Il carovita mette in affanno un italiano su tre. Si taglia anche sul cibo (fonte foto Pixabay)

Il carovita cambia abitudini e consumi delle famiglie. Un italiano su tre è in difficoltà economica a causa dell’inflazione. Con i prezzi che volano, gli italiani adottano nuove abitudini, cambiano una parte dei consumi, tagliano su tantissime voci, sono costretti a intaccare i risparmi e a ricorrere a prestiti. Il quadro che emerge da una recente indagine di Altroconsumo evidenzia che quasi la metà degli italiani (42%) ha difficoltà a pagare le bollette. Si taglia anche sul cibo. Il 20%, uno su cinque, compra meno prodotti alimentari e meno cibo. Il 31% ha ridotto gli acquisti di carne e pesce. Il 16% rinuncia a frutta e verdura. Sono tagli pesanti.

Un italiano su tre versa in una condizione economica difficile a causa della morsa dell’inflazione che avvolge la quotidianità delle famiglie italiane. Le più colpite sono le famiglie meno abbienti. L’indagine di Altroconsumo, svolta insieme alle omologhe organizzazioni di consumatori  di Spagna, Belgio e Portogalloparte di Euroconsumers, fotografa l’attuale condizione economica e i comportamenti adottati dagli italiani, che si vedono costretti a tagliare una parte dei consumi o a ricorrere a prestiti.

 

Altroconsumo indagine gennaio 2023

 

Carovita, si attinge ai risparmi

La situazione economica generale è peggiorata. Ad aprile 2022 il 31% delle persone intervistate raccontava di non essere stata in grado di accantonare alcun risparmio alla fine del mese (e nei 12 mesi precedenti). Questa percentuale è salita però al 41% a dicembre 2022.

Affrontare la quotidianità diventa quindi sempre più complicato e il 37% del campione è dovuto ricorrere ai risparmi accumulati, arrivando a dover chiedere una mano ad amici e parenti nel 13% dei casi. Il 9% è dovuto ricorrere a un prestito in banca.

La spesa per le bollette è un costo insostenibile per il 42% degli italiani.

 

Altroconsumo consumi alimentari gennaio 2023

 

Spesa alimentare, si taglia anche sul cibo

Abitudini e consumi cambiano per esigenze di forza maggiore. E sicuramente destano preoccupazione quelle che riguardano la spesa alimentare. Il 20% delle persone compra meno prodotti alimentari: in particolar modo il 31% acquista meno carne e pesce, mentre il 16% riduce il consumo di frutta e verdura.

Sono tutte le abitudini di acquisto ad essere investite da un radicale cambiamento, tanto che il 64% compra più alimenti in promozione e scontati, il 47% compra più cibo di marche più economiche e il 44% si rivolge più spesso ai discount.

L’inflazione costringe gli italiani a cambiare i propri modelli di consumo, facendo necessariamente dei tagli: il 57% del campione afferma di aver rinunciato a molte attività culturali, mentre il 59% ha ridotto il budget destinato a viaggi e vacanze e il 49% ha tagliato le spese per l’attività sportiva.

Il carovita penalizza ulteriormente le famiglie più fragili: il 44% di coloro che si trovano in una situazione economica già compromessa ha avvertito un “grande impatto negativo” sulla propria qualità di vita. Sono tagli e rinunce che pesano: nel 56% dei casi i cambiamenti di stile di vita causati dall’aumento dei prezzi hanno avuto un impatto negativo sul benessere psicologico delle persone.

Si “salvano” i comportamenti antispreco, soprattutto in tema di energia e gestione di riscaldamento ed elettrodomestici in casa. Ma sono azioni legate all’esigenza di risparmiare e per molti (59%) significano una riduzione del comfort in casa.


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