Viene proibita la messa in onda dei film vietati ai minori di 18 anni. Quelli vietati ai minori di 14 anni potranno andare in onda solo fra le 23 e le 7 del mattino oppure con l’uso di parental control. E tutte le emittenti dovranno contribuire alla realizzazione di opere italiane con una piccola quota del fatturato. I provvedimenti sono contenuti in un decreto sulle attività televisive, approvato oggi dal Consiglio dei Ministri, che modifica il Testo Unico dei media audiovisivi e radiofonici, recependo i rilievi della Commissione europea, applicando i criteri suggeriti dal Comitato per la tutela dei minori e distinguendo la diversità fra il regime delle trasmissioni in chiaro e a pagamento da quello delle trasmissioni a richiesta.
Il provvedimento, spiega una nota del Ministero dello Sviluppo economico, “integra e rafforza la tutela dei minori per quanto riguarda la trasmissione e la fruizione di contenuti attraverso tutte le emittenti radiotelevisive”. La nuova normativa proibisce la messa in onda di film classificati come “vietati ai minori di 18 anni” e di programmi considerati gravemente nocivi dello sviluppo psicofisico dei minori, che potranno invece essere fruiti solo ed esclusivamente mediante servizi a richiesta dell’utente, purché dotati di tutele, quali il parental control e il servizio di avvertenza tramite bollino rosso. I film vietati ai minori di 14 anni e tutti gli altri programmi ritenuti nocivi dello sviluppo psicofisico dei bambini potranno andare in onda solo fra le 23.00 e le 7.00 del mattino, oppure con l’uso obbligatorio di un parental control. In entrambi i casi dovrà sempre essere presente il bollino rosso. A individuare i criteri per definire i contenuti non adatti ai minori sarà l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, sulla scorta della normativa europea.
Nel provvedimento è inoltre prevista una norma per cui tutte le emittenti devono contribuire, con una piccola quota del fatturato, alla realizzazione di film di espressione originale italiana.

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