Mappa “Italia fossile”, Legambiente: 192 progetti in attesa di valutazione
Mappa “Italia fossile”, Legambiente: 192 progetti in attesa di valutazione
Secondo la mappa “Italia fossile” di Legambiente ci sono 192 progetti in attesa di valutazione. Il 14 giugno iniziative in tutta Italia per dire “Stop Fossili, Start Rinnovabili”
Le fonti fossili hanno un indubbio richiamo sul Governo italiano. Nonostante crisi climatica ed energetica, i progetti che vogliono l’Italia hub del gas prevedono decine e decine di piani legati alle fonti fossili e in attesa di valutazione, fra centrali a gas, rigassificatori, stoccaggio, istanze sugli idrocarburi e metanodotti.
Secondo la mappa “Italia fossile” di Legambiente, realizzata sui dati del Ministero dell’Ambiente, ad aprile 2025 ci sono ben 192 progetti legati alle fonti fossili in attesa di valutazione, 22 in più rispetto alla mappatura del 2023.
Fra questi, ci sono 83 procedure su centrali a gas, 16 per nuovi rigassificatori, 1.323 chilometri di nuovi gasdotti, due nuovi impianti di stoccaggio in attesa di Valutazione d’Impatto Ambientale, 23 progetti relativi a permessi di ricerca e concessioni per la coltivazione di idrocarburi. Si aggiungono 35 nuove richieste per lo svolgimento di attività connesse allo sfruttamento degli idrocarburi. A livello regionale, l’Emilia-Romagna detiene il primato regionale per numero di istanze in fase di autorizzazione relative ad attività estrattive e infrastrutture fossili: sono ben 33.
“Il richiamo del fossile non molla la presa sul Governo italiano – spiega Legambiente – Nonostante la crisi climatica ed energetica, i costi esorbitanti della bolletta energetica causati dalla dipendenza dall’estero e la necessità di rispettare gli obiettivi europei di azzeramento delle emissioni nette, l’esecutivo continua a legittimare nuovi progetti di sfruttamento di fonti energetiche inquinanti, oltre a delineare un surreale scenario di ritorno del nucleare in Italia”.

“Stop Fossili, Start Rinnovabili”
Contro le politiche di sostegno alle fonti fossili ci sarà la mobilitazione nazionale “Stop Fossili, Start Rinnovabili”.
Appuntamento in piazza sabato 14 giugno, alla vigilia della Giornata mondiale del Vento, con iniziative in luoghi simbolo d’Italia, tutti segnati dalla presenza di infrastrutture della filiera delle fossili. Sarà anche un’occasione per rilanciare l’attivismo climatico nell’ambito della campagna #ChangeClimateChange, piattaforma con cui Legambiente propone, in una chiave di cambiamento, la costruzione di proposte e mobilitazioni per ricordare al governo italiano che il Pianeta è in pericolo e che bisogna agire in fretta. Ad alcune delle iniziative parteciperà anche la Rete “Per il Clima, Fuori dal Fossile”, rafforzando il fronte comune contro le fonti fossili.
«La nostra mobilitazione nazionale, con l’esposizione di pale eoliche e pannelli fotovoltaici nei luoghi simbolo dell’Italia fossile – dichiara Stefano Ciafani, presidente nazionale Legambiente – vuole evidenziare la contraddittoria politica del Paese che, tra le iniziative su gas e nucleare del Governo nazionale e gli ostracismi trasversali delle Regioni allo sviluppo delle rinnovabili, continua a rallentare l’adozione su larga scala degli impianti di produzione di energia da fonti pulite, ostacolando una vera transizione ecologica. Chiediamo un’accelerazione repentina sulle energie green, sugli accumuli e sulle reti, la rimozione delle barriere autorizzative da parte del Ministero della Cultura e delle Regioni e un impegno concreto negli investimenti necessari».
Online c’è anche la petizione pubblica “Stop Fossili, Start Rinnovabili” che chiede uno stop alle fonti fossili per “ripartire da un nuovo modello energetico basato su energie rinnovabili ed efficienza energetica, abbandonando definitamente gas, carbone e petrolio, senza sprecare più un euro per finanziare chi è causa del cambiamento climatico”.

