Arbitro bancario finanziario, Bankitalia: aumentano i ricorsi sulla cessione del quinto dello stipendio (Foto di Photo Mix da Pixabay)

Aumenta il contenzioso che riguarda la cessione del quinto dello stipendio mentre, su oltre 15 mila ricorsi presentati all’Arbitro bancario finanziario (Abf) quasi la metà è stato favorevole al cliente e il 14% si è concluso con un accordo fra le parti. In tema invece di esposti, oltre 11 mila, questi sono in aumento del 21% soprattutto per problemi che riguardano la rinegoziazione dei mutui in relazione alle dinamiche dei tassi di interesse e al blocco dell’operatività su rapporti di conto corrente.

Sono alcuni dei dati che emergono dalla Relazione annuale sull’attività dell’Abf, Arbitro bancario finanziario, e sugli esposti dei clienti di banche e finanziarie riferiti al 2023, pubblicate oggi dalla Banca d’Italia.

Arbitro bancario finanziario, oltre 15 mila ricorsi, più 2%

Nel 2023 l’attività dell’Arbitro bancario finanziario evidenzia che, su oltre 15.800 ricorsi presentati (il 2 per cento in più rispetto al 2022), sono aumentati quelli sulla cessione del quinto dello stipendio, la cui quota è tornata a rappresentare una parte significativa del totale, mentre sono risultati in netto calo quelli sui buoni fruttiferi postali. I ricorsi in materia di servizi e strumenti di pagamento sono leggermente diminuiti, pur continuando a costituire una quota rilevante del contenzioso.

Le decisioni dei Collegi sono state oltre 15 mila e nel 48% dei casi l’esito è stato favorevole ai clienti con l’accoglimento totale o parziale delle richieste (era il 34% nel 2022; l’aumento di questo dato rispetto all’anno precedente è riconducibile prevalentemente al contenzioso relativo alla cessione del quinto). Per il 14% dei ricorsi è intervenuta la cessazione della materia del contendere a seguito dell’accordo intervenuto tra le parti; nei restanti casi il Collegio ha respinto le istanze in quanto ritenute infondate.

Nel 2023 sono stati riconosciuti alla clientela 17,3 milioni di euro di cui 12,3 già restituiti (nel 2022 erano stati rispettivamente 19,6 e 17,3 milioni). Il tasso di adesione degli intermediari alle decisioni dell’ABF resta elevato (74%, 81 nel 2022). La procedura presso l’ABF dura in media 118 giorni, in calo, e il dato è al di sotto dei 180 giorni previsti dalla normativa, termine entro il quale si è concluso il 96 per cento dei procedimenti

Esposti, aumento del 21%

Con riferimento alla gestione degli esposti, nel 2023 la Banca d’Italia ha ricevuto oltre 11.200 esposti privatistici, il 21% in più rispetto al 2022.

L’aumento, spiega Bankitalia, è in particolare dovuto ai problemi con la rinegoziazione dei mutui in relazione alle dinamiche dei tassi di interesse e al blocco dell’operatività su rapporti di conto corrente (in seguito a vicende successorie e a pignoramenti). Hanno un ruolo anche le lamentele connesse con l’estinzione anticipata dei contratti di credito ai consumatori e quelle inerenti alle operazioni di cessione dei crediti di natura fiscale riconducibili al Superbonus 110.

Nel 2023 il 50% delle lamentele (escluse quelle estranee alla competenza della Banca d’Italia) si è concluso con un esito (in tutto o in parte) favorevole al cliente. Il tempo medio di risposta agli esponenti da parte della Banca d’Italia è molto contenuto: pari a 15 giorni.

Ma su quali argomenti arrivano gli esposti?

Le segnalazioni legate alle richieste di finanziamento hanno continuato a rappresentare la quota più rilevante, pari al 35% del totale. Il 17% degli esposti è relativo a strumenti e servizi di pagamento (il 20% in più nel confronto con l’anno precedente). Tra questi, le segnalazioni di truffe sono aumentate dell’11% rispetto al 2022 e hanno riguardato perlopiù ipotesi di furto delle credenziali di accesso al conto e dei codici di autenticazione delle operazioni di pagamento.

Bankitalia sottolinea inoltre che nel 2023 “è proseguito il confronto con le associazioni dei consumatori, realizzato attraverso incontri bilaterali e riunioni plenarie, che ha contribuito ad arricchire il patrimonio informativo a disposizione della Vigilanza e a orientare meglio le iniziative di educazione finanziaria. Inoltre, in collaborazione con le associazioni dei consumatori la Banca d’Italia ha lanciato la campagna di sensibilizzazione “Occhio alle truffe!” per contrastare le frodi nei pagamenti digitali con l’obiettivo di aiutare la clientela bancaria e finanziaria a riconoscere le truffe più insidiose e a utilizzare gli strumenti di tutela messi a disposizione della Banca d’Italia per difendersi”.

UNC: dati preoccupanti con luci e ombre

Aumento dei ricorsi e andamento del contenzioso, secondo la relazione di Bankitalia, suscitano l’attenzione dell’Unione Nazionale Consumatori che parla di dati preoccupanti, seppur con luci e ombre.

Spiega il presidente dell’associazione Massimiliano Dona: «Bene, ad esempio, che siano diminuite del 6% le controversie sugli utilizzi fraudolenti di carte, bonifici e conti correnti, pur rappresentando ancora il 30 per cento del totale. Un indice sia del maggiore impegno per contrastare le nuove frodi informatiche sempre più sofisticate, phishing, spoofing, smishing e vishing, sia della sempre maggiore attenzione e consapevolezza del consumatore, ottenuta grazie alle campagne informative, anche delle associazioni di consumatori».

«Grave e negativo, invece, il rialzo del 64%, rispetto al 2022, del contenzioso in materia di cessione del quinto dello stipendio – prosegue Dona – Non si capisce perché per riconoscere il proprio sacrosanto diritto di riavere tutti i soldi, escluse imposte, in caso di estinzione anticipata di un contratto di credito, si debba intraprendere una battaglia e presentare ricorso. Se un fornitore non consegna i beni o li consegna difettosi il cliente deve poter risolvere il rapporto di credito, previa messa in mora del venditore. In caso di risoluzione l’intermediario deve rimborsare le rate e le altre somme già pagate, senza se e senza ma!».


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