Domani si riunisce la Commissione di allerta rapida sui prezzi (Foto Pixabay)
Carburanti alle stelle, domani la Commissione di allerta rapida sui prezzi
Domani ci saranno al Mimit sui riunioni della Commissione di allerta rapida sui prezzi. Focus sui carburanti e sull’inflazione
Torna la Commissione di allerta rapida sui prezzi. Con i carburanti alle stelle a causa dell’escalation in Medio Oriente, la chiusura dello Stretto di Hormuz e le turbolenze sui mercati internazionali dell’energia, il Garante per la sorveglianza dei prezzi presso il Ministero delle imprese e del Made in Italy ha convocato per domani, 6 marzo, due riunioni della Commissione di allerta rapida.
Domani due riunioni della Commissione di allerta rapida sui prezzi
Già da lunedì, su indicazione del ministro Adolfo Urso, era stato potenziato il monitoraggio del Garante dei prezzi lungo tutta la filiera dei carburanti, con particolare riferimento ai listini consigliati dalle compagnie, ai margini di distribuzione e ai prezzi alla pompa. I primi esiti sono stati trasmessi alla Guardia di Finanza. Il Garante ha poi chiesto alle compagnie petrolifere chiarimenti sui cambiamenti di prezzo e soprattutto sul rapido adeguamento al rialzo dei listini di benzina e gasolio. Da quando infatti è scoppiata la guerra in Medio Oriente sono partiti gli aumenti sulla rete dei carburanti, che fanno temere un’escalation su tutti i prezzi dell’energia.
Domani le riunioni saranno due. La prima sarà alle ore 9.30 e sarà dedicata all’andamento dei mercati energetici, con particolare riferimento ai prodotti petroliferi e ai carburanti. La seconda, subito dopo alle 11.30, si concentrerà sulle possibili ricadute sull’inflazione, sul carrello della spesa e sul settore agroalimentare.
UNC: “Servono soldi”
Naturalmente non basterà, commenta l’Unione Nazionale Consumatori.
«Va sempre bene potenziare il monitoraggio del Garante dei prezzi lungo tutta la filiera dei carburanti o analizzare le possibili ricadute sull’inflazione, ma è di tutta evidenza che le chiacchiere non bastano, servono soldi», afferma il presidente dell’associazione Massimiliano Dona. Per Dona infatti «il rischio che le bollette decollino è concreto e questo avrà inevitabili effetti sull’inflazione già in crescita, sia come effetto diretto, visto che bollette della luce e del gas e i carburanti sono nel paniere Istat, sia, con tempistiche più lunghe, come effetto indiretto, essendo l’energia e i carburanti un costo, rispettivamente, di produzione e di distribuzione di tutte le imprese che prima poi trasleranno questi rincari sui prezzi finali per i consumatori, così come accaduto dopo l’invasione dell’Ucraina».
Fermare subito i rialzi dell’energia
“Sono pronta ad aumentare le tasse ad aziende che dovessero speculare sulle bollette”, ha detto intanto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni al programma radiofonico “Non stop news”, su Rtl 102.5. Una dichiarazione subito ripresa dall’UNC che sottolinea come in questi casi i tempi siano tutto e che servono «interventi immediati e soldi»
«La tempistica è tutto in questi casi: vanno bloccati sul nascere i rialzi dei carburanti e dell’energia prima che si inneschi il meccanismo di trasmissione sui prezzi alimentari, altrimenti se parte la reazione a catena lungo la filiera siamo spacciati – sottolinea Dona – Per questo vanno immediatamente abbassate le accise sui carburanti e, entro la fine di marzo, prima delle bollette di aprile, azzerati gli oneri di sistema di luce e gas. Va spenta subito la miccia che potrebbe dar fuoco ai prezzi, altrimenti il fuoco diventerà incontrollabile. Il timing in questi casi è fondamentale. Quanto alle tasse ex post agli speculatori non ci crediamo più, inoltre il problema è impedire ex ante le speculazioni non tassarle ex post».

