Modifiche agli abbonamenti, Movimento Consumatori diffida Dazn (fonte foto: pexels-pixabay)

Il Movimento Consumatori diffida Dazn. Le modifiche agli abbonamenti sono vessatorie e illegittime, dice l’associazione, che annuncia poi azioni collettive inibitorie e risarcitorie a tutela dei consumatori se Dazn non rinuncerà alle modifiche, considerate un comportamento illegittimo perché non legato a un giustificato  motivo.

Le nuove tariffe di Dazn

Così l’associazione interviene sulla questione delle modifiche apportate da Dazn ad abbonamenti e tariffe, che porteranno di fatto a un aumento. Dazn prevede due offerte di abbonamento dalla prossima stagione calcistica. Quella standard sarà di 29,99 euro al mese, quella “Plus” costerà invece 39,99 euro al mese. Alla scadenza della promozione a 19,99 euro al mese, ha comunicato la piattaforma, il prezzo dell’abbonamento si rinnoverà salvo disdetta alle nuove condizioni di utilizzo a 29,99 euro al mese. Da settembre 2022 si potrà scegliere il piano di abbonamento Dazn Plus al costo di 39,99 euro al mese che “ti permetterà di registrare fino a sei dispositivi e guardare i nostri contenuti in contemporanea da due dispositivi tra quelli registrati anche se non connessi alla rete internet della tua abitazione”.

 

Dazn, aumentano le tariffe (fonte immagine: pixabay)

 

MC diffida Dazn: ecco perchè

Oggi Movimento Consumatori ha diffidato Dazn a interrompere l’adozione di alcune modifiche alle condizioni di utilizzo e alla Carta servizi dei suoi abbonamenti, che entreranno in vigore a partire dal 2 agosto 2022.

Queste modifiche, spiega l’associazione, permetteranno a Dazn di:

–   cambiare a suo piacimento le caratteristiche tecniche, le regole di fruizione e l’ammontare del corrispettivo del servizio di videostreaming, senza fornire un giustificato motivo nel caso in cui le modifiche siano a svantaggio dell’utente;

–       ridurre la possibilità per il consumatore di fruire dei contenuti presenti sulla piattaforma, utilizzando contemporaneamente tutti i dispositivi associati al proprio account (che, comunque, non possono essere più di 2), se i devices impiegati non sono agganciati alla stessa rete Internet domestica;

–       escludere dall’abbonamento (o includerlo, ma eventualmente anche dietro pagamento di un corrispettivo aggiuntivo) il servizio di backup, che consente agli utenti, residenti in zone con maggiori limiti infrastrutturali e minor possibilità di accesso alla rete Internet (aree bianche), di recuperare buona parte dei contenuti trasmessi dalla piattaforma, mediante un semplice decoder del segnale digitale terreste (DTT).

Dazn, intima MC, deve anche interrompere la diffusione di messaggi promozionali di offerte collegate a queste variazioni, compresa Dazn Plus. E deve informare i propri abbonati dell’inefficacia di qualunque modifica di tutte le condizioni originariamente pattuite, mediante avvisi pubblicati sul suo sito web, sui suoi canali social e inviati individualmente a ciascun cliente.

Modifiche del contratto Dazn, MC: sono illegittime

«La variazione unilaterale delle condizioni contrattuali di Dazn – affermano Paolo Fiorio e Corrado Pinna del servizio legale nazionale MC – è un’operazione illegittima e commercialmente scorretta, poiché, nelle comunicazioni inviate agli abbonati, non si ravvisa alcuna ragione per introdurre questi cambiamenti. Come recentemente affermato anche dal Consiglio di Stato, l’esercizio da parte di un professionista del diritto alla modifica unilaterale del contratto (ius variandi) è condizionato alla sussistenza di un giustificato motivo, che deve essere indicato nel contratto».

Inoltre, proseguono i due legali, «con lo switch dalle vecchie alle nuove norme il prezzo mensile dell’abbonamento base, pur rimanendo di 29,99 euro, se parametrato ai servizi garantiti dal nuovo contratto inferiori rispetto al passato, risulterà maggiore rispetto a quello attuale. Senza contare che, per poter beneficiare del servizio di backup in DTT, gli utenti in area bianca dovranno sottoscrivere la versione PLUS dell’abbonamento, spendendo 10 euro al mese in più».


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