La fibromialgia verso l'entrata nei LEA per le forme più severe, si attende l'approvazione finale

La fibromialgia verso l'entrata nei LEA per le forme più severe, si attende l'approvazione finale (foto Pixabay)

Dopo anni di attesa la fibromialgia sia avvia verso l’entrata nei Livelli Essenziali di Assistenza (Lea), ossia l’elenco delle prestazioni garantite a tutti i cittadini dal Servizio sanitario nazionale. “La novità – si legge in una nota di Altroconsumo – è contenuta in una bozza non ufficiale di Dpcm, recentemente diffusa, che propone una revisione dell’assistenza specialistica ambulatoriale, includendo tra le patologie croniche e invalidanti anche la sindrome fibromialgica“.

Il testo, tuttavia, fa riferimento alle forme molto severe della Sindrome Fibromialgica, identificate da un punteggio superiore a 82 nel questionario Fiqr (Fibromyalgia impact questionnaire revised).

A questo punto il testo dovrà passare al vaglio del Ministero dell’Economia, per verificarne la sostenibilità finanziaria; essere approvato in Conferenza stato-regioni con intesa formale; ricevere il parere delle Commissioni parlamentari competenti (obbligatorio ma non vincolante) e, infine, essere firmato dal presidente del Consiglio e pubblicato in Gazzetta ufficiale.

Fibromialgia, cosa prevede il testo del decreto

Come spiegato da Altroconsumo, gli aventi diritto potranno ottenere un codice di esenzione che consente l’accesso gratuito a tre specifiche prestazioni:

-visita di controllo ogni 12 mesi per il monitoraggio della malattia e la prevenzione delle complicanze;

-rieducazione motoria in gruppo da massimo sei pazienti per gruppi omogenei di patologia (ciclo di 10 sedute da 60 minuti ogni 12 mesi) per le funzioni delle articolazioni, delle ossa e del movimento;

-visita psichiatrica di controllo ogni 12 mesi, prescrivibile solo in presenza di comorbidità psichiatrica.

“Il riconoscimento della fibromialgia come patologia cronica e invalidante rappresenta un passaggio fondamentale per la tutela dei pazienti, sia sul piano simbolico che concreto – ha commentato Altroconsumo. – Tuttavia, la limitazione ai soli casi molto gravi riduce fortemente l’impatto del provvedimento, lasciando scoperta la maggioranza dei malati. Secondo la Società italiana di reumatologia, solo il 16% circa dei pazienti con fibromialgia raggiunge il punteggio Fiqr necessario per accedere all’esenzione. Questo significa che la maggioranza dei pazienti – pur convivendo con una malattia cronica debilitante – non potrà beneficiare del nuovo codice di esenzione”.

AISF ODV: passo avanti decisivo

L’Associazione italiana sindrome fibromialgica (AISF ODV) esprime soddisfazione per questo passo avanti.

“L’inserimento della sindrome fibromialgica all’interno dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), con la conseguente attribuzione di un codice di esenzione, rappresenta una notizia importantissima – ha commentato Giusy Fabio, Vicepresidente AISF ODV, raggiunta da Pharmastar. – Si tratta di un passo avanti decisivo, perché riconoscere la fibromialgia nei LEA significa garantire una tutela concreta, anzi, assoluta, ai pazienti in ogni ambito della loro vita: sanitario, lavorativo, legale e sociale”.

“È vero che questa prima fase prevede l’esenzione solo per i casi più gravi, il che potrebbe generare una percezione di disuguaglianza tra pazienti di ‘serie A’ e ‘serie B’. Tuttavia, ciò che conta è che la malattia viene finalmente riconosciuta e inserita nei LEA. Questo è un punto di partenza fondamentale, che apre la strada a una tutela per tutti”.

Giusy Fabio ha ricordato che “un approccio simile era già stato prospettato nel 2018, durante un incontro con l’Istituto Superiore di Sanità. In quell’occasione, pur riconoscendo la fibromialgia come una patologia a tutti gli effetti, fu evidenziata la difficoltà economica di garantire l’esenzione universale, vista la vasta platea di pazienti. Ci fu quindi proposto di definire dei criteri di severità, proprio come accade oggi. Pur conoscendo questo percorso, eravamo consapevoli che senza questo compromesso la fibromialgia non sarebbe mai stata inserita nei LEA. Per questo motivo, accogliamo con soddisfazione questo risultato e auspichiamo che l’approvazione definitiva avvenga nel più breve tempo possibile“.

Secondo l’AISF, inoltre, “questo riconoscimento potrà conferire valore a eventuali futuri sviluppi legislativi. In tutti questi mesi di battaglia abbiamo più volte sottolineato che nessuna legge sulla fibromialgia può avere valore reale se la malattia non viene prima riconosciuta ufficialmente come cronica e invalidante. Ora, con l’inserimento nei LEA e l’assegnazione di un codice di esenzione, questo ostacolo è superato. Da questo momento, nessun medico, operatore sanitario o istituzione potrà più permettersi di negare l’esistenza della fibromialgia. Finalmente ai pazienti verrà riconosciuta la dignità che meritano.”

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