Adolescenti, ActionAid: a disagio nel proprio corpo (Foto di Mircea Iancu da Pixabay)

Adolescenti, ActionAid: a disagio nel proprio corpo, crescono fra stereotipi e giudizi

ActionAid diffonde l’indagine su affettività e stereotipi di genere fra gli adolescenti. Otto su dieci sono a disagio nel proprio corpo, sei su dieci hanno subito prese in giro per peso, altezza, colore della pelle. Il peso dei social e dei modelli di bellezza irraggiungibili

Otto adolescenti su dieci sono a disagio nel proprio corpo. Sei su dieci hanno subito prese in giro o provocazioni per peso, altezza o colore della pelle. Oltre sette giovani su dieci riconosce che i corpi perfetti e ritoccati proposti online dai social media sono irreali, ma sempre sette su dieci vogliono cambiare il proprio aspetto per apparire all’altezza di standard di bellezza irraggiungibili.

Affettività, sessualità, violenze manifeste o sottili diffuse fra gli adolescenti sono al centro dell’indagine “Affettività e stereotipi di genere. Come gli adolescenti vivono relazioni, genere e identità” condotta da Webboh Lab per ActionAid e realizzata attraverso i fondi 8×1000 dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai.

La ricerca racconta le nuove generazioni e le criticità che affrontano quotidianamente fuori e dentro la scuola. Vi hanno preso parte 14.700 adolescenti tra i 14 e i 19 anni, divisi tra il 51% maschi, il 43% femmine e il 6% di identità fluide, non binarie o alternative, tutti uniti da una forte domanda di ascolto da parte degli adulti.

Giudizi e pregiudizi

Più della metà di loro modifica il modo di vestirsi per paura dei giudizi altrui. Pesa la pressione estetica esercitata dai social media e soprattutto le ragazze sono bersaglio di rigide aspettative.

All’80% degli adolescenti viene detto costantemente quali sono le cose giuste da fare “per essere maschi e femmine”.

Ancora 7 su 10 non sanno a chi rivolgersi per dubbi su sesso e relazioni. Troppo spesso il porno diventa l’unica “scuola” per loro.

“Questa indagine dà una nuova conferma di quanto il giudizio e stereotipi provochino disagio e malessere psicologico – afferma Maria Sole Piccioli, Responsabile Education di ActionAid - Ancora una volta torniamo sui banchi di scuola, senza una riforma organica che introduca l’educazione alla sessualità e all’affettività nelle scuole. Questo Governo e il Ministro Valditara rispondono in modo inopportuno alle richieste di studenti, docenti e società civile con passi indietro come ad esempio con il recente decreto sul consenso informato preventivo dei genitori e l’esclusione di infanzia e primaria da programmi didattici sull’educazione sessuale e affettiva, questioni pedagogicamente inscindibili tra loro”.

Discriminazioni e violenza “onlife”

Oltre il 71% degli adolescenti del campione ha assistito a situazioni di derisione, di discriminazione di una persona per come si veste, si esprime o si muove, perché considerata “troppo femminile” o “troppo maschile”.

L’indagine sottolinea poi che “negli ultimi anni, la violenza è diventata ancora più “invisibile”. In molti casi perché si è spostata online, assumendo caratteristiche che la rendono ancora più complessa da riconoscere, gestire e prevenire. La violenza perpetrata nello spazio online e agita tramite le nuove tecnologie spesso affonda le sue radici in forme di discriminazione e disuguaglianza presenti nel mondo offline e deriva, anch’essa, dalle profonde disuguaglianze di genere prodotte da un sistema patriarcale”.

Le violenze nella vita reale e nello spazio digitale si sovrappongono e si rafforzano, sono “onlife”, non hanno confine chiaro fra dimensione online e offline. Per gli adolescenti “ciò che si vive nella cornice digitale è reale, comprese le conseguenze emotive” .

I profili degli adolescenti

Allo stesso tempo tra i più giovani c’è crescente consapevolezza critica verso i modelli di genere rigidi e giudicanti che gli vengono imposti anche online.

L’indagine individua cinque profili di adolescenti, da quelli che si pongono contro gli stereotipi e pronti ad accogliere la parità di genere in modo attivo ed empatico a quanti finiscono per riprodurre a livello personale gli stereotipi di genere, fino ad arrivare a un gruppo problematico che finisce per giustificare la violenza come forma d’amore, colpevolizzando le vittime e negando la possibilità del cambiamento, “a riprova – spiega l’indagine – di come il sessismo interiorizzato sia ancora presente anche tra i più giovani”.

L’educazione alla sessualità è urgente

ActionAid torna dunque a sottolineare l’urgenza dell’educazione alla sessualità nelle scuole, fatta da esperti indipendenti.

Gli adolescenti hanno bisogno di parlare di sessualità e affettività. In questi percorsi vorrebbero parlare di consenso e piacere (32,2%); avere una guida su come costruire relazioni positive (25,3%); un percorso su orientamenti sessuali e identità di genere” (16,5%). C’è poi in loro la richiesta di informazioni su malattie sessualmente trasmissibili (9,8%) e per ultimo una riflessione sugli aspetti biologici della sessualità (5,4%).

Queste informazioni dovrebbero arrivare da esperti sul tema (educatori, psicologi, medici) che dovrebbero entrare nelle scuole per fare formazione (48,2%), affiancati da persone che hanno vissuto esperienze personali su questi temi (42,2%).

Oltre la metà dei partecipanti al sondaggio dichiara di non sapere a chi rivolgersi nel caso di dubbi su sesso e relazioni, pur riconoscendo l’utilità dei consultori. È il porno a dare risposte per mancanza di alternative sicure. Circa 7 su 10 riconoscono che il porno influenza negativamente l’immaginario su relazioni e consenso.

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