Di fronte ai numeri sulla diffusione dell’HIV, della tubercolosi e della resistenza agli antibiotici c’è poco da stare tranquilli e bisogna agire al più presto a livello europeo e transfrontaliero. I deputati del Parlamento europeo hanno chiesto alla Commissione – con una risoluzione approvata per alzata di mano – di sviluppare un programma europeo a lungo termine per affrontare l’aumento delle epidemie di HIV/Aids, di tubercolosi e di epatite C.

Di quali numeri si sta parlando? Nel 2015 in 31 paesi dell’area europea sono stati segnalati circa 30 mila nuovi casi di infezione da HIV; secondo il Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), 1 persona su 7 affetta da HIV non sa di essere sieropositiva; prima di arrivare dall’infezione alla diagnosi passano in media quattro anni. Ci sono circa 120 mila persone in Europa che hanno sviluppato una forma di tubercolosi multi farmaco resistente e per il 2050, dei 10 milioni di decessi stimati nell’UE ogni anno e attribuiti alla resistenza ai farmaci, circa un quarto sarà dovuto a ceppi di TBC resistenti ai farmaci. Di fronte a questo panorama, il Parlamento Ue ritiene necessari “programmi armonizzati di sorveglianza delle infezioni per individuare in modo tempestivo focolai di queste malattie contagiose, valutare l’andamento dell’incidenza della malattia, fornire stime sul carico della malattia e monitorare efficacemente e in tempo reale la sequenza di diagnosi, trattamento e cura”. Il Parlamento chiede agli Stati di facilitare l’accesso a trattamenti innovativi per l’HIV, che rimane ad alta stigmatizzazione sociale, e di rendere i test HIV disponibili gratuitamente per garantire una diagnosi precoce.

L’altro obiettivo indicato dai deputati è quello di eradicare l’epatite virale entro il 2030. Nel caso dell’epatite C, oltre il 90% dei pazienti non presenta sintomi al momento della contrazione della malattia. Non esiste attualmente negli Stati membri un protocollo standardizzato per lo screening e i dati sulle persone affette dalla malattia potrebbero essere sottostimati. Secondo il Parlamento europeo, dunque, la Commissione dovrebbe istituire un piano multidisciplinare finalizzato a standardizzare i protocolli di screening, di controllo e di cura per eradicare l’epatite C nell’UE entro il 2030. L’altra richiesta portata avanti è quella di affrontare l’emergenza rappresentata dall’antibiotico-resistenza.

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