ape

Giornata mondiale delle api, il 40% degli impollinatori è a rischio estinzione (foto credits: Ola Jennersten WWF-Sweden)

Le api sono parte della biodiversità da cui tutti dipendiamo per la sopravvivenza, ricorda il Programma delle Nazione Unite per l’Ambiente (Unep) per la Giornata mondiale delle api che si celebra il 20 maggio. Le api danno cibo di alta qualità, miele pappa reale e polline, e insieme agli altri insetti impollinatori contribuiscono direttamente alla sicurezza alimentare. La sopravvivenza di api e impollinatori è dunque una questione di sopravvivenza collettiva. Secondo gli esperti della Fao, un terzo della produzione alimentare mondiale dipende dalle api.

Giornata mondiale delle api, impollinatori in pericolo

Queste però, insieme agli altri impollinatori come farfalle, pipistrelli e colibrì, sono sempre più minacciate dalle attività umane. Inquinamento, perdita di habitat naturale, pratiche agricole intensive, cambiamenti nei modelli meteorologici e uso eccessivo di prodotti chimici per l’agricoltura come i pesticidi hanno fatto diminuire negli anni la popolazione delle api – ci sono più di 20 mila specie di api e la gran maggioranza degli insetti impollinatori sono selvatici.

 

grafico
Impacts on Bees, fonte: www.unep.org

 

WWF: il 40% delle specie è a rischio estinzione

Il 40% delle specie di api e insetti impollinatori al mondo è a rischio estinzione, denuncia oggi il WWF. Sono insetti da cui dipende circa il 90% di tutte le piante selvatiche con fiore e l’80% delle piante produttrici di cibo.

«C’è una estinzione silenziosa che mette a rischio la biodiversità globale, ma anche la nostra capacità di produrre cibo in maniera naturale», dice il WWF. La Giornata mondiale delle api, dedicata a queste e agli altri impollinatori, punta i riflettori su oltre 20 mila specie che «garantiscono un servizio indispensabile, quello dell’impollinazione, da cui dipende quasi il 90% di tutte le piante selvatiche con fiore e l’80% delle piante che producono cibo e prodotti per il consumo umano», ricorda l’associazione ambientalista.

Tutto questo è pari al 35% della produzione agricola mondiale e ha un valore economico stimato ogni anno di oltre 153 miliardi di euro a livello globale e in 22 miliardi di euro in Europa.

Oltre il 40% di queste specie è a rischio estinzione a livello mondiale, soprattutto api selvatiche e farfalle.  Su questo tema il WWF ha promosso il progetto “Diamo una casa alle api”, realizzato grazie alla campagna di raccolta fondi sulla piattaforma ForFunding di Intesa Sanpaolo, con l’obiettivo di sensibilizzare le persone sull’importanza degli impollinatori e il loro valore per il nostro capitale naturale, dalla produzione di cibo al valore per l’economia.

Il progetto vuole realizzare e gestire in 20 oasi WWF d’Italia delle aree per facilitare la vita alle api, con la creazione di aree arricchite con piante nettarifere e pollinifere per l’alimentazione degli impollinatori, ma anche con “bee hotel”, rifugi per api e altri insetti, che potranno diventare case per singoli impollinatori o per intere colonie.  Cartelli illustrativi serviranno a sensibilizzare i visitatori sull’importanza di queste specie.

«Ma tutto questo non basta: è indispensabile – aggiunge il WWF – mettere al bando i pesticidi più nocivi per gli insetti impollinatori, lasciare più spazio alla biodiversità negli ambienti agricoli, contrastare il cambiamento climatico».

Anche i consumatori possono fare la loro parte, scegliendo un consumo più responsabile, con prodotti biologici e locali.


Vuoi ricevere altri aggiornamenti su questi temi?
Iscriviti alla newsletter!



Dopo aver inviato il modulo, controlla la tua casella per confermare l'iscrizione
Privacy Policy


Scrive per noi

Sabrina Bergamini
Sabrina Bergamini
Giornalista professionista. Responsabile di redazione. Romana. Sono arrivata a Help Consumatori nel 2006 e da allora mi occupo soprattutto di consumi e consumatori, temi sociali e ambientali, minori, salute e privacy. Mi appassionano soprattutto i diritti e i diritti umani, il sociale e tutti quei temi che spesso finiscono a fondo pagina. Alla ricerca di una strada personale nel magico mondo del giornalismo ho collaborato come freelance con Reset DOC, La Nuova Ecologia, Il Riformista, IMGPress. Sono laureata con lode in Scienze della Comunicazione alla Sapienza con una tesi sul confronto di quattro quotidiani italiani durante la guerra del Kosovo e ho proseguito gli studi con un master su Immigrati e Rifugiati. Le cause perse sono il mio forte. Ho un libro nel cassetto che prima o poi finirò di scrivere. Hobby: narrativa contemporanea, fotografia, passeggiate al mare. Cucino poco ma buono.

Parliamone ;-)