Consumi fuori casa, i bar nel 2025 (Foto Pixabay)

Il bar come punto di ritrovo sociale e centro dei consumi fuori casa. La rete dei bar italiani conta quasi 6 miliardi di visite nel 2025, dalla colazione all’aperitivo fino al dopocena, per un valore di mercato di quasi 24 miliardi di euro e uno scontrino medio che invece si ferma poco sopra i 4 euro.

Il bar è uno dei luoghi dove si radicano le abitudini e i momenti di condivisione e pausa degli italiani, secondo il report presentato da nei giorni scorsi da Fipe-Confcommercio a SIGEP 2026  nella tavola rotonda “Il futuro del bar italiano (e prospettive per il 2026)”. Fino a domani si svolge la manifestazione di Italian Exhibition che riunisce produzione, tecnologie, e mercati del fuoricasa mettendo insieme le filiere di gelato, pasticceria, cioccolato, caffè, panificazione e pizza.

I bar in Italia

Il settore dei bar, ha evidenziato l’analisi di Fipe, genera quasi 6 miliardi di visite nel 2025 e un valore di mercato di 23,8 miliardi di euro. Oltre 152 mila i bar presenti sul territorio nazionale, un’attività aperta in media 14 ore al giorno e spesso sette giorni su sette, con un tessuto imprenditoriale fatto soprattutto di piccole imprese radicate nei quartieri e nelle città, a trazione familiare: 148.830 bar su 152.650 sono attività indipendenti, mentre solo 3.820 appartengono a catene.

Il bar è centrale nello spazio urbano e nella dinamica dei consumi fuori casa, in un contesto non privo di fragilità: a cinque anni dall’apertura, il tasso di sopravvivenza delle imprese è del 53%. 

Quando si va al bar

La distribuzione delle visite nei bar, che siano nelle grandi città o nei piccoli borghi, è centrale la mattina (per caffè e colazione) ma si distribuisce poi per tutta la giornata.

Il 44% delle visite è legato alla colazione, il 29% alle pause, il 14% all’aperitivo, il 6% al pranzo, il 3% alla cena e il 4% al dopocena. Lo scontrino medio si attesta su 4,20 euro.

Ha detto Lino Enrico Stoppani, presidente di Fipe-Confcommercio: “Il 2026 dovrà essere l’anno in cui il sistema del fuoricasa saprà trovare un nuovo punto di equilibrio tra sostenibilità economica, qualità dell’offerta e capacità di intercettare abitudini di consumo in rapido cambiamento. Bar, gelaterie e pasticcerie non sono solo attività economiche, ma presìdi di socialità, identità e attrattività turistica: valorizzarli significa investire su un patrimonio che rende unico il nostro Paese, come ha dimostrato il riconoscimento UNESCO per la cucina italiana, e che può continuare a generare valore per imprese, lavoratori e territori”.

Fuori casa, consumatori e incertezze

Secondo l’evento ‘Stato dell’arte dei consumi fuori casa in Italia’ organizzato da Circana sempre a Sigep World, le visite del fuori casa, di chi attraversa la porta di un qualunque esercizio pubblico, sono ancora sotto i livelli pre-pandemia del 2019 e si attestano a 15 miliardi, -4,2%) ma la spesa complessiva cresce (71 miliardi, +12%) con un prezzo medio dello scontrino di 4,74 euro (+17%).

Il consumatore è entrato nel 2026 con margini di spesa compressi a causa dei bassi stipendi, dei rincari sui beni essenziali e dell’incertezza geopolitica che desta non poca preoccupazione. Così la metà (51%) degli intervistati ritiene che ad esempio che i dazi faranno crescere ancora i prezzi nei ristoranti. Sulle aspettative economiche, a ottobre 2025, solo il 28% si dichiara ottimista sulla situazione finanziaria nei prossimi sei mesi con una quota di ‘pessimisti’ del 22%. Questa tendenza incide nella vita quotidiana: il 65% ritiene che i prezzi siano aumentati troppo e il 36% afferma di frequentare meno i ristoranti a fronte di un 11% che non cambia le decisioni di consumo. Anche nel carrello fuori casa si vedono rinunce mirate, il 38% cerca promozioni, diminuisce la spesa in alcolici.

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