Diritto alla riparazione, c’è l’accordo in Europa sulla nuova direttiva (Foto Pixabay)

L’Europa fa un passo avanti verso il diritto alla riparazione. Parlamento europeo e Consiglio hanno infatti raggiunto un accordo provvisorio sulla direttiva che mira a rafforzare il diritto alla riparazione, rendendo più accessibile ed economico l’accesso ai servizi di riparazione.

Le norme concordate chiariscono gli obblighi dei produttori e incoraggiano i consumatori a prolungare il ciclo di vita di un prodotto attraverso la riparazione. La direttiva sulla quale è stato raggiunto l’accordo provvisorio promuove la riparazione di beni rotti o difettosi – direttiva sul diritto alla riparazione (o R2R). La legislazione concordata, spiega il Consiglio, renderà più semplice per i consumatori richiedere la riparazione anziché la sostituzione, rendendo l’accesso ai servizi di riparazione più semplice, più rapido, trasparente e più attrattivo. L’accordo istituisce inoltre un modulo informativo europeo che fornisce ai consumatori i dati chiave sul servizio di riparazione.

Se si rompe l’elettrodomestico… c’è il diritto alla riparazione

Molto spesso, quando un elettrodomestico (l’aspirapolvere, la lavastoviglie, la macchina per il caffè) si rompe o è difettoso, per i consumatori risulta più facile smaltirlo e comprarne uno nuovo piuttosto che farlo riparare, soprattutto se la garanzia legale è scaduta.

La direttiva sul diritto alla riparazione “crea incentivi per i consumatori a prolungare la vita del prodotto facendolo riparare, il che a sua volta stimolerà il settore delle riparazioni, ridurrà gli sprechi e promuoverà modelli di business più sostenibili”, spiega il Consiglio in una nota.

Gli strumenti che la direttiva mette in campo per rendere la riparazione più “appetibile” per i consumatori sono diversi. Ci sarà la possibilità per i consumatori di chiedere ai produttori di riparare prodotti tecnicamente riparabili ai sensi del diritto dell’UE (ad esempio lavatrici, aspirapolvere o telefoni cellulari).

Ci sarà un modulo europeo di informazioni sulla riparazione che i riparatori possono offrire ai consumatori, con informazioni chiare quali le condizioni di riparazione, il tempo che servirà per completare i lavori, i prezzi, i prodotti sostitutivi (la direttiva include un modello di questo modulo). Ci sarà una piattaforma online europea per la riparazione con l’obiettivo di facilitare l’incontro tra consumatori e riparatori. E un’estensione di 12 mesi del periodo di responsabilità del venditore dopo la riparazione di un prodotto.

Una volta che la direttiva sarà adottata sia dal Consiglio che dal Parlamento e pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell’UE, gli Stati membri avranno 24 mesi per recepirla nella legislazione nazionale.

 

Diritto alla riparazione, via libera del Parlamento europeo (Foto di Militiamobiles da Pixabay)

 

Tempi e prezzi ragionevoli per il diritto alla riparazione

Il testo concordato prevede inoltre che i produttori effettuino le riparazioni necessarie entro un termine ragionevole e, a meno che il servizio non sia fornito gratuitamente, anche a un prezzo ragionevole, in modo da incoraggiare i consumatori a scegliere la riparazione. L’accordo mantiene anche il diritto dei consumatori di scegliere tra la riparazione e la sostituzione dei prodotti difettosi entro il periodo di responsabilità del venditore incluso nella garanzia. Se il consumatore sceglie la riparazione del bene, il periodo di responsabilità del venditore sarà prolungato di 12 mesi dal momento in cui il prodotto sarà reso conforme. Questo periodo può essere ulteriormente prorogato dagli Stati membri se lo desiderano.

I produttori dovranno rendere disponibili pezzi di ricambio e strumenti a un prezzo ragionevole. È stato inoltre raggiunto un accordo che vieta ai produttori di utilizzare clausole contrattuali e tecniche hardware o software per ostacolare le riparazioni. In particolare, non dovrebbero impedire l’uso di pezzi di ricambio di seconda mano o prodotti in 3D da parte di riparatori indipendenti. Niente ostacoli insomma ai pezzi di ricambio non originali.

Sulla piattaforma online europea ci saranno sezioni nazionali attraverso la quale i consumatori di ogni paese dell’UE potranno trovare officine di riparazione locali, venditori di beni ricondizionati, acquirenti di articoli difettosi o iniziative quali repair cafes.

I negoziatori hanno concordato che ogni Stato membro dovrà introdurre almeno una misura per promuovere la riparazione, come voucher e fondi per la riparazione, campagne di informazione, corsi di riparazione o sostegno per spazi di riparazione gestiti dalla comunità, o in linea con le norme esistenti sulla tassazione, una riduzione dell’aliquota IVA sui servizi di riparazione.


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