Global Sumud Flotilla, verso Gaza per rompere l’assedio

La Global Sumud Flotilla è partita verso Gaza. Una mobilitazione dal basso, fatta da attivisti e semplici cittadini di decine di paesi del mondo, che vogliono rompere l’assedio imposto da Israele su Gaza e portare aiuti umanitari a una popolazione decimata da bombe, massacri, distribuzione di cibo che diventa trappola mortale per uccidere inermi, genocidio. Così stanno navigando verso Gaza decine di piccole e medie imbarcazioni, una “flottiglia civile” che ha l’obiettivo di “rompere l’assedio illegale di Gaza via mare, aprire un corridoio umanitario e porre fine al genocidio in corso del popolo palestinese”. Sono 44 i paesi che aderiscono all’iniziativa, una cinquantina le imbarcazioni coinvolte.

 

Global Sumud Flotilla, verso Gaza per rompere l’assedio

L’azione non violenta della Global Sumud Flotilla

La Global Sumud Flotilla è “una flotta coordinata e non violenta, composta per lo più da piccole imbarcazioni che salpano dai porti del Mediterraneo per rompere l’assedio illegale imposto dall’occupazione israeliana a Gaza”, spiega il sito della mobilitazione (QUI) sul quale si possono fare anche donazioni. Mette insieme un’ampia coalizione di partecipanti internazionali, fra i quali quelli coinvolti in precedenti iniziative via terra e via mare come la Maghreb Sumud Flotilla, la Freedom Flotilla Coalition e il Global Movement to Gaza.

Ci sono dei rischi: Israele ha già annunciato che gli attivisti saranno trattati come “terroristi”. Le associazioni rivendicano la legalità dell’azione: “Il blocco di Gaza da parte dell’occupazione israeliana costituisce una punizione collettiva, una violazione delle Convenzioni di Ginevra. Le imbarcazioni civili che trasportano aiuti umanitari o che partecipano a proteste pacifiche in acque internazionali sono protette dal diritto marittimo”.

6 settembre, mobilitazione nazionale

In Italia, sabato 6 settembre ci sarà una mobilitazione nazionale per chiedere che si fermi la barbarie in corso. Aderisce la CGIL.

“Non possiamo più accettare  – scrive il sindacato – che vengano uccisi impunemente bambini, donne, operatori umanitari, sanitari e giornalisti e che continui la distruzione delle infrastrutture civili rimaste, a partire da ospedali e scuole. Per questo, rinnoviamo il nostro impegno alla più ampia mobilitazione possibile – sostenendo anche quanti si sono ribellati in questi giorni anche in Israele – e facciamo nostre le richieste che il sindacato mondiale CSI ha avanzato a tutti i Capi di Stato e di Governo, incluso quello italiano, al fine di: interrompere la consegna di armi, raggiungere un cessate il fuoco e garantire l’ingresso di aiuti umanitari illimitati subito, rilasciare tutti gli ostaggi e i prigionieri politici, riconoscere lo stato di Palestina, porre fine all’occupazione e interrompere il commercio con gli insediamenti illegali e rafforzare la democrazia per raggiungere una pace duratura in tutta la regione”.

MDC: Importante iniziativa umanitaria per Gaza

“L’iniziativa della Global Sumud Flotilla testimonia la mobilitazione della società civile di fronte alla sofferenza della popolazione di Gaza, ma è soprattutto un appello ai governi europei affinché agiscano per fermare il conflitto – afferma il Movimento Difesa del Cittadino – Ribadiamo i principi sanciti dalla Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo secondo cui andrebbe escluso l’uso delle armi come strumento di risoluzione delle controversie tra popoli e nazioni”. MDC invita gli iscritti all’associazione a partecipare sabato 6 settembre alle iniziative a sostegno della Global Sumud Flotilla che si svolgeranno in tutta Italia.

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