Il Tar del Lazio conferma la multa di 50mila euro che l’Antitrust aveva inflitto a TicketOne nel 2011 per l’”ingannevolezza della pratica commerciale realizzata con riferimento al profilo informativo nella vendita di biglietti online”. All’epoca dei fatti, TicketOne fu sanzionata perché nel profilo informativo erano indicate in modo poco chiaro le componenti del prezzo dei biglietti offerti sul sito internet, con riferimento alle somme dovute come “commissioni di servizio” e “prevendita”, e non erano chiare le informazioni relative ai rimborsi per gli eventi annullati.

Il TAR ha quindi confermato che, sebbene alla società spettino le “commissioni di servizio”, essa ha l’obbligo di indicarle con chiarezza e in maniera completa. Nella sentenza infatti si legge che “l’onere di chiarezza e di completezza informativa, impone che tutte le informazioni rilevanti ai fini dell’adozione di una scelta consapevole siano contenute già dal primo contatto, essendo la verifica di correttezza rivolta al messaggio in sé ed alla sua intrinseca idoneità a condizionare le scelte dei consumatori, indipendentemente dalle informazioni rese disponibili in un momento successivo del processo di acquisto”.

La notizia della conferma dell’ammenda è stata accolta positivamente delle associazioni dei consumatori. “Una buona notizia, considerato che quella vecchia sanzione non è bastata a sensibilizzare la società nella tutela dei consumatori”, commenta l’Unione Nazionale Consumatori. “Ora, però, è importante che l’Antitrust si pronunci al più presto sull’esposto che abbiamo presentato fin dal mese di maggio sul fenomeno del secondary ticketing. In particolare, serve una parola definitiva prima dell’inizio della prossima stagione estiva”, afferma Massimiliano Dona, presidente UNC.


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