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Oggi la Giornata mondiale della libertà di stampa

Oggi la Giornata della libertà di stampa. Fra bene pubblico e pandemia

Oggi è la Giornata mondiale della libertà di stampa sul tema “l’informazione come bene pubblico”. Ma in pandemia gli ostacoli alla libera informazione sono tanti e il giornalismo, “principale vaccino contro la disinformazione”, è ostacolato in molti paesi, denuncia Reporter senza frontiere

L’informazione come bene pubblico. È il tema della Giornata mondiale della libertà di stampa 2021 che ricorre oggi. L’informazione come bene pubblico, e il valore fondamentale dell’informazione in pandemia, fanno però da contraltare a quanto denunciato qualche giorno fa da Reporter senza frontiere nel report annuale 2021.

Il giornalismo, che rappresenta «il principale vaccino contro la disinformazione», è completamente o parzialmente bloccato nel 73% dei 180 paesi classificati dall’organizzazione.

 

 

 

Informazione come bene pubblico

L’informazione come bene pubblico, tema della Giornata mondiale della libertà di stampa che cade oggi, funziona come invito per ribadire quanto è importante apprezzare «l’informazione come un bene pubblico ed esplorare cosa si può fare nella produzione, distribuzione e ricezione di contenuti per rafforzare il giornalismo e per promuovere la trasparenza e l’empowerment senza lasciare indietro nessuno – si legge sulla pagina dedicata delle Nazioni Unite – Il tema è di urgente rilevanza per tutti i paesi del mondo. Riconosce il cambiamento del sistema di comunicazione che sta influenzando la nostra salute, i nostri diritti umani, le democrazie e lo sviluppo sostenibile».

“Giornalismo vaccino contro la disinformazione”

In pandemia serve un’informazione rigorosa, competente, che abbia accesso ai dati e alle storie.

Secondo l’ultimo rapporto di Reporter senza frontiere, pubblicato qualche giorno fa, in oltre 130 paesi del mondo (sui 180 monitorati) l’esercizio del giornalismo è «completamente o parzialmente bloccato».

«Il giornalismo, che è senza dubbio il miglior vaccino contro il virus della disinformazione, è totalmente bloccato o gravemente ostacolato in 73 paesi e limitato in altri 59, che insieme rappresentano il 73% dei paesi valutati».

Sono paesi che hanno un ambiente di volta in volta considerato “pessimo”, “cattivo” o “problematico” in relazione alla libertà di stampa. I dati di Reporter senza frontiere mostrano poi un «drammatico deterioramento nell’accesso delle persone alle informazioni e un aumento degli ostacoli alla copertura delle notizie. La pandemia di coronavirus è stata utilizzata come motivo per bloccare l’accesso dei giornalisti alle fonti di informazione e ai resoconti sul campo».

Ma le difficoltà di accesso agli atti e ai dati si accompagna anche a un altro problema: la mancanza di fiducia verso il giornalismo e i giornalisti da parte dell’opinione pubblica.

Un barometro dell’Edelman Trust del 2021, dice ancora Reporter senza frontiere, «rivela un livello preoccupante di sfiducia del pubblico nei confronti dei giornalisti, con il 59% degli intervistati in 28 paesi che afferma che i giornalisti cercano deliberatamente di fuorviare il pubblico segnalando informazioni che sanno essere false».

Quando invece sono proprio il pluralismo informativo e il racconto rigoroso strumenti fondamentali contro l’infodemia e la disinformazione.

 

reporter giornalismo

 

Libertà di stampa, Italia indietro

L’Italia si pone al 41mo posto nella classifica mondiale della libertà di stampa, ultima in Europa e con una ventina di giornalisti sotto scorta a causa di minacce, intimidazioni e attacchi soprattutto da parte di organizzazioni criminali e reti mafiose.

L’analisi di Reporter senza frontiere sottolinea che anche in Italia in pandemia l’accesso ai dati è stato più difficile per tutti i media nazionali.

«Ma il problema principale per i giornalisti italiani – aggiunge RFS – sono stati i negazionisti del coronavirus – una schiera eterogenea che include guerriglieri urbani, attivisti “no mask”, neofascisti, teppisti, “ribelli” e infiltrati della criminalità organizzata – che spesso hanno minacciato e attaccato fisicamente i giornalisti, specialmente quelli che hanno coperto le ondate di proteste a ottobre e novembre 2020».

Oggi, in occasione della Giornata della libertà di stampa, i rappresentanti della FNSI (Federazione nazionale stampa italiana) incontreranno il presidente della Camera Roberto Fico.

«Domani (oggi, ndr) porteremo al presidente della Camera Roberto Fico il dossier sui giornalisti intercettati dalla procura di Trapani, sui cronisti minacciati, sulle querele bavaglio e sull’equo compenso degli ultimi, perché non è possibile che ci siano giornalisti che guadagnano cinque euro lavorando in contesti di pericolo e precarietà». Così il presidente della Federazione nazionale della Stampa italiana, Giuseppe Giulietti, in occasione della manifestazione organizzata ieri a Trento alla vigilia della Giornata mondiale della libertà stampa e dedicata all’importanza della libera informazione e dell’articolo 21 della Costituzione.

Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

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