Telemarketing selvaggio e decreto bollette (Foto Ksenia Kartasheva per Pexels)

Le associazioni dei consumatori chiedono di correggere le distorsioni sul telemarketing, approvando gli emendamenti che vietano le telefonate commerciali non richieste non solo nel settore dell’energia e del gas ma anche nelle telecomunicazioni. Una serie di emendamenti al decreto bollette punta infatti a estendere alle telecomunicazioni i vincoli sul telemarketing decisi nel settore dell’energia. In un contesto di offerte sempre più convergenti fra energia e telecomunicazioni, e di aziende che si sono trasformate in multiutility, l’applicazione delle regole al solo settore dell’energia comporterebbe distorsioni di mercato e un quadro regolatorio non omogeneo.

Correggere le criticità sul telemarketing

Adiconsum chiede così di approvare l’emendamento 15.0.9 riformulato al DL Fiscale (AS1852), promosso trasversalmente da tutte le forze politiche, per correggere le criticità della disciplina sul teleselling introdotta dal Decreto Bollette.

“L’obiettivo di contrastare il telemarketing aggressivo – spiega l’associazione – è pienamente condivisibile, ma la norma prevista dal 19 giugno 2026 interviene solo sul settore energia, creando una disparità tra operatori in mercati ormai integrati tra energia e telecomunicazioni”.

L’emendamento presentato vuole “ripristinare il principio di parità competitiva tra gli operatori del mercato energetico e quelli delle telecomunicazioni”.

Il decreto bollette prevede infatti il divieto delle attività di telemarketing finalizzate alla promozione e conclusione di contratti di fornitura di energia elettrica e gas, fatta eccezione per i casi in cui vi sia un consenso esplicito del consumatore o una richiesta diretta da parte da parte di quest’ultimo. Questo però, per come è stato formulato, si applicherebbe solo al settore dell’energia, col risultato di avere distorsioni in un mercato caratterizzato da operatori che propongono offerte sia di energia sia di telecomunicazioni.

In sostanza, non impedirebbe ai player dell’energia di contattare i consumatori per proporre contratti di telecomunicazione, mentre impedirebbe alle società di tlc di proporre offerte integrate (energia e connettività). La correzione proposta estenderebbe dunque le nuove norme sul telemarketing (secondo la legge, “sollecitazioni commerciali per telefono”) anche ai servizi di telecomunicazione, garantendo dunque regole omogenee.

“Servono regole omogenee”

“Una tutela efficace dei consumatori non può variare da un settore all’altro – commenta Adiconsum – Servono regole omogenee, chiare e coerenti, capaci di prevenire gli abusi senza generare distorsioni concorrenziali. L’emendamento 15.0.9 riformulato va in questa direzione, perché consente di rafforzare concretamente la protezione dei cittadini garantendo maggiore equilibrio, trasparenza e uniformità delle regole”. L’associazione chiede inoltre di aprire un tavolo di confronto con le associazioni dei consumatori per “estendere la tutela a tutti i settori e rendere davvero efficace la lotta al telemarketing selvaggio”.

L’Unione Nazionale Consumatori sollecita poi l’unanimità sul provvedimento.

“Chiediamo – afferma il presidente dell’associazione Massimiliano Dona – che tutte le forze politiche votino in modo bipartisan l’emendamento che vieta telefonate commerciali non richieste anche nel settore delle telecomunicazioni”.

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