Diritti umani dei migranti, si conclude il progetto SCUDI (Progetto Scudi su YouTube)

SCUDI sta per “SCUola di DIritti umani”. Ed è un progetto europeo nato per rafforzare le competenze e gli strumenti che avvocati, attivisti e operatori della società civile hanno e possono usare nel contenzioso strategico a tutela dei migranti e delle persone con background migratorio, con l’applicazione del diritto dell’Ue e della Carta dei Diritti Fondamentali dell’UE.

I diritti dei migranti

Interviene dunque su diritto di asilo e di cittadinanza, soccorso in mare, discriminazione di genere, accesso alla giustizia e detenzione amministrativa. Tutti settori nei quali sono molteplici le discriminazioni e le forme di criminalizzazione attuate.

Il progetto SCUDI, promosso da Cittadinanzattiva in collaborazione con la Coalizione Italiana per le Libertà e i Diritti civili (CILD) e finanziato dall’Ue, si è concluso nei giorni scorsi con un evento pubblico a Roma. Il progetto è dedicato alla promozione del contenzioso strategico nella tutela dei diritti umani dei migranti attraverso la costruzione di una rete di difensori delle organizzazioni della società civile e di una rete europea impegnata nel soccorso in mare.

 

 

In difesa del soccorso in mare

Durante l’evento, assieme ai risultati delle attività, è stata presentata la “Guida al contenzioso strategico a difesa del soccorso in mare”, uno strumento operativo e di sensibilizzazione pensato per supportare chi opera nella difesa dei diritti fondamentali e che offre orientamento giuridico, strumenti di documentazione, collegamenti tra casi e indicazioni per rafforzare la cooperazione a livello europeo. L’obiettivo è valorizzare il diritto europeo come leva di tutela e contrastare l’isolamento di chi opera nella tutela dei diritti umani dei migranti.

Negli ultimi anni infatti il soccorso in mare è diventato non solo terreno di scontro sui diritti umani in Europa, ma oggetto di campagne di criminalizzazione costanti e ripetute. La guida non dà indicazioni su come effettuare il salvataggio in mare ma una serie di strumenti di orientamento per comprendere, documentare e sostenere risposte giuridiche e politiche alla criminalizzazione del salvataggio in mare.

“La dimensione europea, in questi due anni, è diventata ancora più centrale e al tempo stesso più ambivalente: da un lato assistiamo al consolidarsi di politiche di deterrenza ed esternalizzazione; dall’altro, l’impianto normativo europeo – dalla Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea alla giurisprudenza delle Corti – continua a rappresentare uno spazio essenziale di protezione e di garanzia – ha dichiarato Laura Liberto, Coordinatrice nazionale di GD (Giustizia per i Diritti) di Cittadinanzattiva – Con SCUDI abbiamo voluto rafforzare competenze di avvocati, praticanti e attivisti, creare connessioni e offrire strumenti concreti, affinché il contenzioso strategico possa essere utilizzato in modo coordinato e consapevole a difesa dei diritti fondamentali delle persone migranti”.

All’evento finale di SCUDI, riassunto in un video disponibile online, hanno partecipato Cecilia Strada, Eurodeputata, e Ilaria Cucchi, Senatrice della Repubblica, Tareke Brhane, Presidente del Comitato 3 Ottobre, Barbara Antonelli, Direttrice comunicazione e mobilitazione di SOS Méditerranée, Francesco Saverio Galtieri, Direttore della Scuola Popolare di Musica di Donna Olimpia e Anna Lisa Mandorino, Segretaria generale di Cittadinanzattiva.

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