futuro equo, giusto e sostenibile.

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