Tumore alla mammella: Cittadinanzattiva invia istanza di accesso civico su test genomici

Tumore alla mammella: Cittadinanzattiva invia istanza di accesso civico su test genomici

Tumore alla mammella: Cittadinanzattiva invia istanza di accesso civico su test genomici

Cittadinanzattiva invia istanza di accesso civico nelle Regioni per avere informazioni sull’accesso ai test genomici per i pazienti affetti da tumore alla mammella in stadio precoce: “In attesa dell’inserimento nei Lea, occorre garantire l’utilizzo dei fondi stanziati e uguale accesso a tutti i pazienti”

Conoscere quanto e come sia garantito in tutte le Regioni l’accesso ai test genomici per i pazienti, per lo più donne, affetti da tumore alla mammella in stadio precoce: è questo l’obiettivo della istanza di accesso civico inviata oggi da Cittadinanzattiva ai Presidenti e agli Assessori alla Salute regionali che dovranno, secondo normativa, fornire un riscontro entro sessanta giorni.

Cittadinanzattiva: i pazienti incontrano numerosi ostacoli all’accesso ai test genomici

La Legge di Bilancio 2021 – spiega l’associazione – ha stanziato 20 milioni di euro finalizzati ad un fondo per il rimborso dei test genomici su persone affette da specifici tipi di tumore della mammella. Con il successivo Decreto 18 maggio 2021, il Ministero della Salute ha stabilito le modalità di riparto e i requisiti di erogazione ed utilizzo del fondo a livello regionale.

Secondo quanto affermato da Cittadinanzattiva, nella gran parte delle Regioni, ad oggi, i pazienti che ne avrebbero diritto incontrano numerosi ostacoli all’accesso a questi test. Da una recente indagine di Cittadinanzattiva emerge che oltre il 73% dei cittadini con patologia oncologica non è stato informato della possibilità di effettuare un test genomico e solo un 15% dichiara possibile nella propria Regione il rimborso dell’esame da parte del Servizio sanitario nazionale.

“L’inserimento di questi test nei Livelli essenziali di assistenza garantirebbe eguale accesso ai pazienti che ne avrebbero diritto, oltre che la possibilità per alcuni di loro di evitare la chemioterapia con risvolti importantissimi sulla propria salute fisica e psicologica – dichiara Anna Lisa Mandorino, Segretaria generale di Cittadinanzattiva. – Ma sappiamo che ad oggi i Lea sono di fatto bloccati dalla mancata approvazione del Decreto tariffe e serve un rapido passo in avanti in questa direzione perché ulteriori altri fondi, ad esempio per la fibromialgia, rischiano di non essere utilizzati entro i termini previsti, con grave danno per i cittadini”.

L’istanza di accesso civico generalizzata inviata alle Regioni – spiega Cittadinanzattiva – permetterà, dunque, di avere informazioni e dati in merito a: modalità organizzative per la prescrizione, l’esecuzione, l’utilizzo, il monitoraggio, le verifiche e i controlli dei test multigenici prognostici e/o predittivi; emanazione e termini delle singole delibere regionali; quota del fondo assegnata alla singola Regione/Provincia Autonoma; numero, tipologia e costi dei test effettuati nel corso del 2021 e 2022; percentuale di pazienti testati rispetto agli aventi diritto per gli anni 2021 e 2022; percentuale di pazienti testati provenienti da altre Regioni/Provincie Autonome; eventuali ulteriori stanziamenti a livello regionale finalizzati ad incrementare le prestazioni diagnostiche di questo tipo.


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