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Istat: ad aprile l’inflazione sale del 2%, aumentano i prezzi del “carrello della spesa”
Secondo le stime Istat l’inflazione sale del 2,0% su aprile 2024. Per le associazioni dei consumatori si conferma così la “stangata di Pasqua”. Adoc chiede interventi immediati e strutturali per contrastare il caro vita
Ad aprile sale l’inflazione. Secondo le stime preliminari Istat, nel mese di aprile 2025 l’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (NIC), al lordo dei tabacchi, aumenta dello 0,2% su base mensile e del 2,0% su aprile 2024, dal +1,9% registrato nel mese precedente.
L’inflazione – spiega l’Istat – sale al 2,0% principalmente a causa delle tensioni sui prezzi degli Alimentari (+3,0%, da +2,4%) e dei Servizi relativi ai trasporti (+4,4% da +1,6%), che risentono di fattori stagionali.
Nel settore energetico si accentua la crescita su base annua dei prezzi degli Energetici regolamentati (+32,9% da +27,2% di marzo), nonostante il sensibile calo congiunturale (-6,0%), mentre rallenta quella degli Energetici non regolamentati (-2,9% da +0,7%). In aumento il ritmo di crescita dei prezzi del “carrello della spesa” (+2,6% da +2,1%) e l’inflazione di fondo (+2,1%).
Sale l’inflazione, Consumatori: stangata di Pasqua
Secondo Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori, all’accelerazione dell’inflazione hanno contribuito “le speculazioni sulla Pasqua e sui Ponti del mese di aprile“.
“Non per niente, in testa alla Top ten dei rincari mensili ci sono tutte voci legate alle vacanze. Al 1° posto i Voli internazionali che in appena un mese decollano del 31,6%, quasi un terzo, medaglia d’argento per i Voli nazionali con +26,3%. Medaglia di bronzo per Alberghi, motel, pensioni e simili che costano l’11,7% in più rispetto a marzo. Appena giù dal podio il Noleggio dei mezzi di trasporto e il Traporto marittimo che segnano entrambi un balzo mensile del 7%” prosegue Dona.
Secondo i calcoli dell’UNC se l’inflazione pari a +2% significa, per una coppia con due figli, un aumento del costo della vita complessivo pari a 714 euro su base annua, ben 292 euro in più se ne vanno solo per i Prodotti alimentari e le bevande analcoliche, 310 per il carrello della spesa, ossia per le spese obbligate, mentre i Servizi ricettivi e di ristorazione si pagano 121 euro in più rispetto allo scorso anno. Per una coppia con 1 figlio la spesa aggiuntiva annua è pari a 653 euro, 259 euro sono per cibo e bevande, 277 per i beni alimentari, per la cura della casa e della persona, 100 per alberghi e ristoranti. Per una famiglia media sono 537 euro complessivi, 202 per mangiare e bere, 215 per il carrello, 71 per ristorazione e servizi ricettivi.
Anche per Assoutenti “si conferma la stangata sulla Pasqua degli italiani“.
“Nell’ultimo mese i listini di alcuni beni alimentari hanno registrato una vera e propria impennata – spiega il presidente Gabriele Melluso – È il caso del burro, che su base annua rincara del +18%, e del caffè, che aumenta addirittura del 21,2%. Il bene re della Pasqua, il cioccolato, accelera il trend al rialzo e sale del +11,7% e il cacao del +15,2%. Tensioni anche sul fronte delle uova di gallina, tra i prodotti più consumati a Pasqua, i cui prezzi aumentano del +5,6% su anno, ma la lista dei rincari è lunga: bevande analcoliche +8,7%, verdura +6,5%, carne bovina +4,8%, carne ovina +4,9%, formaggi e latticini +5%”.
Analogo il parere del Codacons, secondo cui “a gravare sull’inflazione sono senza dubbio le tensioni sul fronte degli alimentari, i cui prezzi crescono a ritmi sostenuti. La crisi delle materie prime, unitamente alla maggiore domanda legata al periodo di Pasqua, ha determinato sensibili aumenti dei listini al dettaglio”.
Adoc: aumentano i prezzi, ma non crescono salari e potere d’acquisto
“L’inflazione torna a correre, il caro vita e i bassi salari restano un’emergenza da affrontare”: così la Presidente Adoc nazionale, Anna Rea, nel commentare i nuovi dati diffusi oggi dall’Istat.
“I rincari colpiscono duramente le persone – continua Rea – mentre le risposte istituzionali restano deboli e insufficienti. In Italia, il potere d’acquisto delle famiglie continua a erodersi, mentre i salari restano fermi. Inoltre, secondo Eurostat, il 9,2% dei lavoratori è povero. Una condizione inaccettabile, che impone interventi immediati e strutturali per contrastare il caro vita, ridurre il costo delle bollette e dell’energia a partire dal taglio degli oneri indiretti che pesano per oltre il 40%, sostenere i redditi, monitorare e contenere i prezzi al consumo e agire con determinazione contro ogni forma di speculazione. In questa direzione, vanno rafforzati e implementati sui territori gli osservatori sui prezzi”.
“Questi dati, alla vigilia della Festa dei lavoratori, devono farci riflettere per far restituire dignità al lavoro non solo il Primo Maggio, ma ogni giorno, per garantire condizioni eque, salari adeguati, sicurezza nei luoghi di lavoro e una reale tutela del potere d’acquisto di chi ogni giorno fatica a far quadrare i conti”, conclude Rea.

