Liposuzione, donna muore dopo un intervento in uno studio privato di Roma (Foto Mehmet Turgut Kirkgoz per Pexels)
Liposuzione, donna muore dopo un intervento in uno studio privato di Roma
Una donna è morta al Policlinico Umberto I di Roma dove era stata portata d’urgenza dopo un malore per un intervento di liposuzione eseguito in uno studio privato della Capitale. Codici chiede chiarezza e invia un esposto in Procura
Una donna di 46 anni è morta al Pronto Soccorso del Policlinico Umberto I di Roma dopo aver avuto un malore per un intervento di liposuzione svolto in uno studio privato della Capitale. La donna, originaria dell’Ecuador, era stata trasportata d’urgenza al Policlinico da un’ambulanza privata che l’aveva soccorsa in uno studio di chirurgia estetica nella zona di Torrevecchia, nel quartiere Primavalle. La donna si era sottoposta a una liposuzione nello studio privato, ora posto sotto sequestro, ma l’intervento è stato interrotto per una complicazione che ha richiesto il trasporto d’urgenza in ospedale. Secondo quanto scrive la Repubblica, la struttura privata era priva di autorizzazione da 13 anni. La Procura di Roma indaga per omicidio colposo.
Il caso segue due tragedie analoghe che, sempre nella Capitale, ci sono state nei mesi scorsi e hanno riguardato interventi di medicina estetica: sono i decessi di Margaret Spada, 22enne siciliana che si era sottoposta ad una rinoplastica, e di Simonetta Kalfus, 62enne di Ardea che aveva eseguito una liposuzione.
Codici: “Nuovo caso sospetto di malasanità legato a interventi estetici”
Su questo nuovo caso, Codici interviene chiedendo chiarezza. L’associazione ha inviato un esposto in Procura sulla morte della donna in seguito all’intervento di liposuzione e parla di “nuovo caso sospetto di malasanità legato ad interventi estetici a Roma”.
«Siamo nella fase delle prime ricostruzioni – afferma Ivano Giacomelli, Segretario Nazionale di Codici –, delle indiscrezioni e questo, unito alla drammaticità della vicenda, richiede la massima cautela. La notizia della morte della donna sicuramente colpisce perché non è il primo caso del genere a Roma. Bisogna chiarire l’operato dell’ambulatorio nelle fasi che hanno preceduto e che hanno accompagnato l’intervento, compresi ovviamente i soccorsi dopo che la donna si è sentita male. Questa tragedia riporta alla mente i casi dei mesi scorsi e ripropone la domanda su come sia possibile morire per un intervento estetico, un’operazione di routine».
L’associazione Codici è impegnata da anni contro la malasanità attraverso la campagna “Indigniamoci!”, che coinvolge tutti gli Sportelli presenti sul territorio nazionale per raccogliere le segnalazioni dei pazienti e fornire assistenza.

