Virus respiratori, Ospedale Bambino Gesù: attesi oltre 10 mila accessi al pronto soccorso

Con la “partenza” della stagione influenzale, l’Ospedale Bambino Gesù si aspetta di avere oltre 10 mila accessi al pronto soccorso per l’impatto dei virus respiratori. Lo scorso anno è stato infatti raggiunto e superato proprio quel valore, anche se i ricoveri sono stati decisamente meno (meno di 1400) e i ricoveri in rianimazione per infezioni respiratorie acute sono stati 49, la metà rispetto all’anno precedente.

La circolazione dei virus respiratori

«Anche quest’anno affronteremo una stagione in cui i virus respiratori circoleranno con forza – spiega il professor Alberto Villani, responsabile di Pediatria generale, malattie infettive e DEAI II livello del Bambino Gesù – È fondamentale mantenere alta l’attenzione: evitare ambienti affollati per i lattanti, rispettare le norme igieniche e vaccinare i bambini contro l’influenza. Le epidemie respiratorie possono determinare picchi di accessi ospedalieri, ma non sempre si tratta di emergenze, purché la situazione venga gestita con tempestività e buon senso».

Dal semplice raffreddore fino ai casi più seri di bronchiolite, sono i virus respiratori i principali responsabili delle malattie respiratorie stagionali, compresi i virus influenzali e parainfluenzali e il virus respiratorio sinciziale. Lo scorso anno, ricorda il Bambino Gesù, oltre 16 milioni di italiani sono stati colpiti da influenza e sindromi parainfluenzali – il numero più alto da quando è attiva la sorveglianza nazionale – e circa un terzo erano minori.

Quest’anno la situazione si profila pesante. Secondo i dati provenienti dall’Australia, la stagione influenzale 2025-26 potrebbe essere particolarmente intensa, con una circolazione prevalente dei virus A/H3N2 e B/Victoria.

Primi casi con due settimane di anticipo

Al Pronto Soccorso del Bambino Gesù – spiega una nota – i primi casi si sono presentati con circa due settimane di anticipo rispetto allo scorso anno, quando gli accessi totali furono 10.831. Nella stagione 2024-2025 i ricoveri in terapia intensiva per le infezioni respiratorie acute sono dimezzati rispetto alla stagione precedente, anche grazie all’avvio dell’immunizzazione contro il virus respiratorio sinciziale. Sempre nella passata stagione, l’ospedale pediatrico ha contato 1.378 ricoveri per infezioni respiratorie, di cui 49 in terapia intensiva, la metà rispetto ai 98 della stagione precedente.

Prevenzione e vaccinazione

Le sindromi influenzali e parainfluenzali si trasmettono per via respiratoria o per contatto con superfici e mani contaminate. I sintomi sono vari: febbre, tosse, raffreddore, dolori muscolari, mal di gola e disturbi gastrointestinali e variano per intensità, ma in genere si risolvono spontaneamente. I picchi stagionali cambiano poi da patologia a patologia.

Nell’influenza la fase di picco dura generalmente da dicembre a febbraio, nel raffreddore i casi aumentano durante tutta la stagione invernale, i casi di bronchiolite causati da virus respiratorio sinciziale si concentrano tra novembre e marzo, mentre quelli causati da virus parainfluenzali di tipo 3 si verificano con maggior frequenza in primavera ed estate.

Il Bambino Gesù raccomanda dunque l’importanza della prevenzione (lavarsi le mani, coprire naso e bocca quando si starnutisce, evitare i contatti con persone sintomatiche) e ricorda l’efficacia della vaccinazione.

La vaccinazione antinfluenzale è raccomandata per tutti i bambini dai 6 mesi ai 7 anni, per chi presenta patologie croniche, per le donne in gravidanza e per le persone sopra i 60 anni, oltre che per il personale sanitario e altre categorie di lavoratori socialmente utili. Accanto ai vaccini, sono oggi disponibili anticorpi monoclonali contro il virus respiratorio sinciziale, indicati per i lattanti e i bambini più fragili, e un vaccino specifico per le donne in gravidanza per proteggere i neonati dalla bronchiolite.

«In una stagione respiratoria che si preannuncia impegnativa – sottolinea la dottoressa Marta Ciofi degli Atti, responsabile dell’UOC di Epidemiologia, percorsi clinici e rischio clinico – è fondamentale potenziare ogni strumento di protezione. Vaccino antinfluenzale, contro il Covid-19 e anticorpi monoclonali contro l’RSV sono armi complementari, capaci di ridurre incidenza, complicanze e accessi ospedalieri».

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