La Presidente di COOP Italia Maura Latini e il Presidente della Fondazione Giulia Cecchettin Gino Cecchettin durante la presentazione del protocollo di intesa COOP - Fondazione Giulia Cecchettin ‘Dire, Fare, Amare, campagna sull’educazione alle relazioni’ presso la sede della Stampa Estera Roma, 02 settembre 2025 ANSA/FABIO CIMAGLIA (NPK)

Prevenzione e contrasto alla violenza di genere, arriva l’alleanza fra Fondazione Giulia Cecchettin e Coop. Le due realtà hanno presentato oggi i progetti di formazione e sensibilizzazione che coinvolgeranno dipendenti Coop, soci e consumatori. Insieme per avviare azioni concrete, che attraverso consapevolezza e formazione partano da indagini preliminari e moduli formativi per arrivare a un “Manifesto contro la violenza di genere”.

Coop e Fondazione Giulia Cecchettin, insieme contro la violenza di genere

Insieme dunque contro la violenza di genere: su questo si basa il Protocollo d’Intesa siglato fra Coop e la Fondazione Giulia Cecchettin che viene ufficializzato a Roma nei primi giorni di settembre 2025.

Il programma prevede attività sulla cultura del rispetto, azioni per promuovere l’educazione agli affetti, affrontare e superare le criticità nelle relazioni di genere.

Per Coop l’accordo entra a pieno titolo nella campagna sull’educazione alle relazioni “Dire fare amare” lanciata lo scorso marzo, un’azione di sensibilizzazione sulla necessità che l’educazione alle relazioni diventi una materia scolastica obbligatoria. Per la Fondazione Giulia Cecchettin l’accordo è un’occasione per ampliare le sue collaborazioni. Su tutto, spiegano le due realtà, spicca la parola “prevenzione”, ovvero agire preventivamente costruendo progetti formativi, alimentando consapevolezza e sensibilità a ampio raggio.

«La collaborazione con Coop per noi rappresenta un passo importante – afferma Gino Cecchettin. Presidente di Fondazione Giulia Cecchettin – significa portare la voce e l’impegno della Fondazione nei luoghi di vita quotidiana, frequentati da migliaia di persone. Prevenzione e sensibilizzazione non possono restare parole astratte: devono tradursi in esperienze concrete e in gesti simbolici che lascino un segno. Con questo spirito avviamo la formazione per i dipendenti e condividiamo con soci e consumatori la campagna delle borse di tela con il disegno di Giulia. Solo attraverso alleanze ampie e trasversali possiamo costruire una società più consapevole, capace di riconoscere i segnali della violenza e di promuovere relazioni basate sul rispetto reciproco».

Le attività contro la violenza di genere

Il progetto pilota di formazione parte il 30 settembre da Padova, la città dove Giulia studiava, e dalla provincia, e coinvolge circa 150 dipendenti che lavorano in 5 negozi dell’area padovana; la prima a impegnarsi è Coop Alleanza 3.0 che insieme a Coop Reno copre con la propria rete quel territorio.

Dopo un’indagine preliminare su conoscenza e percezione della violenza di genere, ci saranno cinque moduli formativi in cui i formatori di Fondazione Giulia Cecchettin stimoleranno i partecipanti e dialogheranno con loro per diffondere una prima consapevolezza sul tema della violenza di genere e imparare a riconoscere comportamenti inappropriati fino alle vere e proprie molestie.

Si arriverà a una sorta di test che può diventare un modello nazionale a disposizione anche di altre cooperative e realtà.

Da questo prende vita anche la costruzione di un “Manifesto contro la violenza di genere” frutto di un gruppo di lavoro partecipato del quale fa parte anche Coop e che sarà poi condiviso con qualsiasi altro ente, organismo, impresa voglia impegnarsi a tal proposito. A novembre, poi, partirà una campagna di comunicazione ad hoc per sostenere i progetti e le attività della Fondazione con la diffusione nelle cooperative di quasi 90.000 borse di tela che riportano un disegno di Giulia concesso dalla Fondazione.

 

“Diritto a stare bene”

Coop ha poi annunciato il sostegno alla raccolta di firme per la Proposta di Legge di Iniziativa Popolare per l’istituzione del servizio pubblico nazionale di psicologia (entro il 10 dicembre, obiettivo minimo 50.000 adesioni). La campagna di sostegno “Diritto a stare bene” nasce perché la proposta di legge comprende l’educazione alle relazioni nelle scuole obbligatoria e permanente garantita appunto dalla presenza dello psicologo.

La scuola degli affetti

L’indagine “La scuola degli effetti” lanciata dalla Coop insieme a Nomisma immagina che l’educazione alle relazioni parta già dalla scuola elementare, con figure professionali competenti.

Nell’indagine, il 70% del campione esprime apprezzamento sul fatto che l’educazione alle relazioni divenga una materia scolastica obbligatoria; ben 9 italiani su 10 ritengono che proprio l’insegnamento scolastico possa contribuire alla prevenzione di fenomeni di odio, emarginazione, anche violenza di genere. A partire anche dalla tenera età, dato che un genitore su due immagina che il percorso dell’educazione alle relazioni possa iniziare già dalla scuola elementare.

Nella minoranza che non vuole l’educazione alle relazioni come materia scolastica obbligatoria, il motivo principale evidenziato nella stessa survey per il 49% è proprio il timore che possa essere trattata con superficialità; le altre perplessità riguardano la rivendicazione che il compito spetta alla famiglia (30%), il timore che il tema venga affrontato quando sono troppo piccoli (23%) e in pari grado il fatto che vengano affrontati temi troppo delicati e che potrebbe entrare in contrasto con le idee familiari (16%).

«Siamo orgogliosi di presentare oggi l’accordo siglato con Fondazione Cecchettin che consideriamo un alleato importante nella nostra campagna “Dire, fare, amare”, parte del progetto “Close the Gap” volto all’inclusione di genere», spiega Maura Latini, Presidente Coop Italia.

E aggiunge: «Diffondere una cultura contro la violenza di genere e agire in forma preventiva è fondamentale. Il dato agghiacciante del 2024 segnala 97 donne uccise da partner e familiari, una ogni 3,7 giorni. Non deve stupire nessuno che Coop si impegni in tal senso a fianco della Fondazione e che assieme al Comitato Promotore sostenga la Proposta di Legge di Iniziativa Popolare “Diritto a stare bene” perché Coop è da sempre un soggetto collettivo in grado di coniugare logiche economiche e responsabilità sociale, in questo caso insieme a enti e soggetti collettivi che operano nei territori».

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