Mancano i centri dialisi vacanza, allarme dei medici: pazienti a rischio (fonte foto: pexels-karolina-grabowska)

C’è una drammatica mancanza di posti dialisi vacanza. I pazienti sono a rischio e denunciano: “siamo agli arresti domiciliari”. È l’allarme lanciato oggi dalla Società italiana di nefrologia (SIN) sulle attività nefrologiche al collasso. Sono sospesi i programmi di dialisi estiva, mancano infermieri e specialisti e oltre la metà dei pazienti dializzati sarà costretto a casa. Ci sono intere regioni che non sono accessibili a chi deve fare la dialisi e si sposta per lavoro, per famiglia o per turismo.

“Drammatica mancanza di posti dialisi vacanza per chi si sposta”

«Garantire la continuità delle terapie salvavita ai pazienti dializzati è un diritto fondamentale che mai come quest’anno sembra essere negato».

È l’allarme della Società Italiana di Nefrologia (SIN) sulla drammatica mancanza di posti dialisi vacanza per i pazienti che si spostano sul territorio per i soggiorni estivi. Quest’anno la situazione è ancora più drammatica.

Due anni di Covid, dice la SIN, «hanno ridotto il Servizio Sanitario Nazionale allo stremo, sottodimensionato nel personale infermieristico e medico, e hanno colpito con particolare ferocia i pazienti dializzati che costretti a trascorrere ore e ore in ospedale anche nei mesi del picco pandemico, hanno pagato un pegno più alto al virus, con una mortalità dieci volte superiore a quella della popolazione generale».

«Quest’anno – spiega Piergiorgio Messa, Presidente SIN – Società Italiana di Nefrologia e Professore Ordinario di Nefrologia all’Università degli Studi di Milano – il Paese non è in grado di garantire ai non residenti l’erogazione dei trattamenti dialitici nella maggior parte delle Regioni – persino in quelle storicamente attive in questo senso. La mancanza di personale specializzato, cui si è aggiunta l’emergenza posti letto che abbiamo dovuto fronteggiare per prestare assistenza ai rifugiati provenienti dalle zone di guerra, ha portato a un’esacerbazione delle strutture nefrologiche».

 

grafico sin
SIN Centri dialisi vacanza 2022

 

 

Regioni scoperte e impossibili da raggiungere

Sono scoperte, del tutto o in parte, regioni come la Liguria, la Sardegna e la Campania, che sono anche molto gettonate per il turismo. Non ci sarà servizio per turisti e per le persone che si muovono per motivi lavorativi o familiari. Fra le Regioni virtuose ci sono invece l’Emilia Romagna, il Lazio, le Marche.

«Siamo passati da una copertura praticamente del 100% delle richieste – anche se non mancavano ritardi e difficoltà – in epoca pre-Covid – spiega Giuseppe Vanacore, Presidente ANED – Associazione Nazionale Emodializzati, Dialisi e Trapianto – ad avere centri dialisi vacanza insufficienti a coprire oltre metà della popolazione dei dializzati. Vi sono località oramai impossibili da raggiungere come la Sardegna, in altre realtà in passato virtuose, assistiamo alla drastica cancellazione di buona parte delle diponibilità come in FVG».

I problemi riguardano la mancata erogazione della dialisi. E non solo. Oltre ai programmi di dialisi estiva sospesi, la diffusa carenza di organico di infermieri e specialisti nefrologi incide negativamente sulla capacità di mantenere in funzione anche i Centri di Assistenza Limitata (CAL) deputati all’erogazione delle prestazioni di dialisi. E così molti pazienti sono costretti a spostarsi anche decine di chilometri.

Estate, i rischi per la popolazione fragile

Estate, alte temperature e inquinamento atmosferico sono un fattore di peggioramento per i pazienti nefropatici e non solo. Nella popolazione generale aumenta il rischio di malattie renali – specie nei soggetti predisposti o fragili (diabetici, ipertesi, persone obese o in sovrappeso, anziani) – e si moltiplicano le possibilità di sviluppare calcoli urinari. La SIN suggerisce alcune indicazioni per limitare i rischi.

Per fronteggiare il caldo, evitare un peggioramento della funzione renale nei pazienti nefropatici e accelerare lo sviluppo di malattia renale cronica nelle persone predisposte, è necessario compensare la perdita di liquidi e sali bevendo almeno 1.5-2 litri di acqua al giorno, da aumentare in caso di sudorazione profusa o esposizione a climi caldi e molto ventilati.

È importante inoltre reintegrare, seppur moderatamente, la quantità di sale che viene fisiologicamente persa in caso di abbondante sudorazione, ad eccezione dei casi di soggetti con pressione arteriosa elevata. Si consiglia inoltre ai pazienti di continuare a seguire un’alimentazione povera di proteine animali.

«Oltre alle bevande contenenti zuccheri o additivi, è necessario – conclude Messa – ridurre al minimo il consumo di alcol che in quantità elevate può compromettere la funzione renale. Proprio in estate, quando si moltiplicano le occasioni conviviali, aumenta il consumo di bevande alcoliche, con un effetto diuretico che può alterare l’equilibrio di sostanze come sodio, potassio, calcio e fosfati. L’alcol può poi con effetti diretti e indiretti aumentare la pressione arteriosa, uno dei più noti fattori di rischio per la malattia renale cronica».

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