Feste sostenibili, CIWF Italia: ecco i consigli per un menù di Natale più rispettoso degli animali (Foto di Jill Wellington da Pixabay)
Feste sostenibili, CIWF Italia: ecco i consigli per un menù di Natale più rispettoso degli animali
In occasione delle festività, CIWF Italia suggerisce piccoli cambiamenti al menù di Natale per celebrare in modo più sostenibile e rispettoso degli animali
Festeggiare in modo più sostenibile e rispettoso degli animali si può, basta apportare qualche piccolo cambiamento al menù di Natale. CIWF Italia invita a scoprire come le scelte alimentari possano contribuire a un futuro migliore, senza rinunciare al gusto e al piacere della convivialità.
“La ricerca scientifica – spiega l’organizzazione di protezione animale e ambientale – dimostra che molti alimenti tradizionalmente consumati durante le festività sono tra i principali responsabili della crisi climatica attuale. Per questo motivo, arricchire il nostro menù festivo con più alimenti di origine vegetale e ridurre quelli di origine animale, preferendo comunque prodotti provenienti da sistemi rispettosi, rappresenterebbe un regalo prezioso per gli animali e il pianeta, oltre che per la nostra salute”.
A livello globale, infatti, il settore zootecnico emette più gas serra (GHG) delle emissioni dirette di tutti gli aerei, treni e automobili del mondo, messi insieme. Inoltre miliardi di animali soffrono ogni anno in condizioni anguste e di squallore, senza mai o quasi mai uscire all’aperto, e gli allevamenti intensivi – dove viene prodotta la maggior parte della carne – sono anche una fonte significativa di inquinamento dell’aria, del suolo e dell’acqua.
Menù di Natale, i consigli di CIWF Italia per feste sostenibili
Il consumo di carne, in Italia, è ben superiore alla quantità sostenibile per la salute del pianeta in base ai calcoli dell’EAT Lancet Planetary Health Diet, analizzati da CIWF nel proprio report More Money, More Meat: secondo questi dati, infatti, in Italia sarebbe necessario ridurre il consumo di carne del 69%, di uova del 58% e dei prodotti lattiero-caseari del 53%.
L’associazione, quindi, invita a prestare particolare attenzione al menù a base di pesce per la cena del 24 dicembre: “l’allevamento di miliardi di pesci nel nostro sistema alimentare – spiega – può emettere più del doppio dei gas serra (per 100 g di proteine) associati alla produzione delle alternative a base vegetale. Inoltre, per allevare pesci carnivori come i salmoni possono essere necessari fino a 350 pesci selvatici, un metodo inefficiente e fonte di spreco. Non solo: sia che il pesce provenga da allevamenti intensivi o sia pescato da fiumi o mari, è probabile che abbia patito una morte dolorosa a causa dei crudeli metodi di macellazione comunemente utilizzati nel settore ittico”.
Ecco, quindi, i consigli di CIWF per festeggiare con un menù di Natale più sostenibile.
Il primo consiglio è quello di mangiare meno carne e scegliere quella proveniente da allevamenti con più alti standard di benessere animale, oppure provare un’alternativa a base vegetale (come un ragù a base di funghi, noci o seitan). Meglio, inoltre, evitare l’agnello: probabilmente proverrà dall’estero, quindi avrà dovuto affrontare un trasporto a lunga distanza, causa di stress e sofferenza.
CIWF consiglia di limitare o, se possibile, evitare i pesci carnivori e allevati, come il salmone, optando invece per alternative a base vegetale, oppure scegliere una porzione molto più piccola di pesce pescato; e di privilegiare prodotti lattiero-caseari provenienti da sistemi più rispettosi o considerare di sostituirli con creme, formaggi e burri a base vegetale, che possono essere altrettanto gustosi.
“La produzione di formaggio – spiega l’associazione – può comportare l’emissione di circa cinque volte i gas serra emessi nella produzione di tofu, mentre il latte vaccino può causare il triplo delle emissioni rispetto a un’alternativa a base di soia. Inoltre gli allevamenti intensivi di vacche sono altrettanto crudeli: i vitelli vengono separati dalle loro madri entro pochi giorni e, mentre una vacca in natura vivrebbe fino a 20 anni, negli allevamenti intensivi viene macellata dopo soli 5 anni”.
Per quanto riguarda i dolci, che si ami pandoro o il panettone, bisognerebbe assicurarsi che le uova usate per la produzione di questi e altri dolci natalizi provengano da allevamenti senza gabbie. A meno che l’etichetta o il sito dell’azienda non specifichi che le uova provengono da sistemi alternativi (a terra, all’aperto o biologico), è probabile che provengano da galline allevate in gabbie anguste e crudeli. Inoltre, esistono in commercio gustosi panettoni e pandori vegetali.

