L’Unione Nazionale Consumatori ha inviato una diffida a Sky chiedendo di non aumentare il costo dell’abbonamento nel momento in cui dovrà tornare, come previsto dalla legge n. 172/2017, alla fatturazione mensile.

Dopo la diffida a WindTre e Fastweb e l’esposto contro Vodafone e Tim all’Antitrust e all’Autorità delle comunicazioni, è la volta, quindi, di Sky.

La società è stata diffidata a dare corretta attuazione alla legge che mirava a “bloccare gli aumenti tariffari imposti dalle compagnie con l’introduzione della fatturazione a 28 giorni, quindi con una mensilità in più”. Ragione per la quale l’effetto “sanante” della norma viene rispettato solo ripristinando la situazione quo ante, ossia la fatturazione con cadenza mensile, senza aumentare dell’8,6% la tariffa.

Inoltre si chiede trasparenza nel comunicare con i clienti, non giustificando eventuali decisioni aziendali come un effetto di quanto disposto dalla legge, con l’avvertimento che, in difetto, l’associazione provvederà a segnalare il caso alle autorità competenti.

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Elena Leoparco
Elena Leoparco
Non sono una nativa digitale ma ho imparato in fretta. Social e tendenze online non smettono mai di stuzzicare la mia curiosità, con un occhio sempre vigile su rischi e pericoli che possono nascondersi nella rete. Una laurea in comunicazione e una in cooperazione internazionale sono la base della mia formazione. Help Consumatori è "casa mia" fin dal praticantato da giornalista, iniziato nel lontano 2012.

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