Violenza contro le donne, da gennaio a settembre sono 82 le vittime di omicidio

Violenza contro le donne, da gennaio a settembre sono 82 le vittime di omicidio

Violenza contro le donne, da gennaio a settembre sono 82 le vittime di omicidio

Secondo il Report “Il pregiudizio e la violenza contro le donne”, curato dalla direzione centrale della Polizia criminale, nel periodo gennaio/settembre 2022, 71 donne sono state uccise in ambito familiare/affettivo; di queste, 42 per mano del partner o dell’ex

Sono 82 le donne vittime di omicidio registrate tra gennaio e settembre 2022, di cui 71 uccise in ambito familiare/affettivo e, di queste, 42 per mano del partner/ex partner. Dati che rappresentano un grave allarme sociale, emersi dal Report “Il pregiudizio e la violenza contro le donne”, curato dalla direzione centrale della Polizia criminale.

Il Dossier è stato presentato in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, che ricorre il 25 novembre.

Violenza contro le donne, alcuni dati

L’analisi si apre con un bilancio di poco più di tre anni dall’introduzione del cosiddetto “Codice rosso”, la legge del 19 luglio 2019, n. 6944, entrata in vigore il 9 agosto 2019, che ha introdotto nuove fattispecie di reato e perfezionato i meccanismi di tutela delle vittime. Prosegue, poi, allargando l’esame ai cosiddetti reati spia, vale a dire a tutti quei delitti che sono indicatori di violenza di genere (come i maltrattamenti in famiglia, gli atti persecutori – stalking – la violenza sessuale declinata in tutte le sue forme).

Nello specifico, l’andamento degli omicidi volontari, nei primi nove mesi del 2022 ha registrato una leggera diminuzione rispetto allo stesso periodo del 2021, mantenendo comunque numeri molto elevati (sono stati 82 anziché 90).

Anche per quanto riguarda la Diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti – Revenge porn, nel periodo gennaio – settembre 2022, rispetto all’analogo periodo dell’anno precedente, si è registrato un decremento dei delitti pari al 20%. Ma dall’introduzione della norma “Codice rosso” si sono verificati complessivamente 3.496 reati.

Esaminando gli atti persecutori (c.d. stalking), nel 2022 emerge un decremento pari al 17% dei reati, ma anche i questo caso i numeri mostrano un quadro drammatico: i reati sono stati 12.200, a fronte dei 14.704 dell’analogo periodo nel 2021. Si evidenzia, inoltre, che l’incidenza delle vittime di sesso femminile aumenta di un punto percentuale, passando dal 74 al 75% nel periodo d’analisi dell’anno corrente.

Un leggero decremento risulta anche in merito ai maltrattamenti contro familiari e conviventi, che – nel periodo gennaio-settembre 2022 – sono stati 16.857, a fronte dei 18.378 dell’analogo periodo nel 2021. Resta elevata l’incidenza delle vittime di sesso femminile, pari all’81%.

Anche i dati Istat relativi alle chiamate registrate al numero 1522 mostrano dati allarmanti. Il numero delle chiamate valide, nel primo trimestre 2022, è pari a 7.814. Tra i motivi delle chiamate si registra un incremento sia nelle richieste di informazioni sul 1522, che passano da 1.401 a 2.384 (+70%), sia nelle richieste di aiuto non strettamente legate alla violenza (richieste fuori target) da 660 a 1.159 (+70%), mentre risultano in diminuzione tutte le chiamate per altre tipologie di motivi. Sono, inoltre, 2.966 le chiamate arrivate dalle vittime di violenza.

In particolare, le vittime che hanno contattato il 1522 hanno segnalato di avere subito più tipologie di violenze nel 68,9% dei casi. La violenza fisica e quella psicologica sono le tipologie di violenza segnalate con maggiore frequenza.

 

"Il pregiudizio e la violenza contro le donne"
“Il pregiudizio e la violenza contro le donne”

 

Shock in rete, 840 in un anno le ricerche che contengono le parole “come stuprare”

In occasione della Giornata, AvantGrade.com ha analizzato le ricerche online effettuate dagli utenti, potenzialmente connesse ai temi della violenza di genere, riscontrando dati preoccupanti. Come picchiare e violentare una donna, droga dello stupro e come difendersi dalla violenza maschile: sono solo alcune delle terribili ricerche fatte su Google in Italia.

Dall’indagine emerge come negli ultimi 12 mesi il totale delle ricerche svolte su Google in Italia con le parole “uomo violento” siano state ben 33.000, come ad esempio “uomo violento cosa fare”, “come comportarsi con un uomo violento” e “come allontanare un uomo violento”.

Lo studio rivela anche ricerche più specifiche relative a situazioni coniugali difficili. Tra quelle più frequenti, spicca “mio marito quando beve diventa cattivo” (3.840 ricerche in un anno), “mio marito ha scatti d’ira” (2.520 volte l’anno) e “mio marito mi picchia” (2.040 volte l’anno). I dati sono ancora più allarmanti fuori dalle mura domestiche e potrebbero riguardare coppie più giovani. La conferma arriva in particolare da una ricerca molto frequente: “è normale che il mio ragazzo mi picchi” è cercata 7.080 volte l’anno.

L’indagine dell’agenzia di digital marketing svizzera mostra anche una possibile premeditazione riguardo la violenza sulle donne. Ad esempio, nel 2022 la frase “se un uomo picchia una donna cosa rischia” è stata cercata 3.120 volte e “come picchiare una donna senza che nessuno se ne accorga” 1.680.

Un dato scioccante: le ricerche su Google in Italia che contengono le parole “come stuprare” sono 840 in un anno. Un numero che deve far riflettere e che mostra una certa propensione a commettere il reato, come anche le ricerche su “droga dello stupro” (118.800 volte in un anno) oppure “droga dello stupro come si fa”, cercata 1.080 volte in un anno.

Il bisogno di sicurezza si evince anche da ricerche di metodi per difendersi: “Spray al peperoncino” è la ricerca più frequente, con un volume pari a 177.600 ricerche in un anno, ma anche “Corso difesa personale femminile” è cercata 2.040 volte l’anno.

Violenza contro le donne, torna la campagna “Questo non è amore” 2022

In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne torna la campagna permanente della Polizia di Stato “Questo non è amore”, con l’obiettivo di raggiungere, attraverso incontri e iniziative sul territorio, vittime e potenziali vittime di violenza, e svolgere un’opera di sensibilizzazione, affrontando il fenomeno anche sotto il profilo psicologico e culturale.

Nell’ambito del progetto si è svolta anche la prima edizione della “We run for women – Corriamo con la Polizia di Stato per fermare i femminicidi”, una corsa di 10 chilometri, competitiva e non competitiva, e una camminata di 3 chilometri, dedicate alla lotta contro la violenza di genere.


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