Ecoforum Legambiente Lazio: raccolta differenziata al 53,3% ma pesa Roma (in negativo)

Nel Lazio la raccolta differenziata dei rifiuti cresce e arriva al 53,3%. Ma se si togliesse Roma, che è ferma al 44,9%, allora si arriverebbe al 63,8%, in linea con la media nazionale. L’Ecoforum di Legambiente Lazio evidenzia una regione in cui da un lato c’è la Capitale, di fatto immobile e ancora a rilento nella gestione dei rifiuti in ottica dell’economia circolare, dall’altro il resto della regione in cui molte realtà fanno passi avanti.

Il Dossier Comuni Ricicloni nel Lazio premia infatti 18 Comuni Rifiuti Free e 203 Comuni Ricicloni. Sul podio, dice Legambiente Lazio, ci sono Sant’Ambrogio sul Garigliano con l’85,2% di raccolta differenziata, Sacrofano 84,1% e Fondi 83,3%. Fra le province, la migliore è Viterbo con il 63,6% di raccolta differenziata. Ultima la Città Metropolitana di Roma dove pesa come un macigno il nuovo dato della Capitale, immobile al 44,9% di differenziata.

Questo il quadro generale della settima edizione dell’Ecoforum del Lazio di Legambiente realizzato con il contributo della Regione Lazio in una giornata dedicata all’economia circolare, con la presentazione del “Dossier Comuni Ricicloni e Ciclo dei Rifiuti nel Lazio”. I comuni rifiuti free sono eccellenze con meno di 75 kg per abitante all’anno di indifferenziata prodotta, 18 in tutto. Sono 203 i Comuni con più del 65% di raccolta differenziata sulla base delle prestazioni nel 2021. (I dati sono stati elaborati grazie al contributo tecnico di ARPA Lazio).

Ecoforum, i Comuni virtuosi vs Roma

«Con il settimo Ecoforum premiamo i Comuni più virtuosi in un lungo percorso di accompagnamento, durante il quale la soglia fatidica del 65% di differenziata è stata superata dalla stragrande maggioranza dei territori laziali – ha detto Roberto Scacchi presidente di Legambiente Lazio – e a questi continuano ad aggiungersi realtà tanto virtuose al punto da essere considerate Rifiuti Free: è grazie a loro che possiamo prospettare un futuro libero da mega discariche e colossi dell’incenerimento. Il dato complessivo del Lazio rimane ancora troppo basso ma, non considerando Roma, la Regione sarebbe in linea con le medie nazionali, grazie a percorsi virtuosi degli amministratori locali, delle aziende e della Regione, con bandi e risorse dedicate e un importante piano di gestione».

Roma rappresenta una realtà problematica.

Prosegue Scacchi: «La Capitale però, pesa come un macigno e fa sprofondare la percentuale di dieci punti: il suo ultimo risultato è ancora estremamente negativo e Roma deve fare ancora tutto: estensione del Porta a Porta che non c’è e anzi continuano a essere inaugurati cassonetti stradali, aumento dei centri di recupero per ora non pervenuto, attuazione della tariffa puntuale impossibile con questi dati, e una grande dotazione di impianti industriali per l’economia circolare della quale non ci sono tracce e anzi, con risultati negativi del bando PNRR, si è persa anche l’occasione di dare copertura economica alla costruzione di due biodigestori. L’inceneritore sul quale il Sindaco Gualtieri ha deciso di puntare, è invece un errore imperdonabile che servirebbe solo per condannare la città del futuro, a non essere mai virtuosa nella raccolta, obbligata come sarebbe, a sfamare il forno di termovalorizzazione. Al contrario, nel resto dei territori cominciano a essere realtà i primi biodigestori come quello che abbiamo visitato proprio in queste giornate a Pontinia, e considerando che la frazione organica pesa per almeno un terzo del totale, non di inceneritori ma di biodigestori ce ne servono tanti nel Lazio, per un potenziale complessivo di almeno un milione di tonnellate, per la metà a Roma».

 

Fonte immagine Pixabay

 

Rifiuti e raccolta differenziata nel Lazio

In tutto il Lazio la raccolta differenziata cresce quest’anno di 0,9 punti e raggiunge il 53,32% (dal 52,46% dell’anno precedente). Se si togliesse il nuovo dato di Roma, giudicato “pessimo” perchè immobile al 44,9%, il resto del Lazio avrebbe in effetti il 63,8% che metterebbe la Regione in linea con le medie complessive nazionali.

La produzione regionale totale di rifiuti per il 2021 è stata di 2.865.564 t, in aumento di circa 50 mila tonnellate, rispetto al dato 2020 fortemente caratterizzato dal periodo pandemico, aumento nella maggior parte dei casi giustificato dalla ripresa dei consumi per il 2021 e dalla contestuale ripresa del PIL regionale (+6,3%). L’aumento è tutto nelle frazioni differenziate che salgono di quasi 51 mila tonnellate nette e segnano un +3,5%, mentre la quota indifferenziata aumenta ma di un impercettibile 0,04%.

Tra le province, quella migliore è Viterbo con il 63,6% di raccolta differenziata (l’anno scorso era Frosinone, con il 60,1 %), seconda Latina con il 59,81%, terza Frosinone con 59,79%, quarta Rieti al 56,7% e in fondo Roma al 51,3%.

«Come in tante regioni, nel Lazio torniamo con orgoglio ad accompagnare un evidente miglioramento nella gestione virtuosa dei rifiuti, sul quale abbiamo sempre creduto fin dalla prima edizione del nostro Ecoforum regionale, quando le amministrazioni da premiare erano pochissime – commenta Stefano Ciafani Presidente Nazionale di Legambiente -. Con questi numeri si deve continuare a spingere perché nei territori arrivino tutti gli impianti necessari alla rigenerazione dei materiali, così da poter fermare i pazzeschi viaggi oltre regione di centinai di autoarticolati verso impianti lontani, ma anche l’idea che a risolvere i problemi possa essere la scelta totalmente sbagliata di un nuovo megainceneritore romano, antitetica al concetto stesso di economia circolare».


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