Caso spyware, Garante Privacy: no all’uso dei software spia fuori dalle regole (Foto Pixabay)

Caso spyware, Garante Privacy: no all’uso dei software spia fuori dalle regole

Caso spyware e spionaggio ai danni di giornalisti e attivisti, Garante Privacy: “Le intercettazioni di comunicazioni elettroniche che non rientrano nelle finalità di sicurezza della Repubblica e di prevenzione, indagine, accertamento e perseguimento di reati, devono rispettare la normativa in materia di protezione dei dati personali

No all’uso dei software spia fuori dalle regole. A ribadire il concetto, se mai ce ne fosse bisogno, è il Garante per la protezione dei dati personali che rivolge un avvertimento a tutti coloro che dovessero usare lo spyware “Graphite”, della società israeliana Paragon Solutions ltd, o sistemi analoghi, o dovessero utilizzare le informazioni raccolte tramite questi software. Queste attività, svolte al di fuori degli usi consentiti dalla legge, violano il Codice privacy e possono comportare l’applicazione di una sanzione amministrativa fino a 20 milioni di euro o al 4% del fatturato.

Caso spyware, spionaggio contro giornalisti e attivisti

Il caso è scottante perché riguarda lo scandalo emerso in questi giorni, con giornalisti e attivisti (fra questi il direttore di Fanpage Francesco Cancellato e Luca Casarini,  fondatore della ong Mediterranea Saving Humans) che sono stati spiati dal software spia di un’azienda nata in Israele, ora acquistata da un fondo con sede negli Stati Uniti d’America, che si chiama Paragon Solutions.

Secondo quanto emerso dalla stampa, il software è disponibile solo ad autorità governative, in Italia a una struttura di intelligence e a una di polizia. Ma la società ha rescisso il contratto con l’Italia per violazione dei termini di servizio e del quadro etico previsto dopo la notizia dell’azione di spionaggio, rimasta ad oggi senza responsabili.

Il Garante Privacy oggi, “a seguito di notizie di stampa e delle segnalazioni di alcuni cittadini preoccupati del possibile indiscriminato utilizzo degli spyware”, ha diramato una nota in cui ribadisce che “le intercettazioni di comunicazioni elettroniche che non rientrano nelle finalità di sicurezza della Repubblica e di prevenzione, indagine, accertamento e perseguimento di reati, devono rispettare la normativa in materia di protezione dei dati personali”.

Il Garante si riserva “ogni ulteriore attività volta all’individuazione degli autori delle condotte messe in atto tramite gli spyware in violazione del norme sulla privacy”.

Parliamone ;-)