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Acque di balneazione, nella Ue l’85% è classificato come eccellente (fonte foto: pixabay)

Le acque di balneazione in Europa rispettano in gran parte dei casi i più alti standard di qualità. Nel 2021 quasi l’85% dei siti di balneazione europei (84.8%) ha infatti rispettato gli standard di qualità della Ue e si è aggiudicata la classificazione di “eccellente”.

È quanto emerge dalla relazione annuale sulle acque di balneazione pubblicata qualche giorno fa dall’Agenzia Europea dell’Ambiente (AEA) in collaborazione con la Commissione europea. Si basa sul monitoraggio fatto nel 2021 su 21.859 siti di balneazione in tutta Europa, ovvero Stati membri dell’UE più Albania e Svizzera.

«La valutazione fornisce una buona indicazione di quali siano le migliori acque di balneazione europee, che sarà utile ai bagnanti in vista dell’estate», ha commentato Bruxelles in una nota.

Acque di balneazione, alti standard stabili

I dati sulla qualità delle acque di balneazione considerate in ottimo stato in Europa sono stabili negli ultimi anni. Nel periodo 2015-2021 la quota di acque di balneazione in ottimo stato nella Ue, spiega l’Agenzia per l’ambiente, è rimasta stabile all’85-88% per le acque di balneazione costiere e al 77-81% per le acque di balneazione interne.

«La relazione è un segnale positivo per chiunque vorrà godersi le meritate vacanze estive in uno dei meravigliosi siti balneabili europei – ha commentato Virginijus Sinkevičius, Commissario per l’Ambiente, gli oceani e la pesca – Che la destinazione sia una spiaggia greca, un lago ungherese o un fiume francese, si può essere certi che la maggior parte delle acque di balneazione è di qualità eccellente. Si tratta di una buona notizia per l’ambiente, per la nostra salute e per il settore del turismo europeo, in fase di ripresa dopo la pandemia. È nostra ferma intenzione mantenere questi standard e compiere ulteriori passi avanti per conseguire l’obiettivo “inquinamento zero”».

«Il piano d’azione dell’UE per l’inquinamento zero e la revisione della direttiva sulle acque di balneazione – ha detto il direttore esecutivo dell’AEA, Hans Bruyninckx – consolideranno ulteriormente il nostro impegno a prevenire e ridurre l’inquinamento nei prossimi decenni».

 

grafico agenzia ambiente
Proportion of bathing waters with excellent quality in European countries in 2021, EEA 2022

 

Acque di balneazione, sulla costa va meglio

La qualità dei siti di balneazione costieri, che rappresentano i due terzi delle zone di balneazione, è generalmente migliore di quella dei siti interni. Nel 2021 l’88 % dei siti di balneazione costieri ha ottenuto la classificazione “eccellente“, contro il 78,2 % dei siti interni.

Dall’adozione della direttiva sulle acque di balneazione nel 2006, la percentuale di siti di qualità “eccellente” è cresciuta e si è stabilizzata negli ultimi anni intorno all’88% per i siti costieri e al 78% per quelli interni. Nel 2021 oltre il 95% delle acque di balneazione rispetta gli standard minimi di qualità delle acque.

In Austria, a Malta, in Croazia, in Grecia, a Cipro, in Danimarca e in Germania il 90% e più delle acque di balneazione è classificato come “eccellente”.

Per l’Italia sono stati considerati 5.524 siti di balneazione, considerati eccellenti nell’87,9% dei casi.

Quanti con qualità scarsa?

Un altro dato che emerge dalla relazione è che, dal 2013, la percentuale di siti di qualità scarsa è diminuita: nel 2021 era pari all’1,5 % rispetto al 2% del 2013.

La qualità scarsa spesso dipende dall’inquinamento di breve durata. Nella relazione si sottolinea come una migliore valutazione delle fonti di inquinamento e l’attuazione di misure di gestione integrata delle risorse idriche possano contribuire a migliorare la qualità delle acque. Oltre alla relazione sulle acque di balneazione, l’AEA ha pubblicato anche una mappa interattiva aggiornata che mostra il livello di qualità di ciascun sito di balneazione.

Acque di balneazione, verso la revisione

La normativa europea sulle acque di balneazione specifica se la qualità di queste ultime possa essere classificata come “eccellente”, “buona”, “sufficiente” o “scarsa” a seconda dei livelli di batteri fecali riscontrati. Se l’acqua risulta di scarsa qualità gli Stati membri devono prendere provvedimenti, ad esempio vietando o sconsigliando la balneazione, informando il pubblico e adottando misure correttive adeguate.

Attualmente la Commissione europea sta riesaminando la direttiva sulle acque di balneazione con l’obiettivo di valutare se le norme vigenti siano ancora idonee a tutelare la salute pubblica e a migliorare la qualità dell’acqua, o se sia necessario perfezionare il quadro esistente, in particolare prendendo in considerazione nuovi parametri.


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